Ustica Lines licenzia 26 lavoratori, Zuccarello: "Inspiegabile retromarcia sugli impegni presi" - Tempostretto

Ustica Lines licenzia 26 lavoratori, Zuccarello: “Inspiegabile retromarcia sugli impegni presi”

Rosaria Brancato

Ustica Lines licenzia 26 lavoratori, Zuccarello: “Inspiegabile retromarcia sugli impegni presi”

mercoledì 04 Marzo 2015 - 11:12

Ustica Lines fa marcia indietro e,conferma 26 licenziamenti su 57 lavoratori. Immediata la protesta del personale, che punta il dito sia sulla società che su Cgil, Cisl e Uil che hanno sottoscritto il verbale sui licenziamenti. Torna sulla vicenda anche il consigliere comunale Daniele Zuccarello: "Inspiegabile retromarcia, chiederò un nuovo incontro con il prefetto alla presenza dell'Orsa".

Ustica Lines si prepara a “mollare gli ormeggi” dallo Stretto e, disattendendo gli impegni presi il 30 dicembre, conferma il licenziamento di 26 lavoratori su 57, pari a quasi la metà del personale. Acque ancora agitate nello Stretto dopo l’incredibile retromarcia della società che gestisce i collegamenti veloci tra Messina e Reggio Calabria. I 26 licenziamenti erano stati annunciati il 28 novembre, in vista della scadenza della proroga del servizio il 31 dicembre successivo e motivati dal fatto che il Ministero dei trasporti non aveva ancora provveduto alla pubblicazione del nuovo bando. In seguito alle proteste dei lavoratori e dell’Orsa, nonché all’impegno del Ministro Lupi di pubblicare il bando in tempi brevi, lo scorso 30 dicembre nel corso di un incontro in prefettura l’Ustica Lines accolse l’invito del Ministro ad accettare la nuova proroga, purchè la pubblicazione avvenisse entro il 31 gennaio 2015. Con una nota trasmessa anche al prefetto la società annunciò l’accettazione della proroga del servizio sin dal 1 gennaio. Il bando è stato regolarmente pubblicato anche se con 48 ore di ritardo, il 2 febbraio, ma inspiegabilmente il 25, pochi giorni fa, l’azienda ha confermato i 26 licenziamenti nel corso di un incontro con Cgil, Cisl e Uil, spiegando che i costi della proroga fino al 30 giugno sono insostenibili. A fine incontro le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un verbale con il quale, di fatto, accettano i 26 licenziamenti, causando le ire dei lavoratori che si sono sentiti presi in giro sia dalla società che da Cgil, Cisl e Uil.

Sull’incredibile marcia indietro di Ustica Lines, che potrebbe anche essere l’anteprima di un abbandono della società alle rive dello Stretto, interviene il consigliere comunale Pd Daniele Zuccarello che già nel dicembre scorso sull’argomento aveva sollecitato l’amministrazione ed il Consiglio comunale ed aveva preso parte agli incontri in prefettura insieme all’Orsa.

“ Apprendo con stupore la decisione della società Ustica Lines, contrariamente a quanto emerso dalle riunioni di dicembre in prefettura, di portare avanti le procedure di licenziamento nonostante il rispetto degli impegni presi dal Ministro Lupi che ha pubblicato il bando di gara in tempi brevissimi- scrive Zuccarello- Non posso pensare che 48 ore di ritardo nella pubblicazione possono giustificare una totale inversione di marcia. Ritengo che l’azienda il 30 dicembre, nell’accettare la nuova proroga fosse consapevole sia dei tempi tecnici relativi al bando di gara che alle modalità ed ai costi del servizio. Sconcerta quindi la marcia indietro di Ustica Lines e soprattutto le motivazioni adottate che suscitano il dubbio che si vogliano “scaricare” su Messina disagi economici ed occupazionali riscontrati in altre tratte”. Ai sindacati infatti i dirigenti della società hanno spiegato di voler procedere con i licenziamenti dal momento che si prevedono ulteriori mesi per l’espletamento della gara (le offerte devono essere presentate entro il 30 marzo) e che in ogni caso la proroga del servizio fino al 30 giugno comporta un aggravio di costi di 400 mila euro “Queste motivazioni lasciano basiti- prosegue Zuccarello- Non si comprende infatti perché,dopo la pubblicazione del bando, l’ Ustica Lines, annunci la conferma dei licenziamenti, a meno che non sia stata proprio la visione del bando e dei termini indicati a far cambiare idea alla società sulla partecipazione alla gara. Quanto ai tempi tecnici del bando stupisce che un’azienda di lungo corso come Ustica Lines non li conoscesse sin dall’accettazione della proroga, così come conosceva benissimo i costi del servizio nel momento in cui, il 30 dicembre ha accolto l’invito del ministro”. Sempre il 25 febbraio, nell’incontro con Cgil,Cisl e Uil la società ha spiegato d’aver ha già subito una riduzione del 25% dei corrispettivi del contratto di servizio per le isole Eolie in seguito a interventi legislativi della Regione.

