Impiegato Inps arrestato, creava documenti falsi per far ottenere pensioni di invalidità - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Impiegato Inps arrestato, creava documenti falsi per far ottenere pensioni di invalidità

Impiegato Inps arrestato, creava documenti falsi per far ottenere pensioni di invalidità

mercoledì 08 Agosto 2012 - 10:54

Ad accorgersi che c'era qualcosa di storto è stato il direttore della sede Inps di Messina che ha segnalato delle irregolarità alla Procura. Un anno e mezzo fa sono scattate le indagini della Polizia Postale che si sono concluse con l'arresto di un impiegato messinese di 48 anni

Dopo un anno e mezzo di serrate indagini, gli agenti della Polizia Postale hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari siglata dal gip Massimiliano Micali un quarantottenne impiegato dell’Inps. Il dipendente ha falsificato documenti informatici in modo da far ottenere pensioni di invalidità a tre suoi conoscenti, per i quali è scattata la denuncia a piede libero. L’indagine che ha portato all’arresto del dipendente, era scattata dopo la segnalazione del direttore della sede provinciale dell’Inps alla Procura peloritana e riguardante presunte anomalie nell’iter informatico per il riconoscimento di alcuni assegni ordinari di invalidità. La complessa e laboriosa attività investigativa della Polizia Postale di Catania, basata su attività di natura informatica, perquisizioni e sequestri di documentazione, interrogatori ed analisi dei dati, ha permesso di ricostruire le varie condotte dell’impiegato che nel frattempo da Messina era stato assegnato alla sede Inps di Catania. I poliziotti dopo l’analisi attenta di tutti gli elementi acquisiti nel corso delle indagini sono riusciti ad accertare la responsabilità penale oltre che dei potenziali beneficiari della pensione anche del dipendente, che utilizzando le credenziali di accesso al sistema informatico dell’ente previdenziale assegnate a dirigenti medici, aveva creato dei documenti informatici falsi, per far ottenere pensioni di invalidità ai tre conoscenti. Persone che non si sono mai presentate per effettuare delle visite mediche che accertassero il loro presunto grado di invalidità. L’impiegato virtualmente aveva creato i documenti dell’avvenuta visita e aveva poi stabilito il grado dell’invalidità per ciascuno e aprendo tre fascicoli che sono stati bloccati ancor prima che i rispettivi beneficiari ottenessero le relative pensioni di invalità. Non è stato possibile accertare se il quarantottenne abbia ricevuto denaro dai tre denunciati per falsificare la documentazione. Spetterà al Gip Massimiliano Micali durante l’interrogatorio di garanzia fare luce anche su questo aspetto.

Tag:

6 commenti

  1. Mettetelo alla forca, dipendente insieme ai tre ladroni…….

    0
    0
  2. 1 anno e mezzo per indagare su un dipendente che ha falsificato dei file informatici senza neanche riuscire nell’intento di accreditare delle false pensioni ???? andiamo bene, e quanti hanni ci vogliono di indagini per riuscire a scoprire i falsi invalidi che percepiscono regolarmente la pensione di invalidità ?? in base alle stime ad oggi sono stati scoperti circa 2/3 mila e quanti ancora ci sono ?? ma con questi ritmi lo scopriremo fra 20 anni………… meglio di un win for life 🙂

    0
    0
  3. Il dipendente in oggetto va subito licenziato. Il rapporto di lavoro non può essere più continuato essendo venuta a mancare la fiducia. L’INPS va risarcita avvalendosi sulla liquidazione spettante al dipendente fedifrago e sui beni personali (conti correnti, immobili, autovetture, barche, gioielli, ecc.).

    0
    0
  4. Mentre il dipendente è solerte con i suoi conoscenti, l’INPS di Messina accumula fortissimi ritardi nell’istruzione delle pratiche dei veri bisognosi. Comportamento conosciuto dalle organizzazioni degli invalidi e dai sindacati all’interno dell’IMPS di Messina, senza che mettano in atto azioni di forte protesta. A pagare sono sempre i più deboli e chi non ha santi in INPS.

    0
    0
  5. Come si chiama il signor “dipendente”? Perchè le forze dell’ordine non ci dicono il suo nome? In un paese normale uno così sarebbe stato licenziato già un anno e mezzo fa all’inizio delle indagini. In Italia invece non mi meraviglierei se questo signor dipendente rimanesse tale fino alla pensione. Licenziatelo subito ed il suo posto datelo ad un disoccupato padre di famiglia!!!

    0
    0
  6. Ma perchè non pubblicate nome, cognome e fotografia, sua e dei suoi tre conoscenti. Gente infame che con il loro modo di agire negano la pensione a chi veramente ne ha diritto.
    Vogliamo vederli in faccia………. Almeno per sputargli in un occhio in modo virtuale.

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Carmelo Caspanello direttore responsabile-coordinatore di redazione.
info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

x