Servizio idrico integrato: senza finanziamenti regionali o statali la Spa è l’unica strada percorribile - Tempo Stretto

Servizio idrico integrato: senza finanziamenti regionali o statali la Spa è l’unica strada percorribile

Servizio idrico integrato: senza finanziamenti regionali o statali la Spa è l’unica strada percorribile

lunedì 06 Febbraio 2012 - 12:26
Servizio idrico integrato: senza finanziamenti regionali o statali la Spa è l’unica strada percorribile

Ad affermarlo i dirigente della Sto dell’Ato 3 Messina in occasione di un incontro con i comitati pro acqua pubblica, che hanno proposto un’azienda speciale

Chi gestirà l’acqua a Messina? Un interrogativo a cui hanno provato a dare una risposta i rappresentanti del comitato locale aderente ad Acquainsicilia.org insieme a tecnici e responsabile dell’Ato idrico 3, società d’ambito chiamata ad avviare il servizio integrato sul territorio provinciale. Un confronto “sereno e di reciproco ascolto”, così come è stato giudicato dalle parti.

I comitati presenti in sede di confronto hanno portato all’attenzione dei partecipanti, ancora una volta, il paradosso e la contraddittorietà politica di molti sindaci della provincia di Messina, i quali da un lato hanno deliberato una proposta di legge che nega totalmente la costituzione di una Spa nella gestione del servizio, e dall’altro appoggiano la possibilità dell’approvazione dello statuto della nuova società. «Si tratta degli stessi sindaci che hanno aderito al Coordinamento Nazionale e Regionale degli Enti Locali e che hanno partecipato anche alle manifestazioni nazionali del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che privilegia la partecipazione dei cittadini all’interno della gestione, tramite ente di diritto pubblico», hanno scritto i comitati.

Nel corso dell’incontro sono stati discussi, in via preliminare, sia lo statuto della società in house con Spa, che i documenti giuridici che dimostrano la concreta possibilità della realizzazione di un’Azienda Speciale, tra gli elaborati evidenziati lo statuto ABC del Comune di Napoli e un appunto Giuridico dell’avvocato Sara Giorlando. I Responsabili Istituzionali al fine di rendere convincente ed efficace la loro scelta hanno comunicato che il servizio idrico integrato è ancora giuridicamente un servizio economico, e giacché tale imprescindibile dalla logica finanziaria. Secondo i dirigenti della Segreteria tecnica operativa la società di capitali è indispensabile poiché occorrono fondi a disposizione che la Regione e lo Stato non sono in grado di garantire. Diverrebbe dunque improponibile organizzare un’Azienda Speciale in un Ambito territoriale ottimale che vede coinvolti 108 Comuni.

I comitati, preso atto della disponibilità e dell’apertura al confronto sia politico che giuridico sul tema, hanno proposto di organizzare un incontro con Alberto Lucarelli, assessore ai Beni comuni, Informatizzazione e Democrazia partecipativa al Comune di Napoli, al fine di avere ulteriore chiarezza rispetto a quanto asserito dai responsabili e tecnici Istituzionali. La proposta che è stata accolta positivamente da parte di tutti i presenti sarà resa operativa possibilmente in tempi brevi.

Presenti all’incontro: Per i Responsabili Istituzionali: Nanni Ricevuto Presidente della Provincia e presidente dell’Ente d’Ambito, Michele Bisignano – Assessore alle Società partecipate, Giuseppe Santalco Dirigente Responsabile STO Ato idrico, Santi Trovato -Dirigente pianificazione e controllo Ato idrico, Guido Barbaro, Antonino Saia. Per il Comitato Acqua Bene Comune Prov. Messina di Acquainsicilia.org: Giovanna Allone, Gianluca Molino, Clara De Luca e Barbara Grimaudo (Segreteria Regionale Acquainsicilia.org Forum siciliano dei Movimenti per l’acqua). Per il Forum provinciale acqua pubblica Messina” Daniele Ialacqua e Teodoro La Monica. (ER)

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2 commenti

  1. La regione non ha mai dato ai messinesi………ha sempre preso….e continuerà a prendere…..
    Bolzano e Trento sono l’esempio da seguire…. non hanno accettato il ruolo di colonia ed oggi sono le prime provincie italiane in tutte le classifiche.
    Messina ha subìto questo ruolo di colonia di Palermo e Catania ed ha pagato con la terribile depredazione di tutto il suo eccellente impianto di dirigenza civile e militare, ormai preda di Palermo e Catania… che oggi possono vantare il possesso di uffici civili e militari storici di Messina.
    Attila è passato sulla città senza trovare resistenza…ci hanno strappato tutto e di più…..senza alcuna opposizione dei messinesi, distratti forse da mirate ed artificiose proteste.
    Il ponte è un lampante esempio di fumo, proteste contro il nulla, mentre uffici militari e civili, migliaia di posti di lavoro, venivano depredati nel silenzio e probabilmente nella complicità di quella politica messinese che indirizzava le proteste contro il niente, mentre nella realtà Messina veniva gravemente oltraggiata

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  2. puzza di bruciato 6 Febbraio 2012 21:35

    sicuramente è l’ultima chiamata per sistemare i figli della casta ormai cresciuti e rimasti fuori dalle spartizioni dei posti di lavoro sicuri!!! roba già vista che purtroppo succederà…

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