“Non vorremmo- conclude l’esponente del Pd- che dietro questa improvvisa marcia indietro su Messina-Reggio Calabria vi sia il tentativo di “scaricare” disagi economici ed occupazionali che riguardano un’altra tratta o la situazione complessiva dell’azienda. Ritengo sia impensabile che dopo meno di due mesi dalla riunione in prefettura Ustica Lines decida di cambiare le carte in tavola. Se Ustica Lines ha cambiato idea o ha in progetto di “mollare gli ormeggi” non è così per me che chiederò un incontro con il prefetto Trotta, alla presenza dell’Orsa, per evitare che quel disegno avviato il 28 novembre venga portato a termine e soprattutto per scongiurare ogni tentativo di scaricare sull’indispensabile servizio di collegamento tra Messina e Reggio disagi legati ad altre realtà o peggio, valutazioni legate alle condizioni dettate dal nuovo bando di gara”.

Anche i lavoratori non hanno preso affatto bene l’annuncio dei 26 licenziamenti,o meglio, la conferma di una decisione che sembrava scongiurata, e in una nota ricordano sia gli incontri in prefettura che le sollecitazioni che lo stesso Accorinti aveva fatto per una risoluzione della vicenda. I fatti poi, compresa l’accettazione della proroga con le condizioni ben note all’azienda,avevano convinto tutti che Ustica Lines non avrebbe più ripreso dal cassetto i licenziamenti. Invece, a sorpresa, il 25 febbraio la società ha confermato a Cgil, Cisl e Uil, i 26 licenziamenti, sottoscrivendo un verbale che ha scatenato le ire dei lavoratori nei confronti dei rappresentanti sindacali che lo hanno firmato,e cioè Silvio Lasagni (Uil) Pino Foti e Antonino Tripodo (Cgil) e Domenico De Domenico e Silvestro Marotta (Cisl)

“Ci domandiamo- scrivono– come mai contro ogni semplice logica di puro impegno sindacale si è vanificata ogni cosa? Come mai le rappresentanze di CGIL – CISL – UIL e U.S.C.L.A.C. – U.N.C.Di.M. , hanno siglano un accordo con Ustica Lines che prevede il licenziamento di ben 26 lavoratori, mentre le linee sono rimaste tali e quali ?
Da un’ Azienda in attivo di bilancio, ci si aspetta una maggiore "coinvolgimento" della forza lavoro e un tavolo di confronto per ricercare una soluzione saggia e condivisa, anche studiando sistemi che consentano di ammortizzare le eventuali insorte esigenze con il ricorso allo smaltimento dei riposi accumulati dal personale dipendente stabile”.

L’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil nei fatti è una “resa” di fronte alle dichiarazioni di una società, che, inspiegabilmente e senza ulteriori confronti, fa retromarcia in meno di due mesi.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. La pubblicazione di un bando non significa, di certo, l’aggiudicazione scontata dello stesso ad una società preordinata, a meno che non sia stato predisposto il tutto in maniera illegittima e/o illegale per favorire uno a danno degli altri.
    Nel frattempo, i 26 signori marittimi che cosa farebbero, oltre che girarsi i pollici?
    I loro stipendi a carico di chi dovrebbero essere?
    Certo che non c’è più limite alla vergogna!!
    George

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  2. La pubblicazione di un bando non significa, di certo, l’aggiudicazione scontata dello stesso ad una società preordinata, a meno che non sia stato predisposto il tutto in maniera illegittima e/o illegale per favorire uno a danno degli altri.
    Nel frattempo, i 26 signori marittimi che cosa farebbero, oltre che girarsi i pollici?
    I loro stipendi a carico di chi dovrebbero essere?
    Certo che non c’è più limite alla vergogna!!
    George

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