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Formazione, la Corte dei Conti condanna l’ex assessore regionale Santi Formica ed altri “ex”

Rosaria Brancato

Formazione, la Corte dei Conti condanna l’ex assessore regionale Santi Formica ed altri “ex”

venerdì 14 Marzo 2014 - 17:49
Formazione, la Corte dei Conti condanna l’ex assessore regionale Santi Formica ed altri “ex”

Ancora un capitolo nell'inchiesta della Corte dei Conti sugli extra-budget agli Enti di formazione. Condannati alla restituzione delle somme dirigenti ed ex assessori regionali, tra i quali l'ex assessore messinese Santi Formica (attualmente deputato regionale nella lista Verso Forza Italia). L'accusa è danno erariale.

Anche il secondo filone dell’inchiesta della Corte dei Conti sugli extra budget alla Formazione, è arrivato alla sentenza di primo grado.

I magistrati contabili hanno condannato alti dirigenti e amministratori regionali per il secondo troncone relativo alle somme che la Regione ha erogato nel corso degli anni ad Enti di Formazione attraverso il sistema degli extra budget, ovvero somme non indicate nella fase di presentazione e finanziamento del progetto, ma successivamente, in seguito alla semplice presentazione di nuove richieste legandole al fatto che il contributo non era bastato per coprire le spese.

In questo caso dovranno quindi restituire le somme: il segretario generale della Regione Patrizia Monterosso 1 milione e 300 mila euro, l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, 220 mila euro, gli ex assessori ala Formazione Santi Formica 379 mila euro, Carmelo Incardona 830 mila euro, Luigi Gentile 224 mila euro. Condannati anche i dirigenti Alessandra Russo, Maria Carmela Di Bartolo, Salvatore di Francesca, e l'ex dirigente del servizio Rendicontazione, Nino Emanuele. Il primo troncone d’inchiesta ha riguardato l’ex assessore regionale alla Formazione Mario Centorrino e l’ex dirigente Gesualdo Campo. Anche in questo caso si trattava di extrabudget che erano stati autorizzati dalla Regione. Per Centorrino e Campo è arrivata anche la sentenza di secondo grado della Corte dei Conti, che ha abbassato gli importi.

La magistratura contabile in entrambe le inchieste ha ritenuto che le somme erogate in una fase successiva al finanziamento dei corsi e quindi non programmate, costituiscono danno erariale. In sintesi da un lato “un ente privato non può gestire arbitrariamente risorse pubbliche” e dal’altro lato il pubblico deve garantire con “buon senso gestionale” secondo principi di trasparenza ed economicità. Se i finanziamenti sono stati erogati sulla base di un progetto, peraltro valutato e rendicontato, non è possibile in una fase successiva incrementare la cifra su richiesta dello stesso Ente di formazione che dichiara di aver sforato il budget.

Dirigenti ed ex amministratori si sono difesi ricordando che la Regione, attraverso le decisioni della giunta Crocetta ha di recente avviato l’iter per il recupero delle somme, che superano i 4 milioni di euro. Per alcuni di questi Enti fra l’altro, la mancata restituzione delle somme ha comportato il blocco dei finanziamenti relativi agli avvisi successivi. Molti enti però hanno presentato ricorso al Tar. Proprio alla luce della mancata certezza della restituzione delle somme la Corte dei Conti ha condannato quanti, a vario titolo,tra burocrati ed assessori, hanno autorizzato l’erogazione degli extra budget. La galassia della Formazione in Sicilia continua ad essere un sistema finito al centro di filoni d’indagine di vario genere, ma con un unico filo conduttore: il danno erariale.

Rosaria Brancato

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4 commenti

  1. Il sistema degli “extra budget” in Sicilia, ha prodotto solo danni alla Regione e ai Siciliani onesti. Questo “MALAFFARE” generato dai politici, dirigenti e funzionari “INCANCRENITI” deve finire ed i responsabili devono pagare ed essere condannati e, i dipendenti della Regione devono essere licenziati in tronco!

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  2. invelatosempre 15 Marzo 2014 09:11

    Mi oppongo! Non è giusto!
    Dopo una vita passata a fare sacrifici, tutti spesi per il bene della cosa comune, del Cittadino con la C maiuscola non è giusto, alla fine, non poter disporre neanche di un sudato guadagno per poter affrontare serenamente gli anni della vecchiaia!
    Tutte quelle dispute, quel’ agone politico…per cosa, dunque? È dunque questa la riconoscenza del cittadino per coloro che hanno messo il proprio sacrificio davanti a tutto, pur di fare eccellere la Sicilia nel mondo?

    …………. Però una cosa seria da cui vorrei una risposta, mi sento di doverla chiedere:
    ” Che la nostra classe politica sia fatta con questa stoffa è innegabile. Lo sapevamo tutti e con tutto questo li votiamo. Però, mi dite, come fanno questi politici, a fare tutte queste malefatte, senza che uno, dico soltanto uno, degli amministrativi se ne accorga? Chi gli prepara le pratiche? La moglie e i figli nottetempo? Non si sa perché si ferma tutto a questo livello ed il bello è che i politici che li sostituiranno dimostrano il giorno dopo le elezioni, di avere anche loro mogli e figli preparatissimi, che immediatamente si mettono al lavoro con efficienza! Che siano anche questi selezionati col solito agone?”

    E per chi non sapesse cos’è l’agone si legga Wikipedia.

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  3. Sarei curioso di sapere se questi condannati (sempre se lo saranno in ultimo grado di giudizio) pagheranno queste somme. Sarebbe giusto che l’iter venisse seguito fino alla fine……. Non mi stupirei se a pagare fosse una assicurazione stipulata dalla Regione (alias pagata da tutti noi).
    Potrebbe essere interessante informarsi e farlo sapere ai lettori.
    Non è un particolare trascurabile perchè, se così fosse, sarebbe un ulteriore esempio di impunità della casta……….Speriamo che non sia così!

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  4. Questo era quello che lavorava 365 giorni all’anno, e abbiamo capito anche il perchè…

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