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L’8 Settembre inaugurazione della ristrutturata Chiesa e domenica 11 processione del simulacro

L’8 Settembre inaugurazione della ristrutturata Chiesa e domenica 11 processione del simulacro

venerdì 02 Settembre 2011 - 10:28
L’8 Settembre inaugurazione della ristrutturata Chiesa e domenica 11 processione del simulacro

In occasione delle celebrazioni in onore di Santa Maria delle Grazie a Pace, giovedì 8, alle 18, sarà inaugurata la Chiesa recentemente ristrutturata, alla presenza di S. E. l'arcivescovo mons. Calogero La Piana, del sindaco, on. Giuseppe Buzzanca e di autorità religiose, civili e militari. Sotto il colonnato della cupola, sarà allestita una mostra fotografica dell'opera di ristrutturazione effettuata dalla ditta Progemir S.r.l. ed una di stampe antiche relative alla Chiesa, che saranno visibili fino a domenica 11. La novena, con la liturgia penitenziale iniziata nei giorni scorsi, si concluderà sabato 10, con il concerto bandistico ed il tradizionale spettacolo pirotecnico del “U cavadduzzu e l’omu sabbaggiu”. Gli spettacoli collaterali ai festeggiamenti prevedono per domani, sabato 3, appuntamenti sportivi alla Lega Navale e di aggregazione, nella piazza della Chiesa. I festeggiamenti si concluderanno domenica 11 settembre, alle 18.30, con la processione del simulacro della Patrona "Maria Santissima delle Grazie", venerata nella chiesa di Grotte, che si snoderà lungo la via Consolare Pompea, nel tratto compreso tra la contrada Porticatello a Pace e Guardia. Pertanto domenica 11, dalle ore 18,30 alle ore 22, per il solo tempo necessario al transito del simulacro, sarà chiusa la via Consolare Pompea, nel tratto compreso tra il ponte di Fiumara Guardia e l'inizio del villaggio di Contemplazione. Agli automobilisti è consigliato di bypassare la litoranea, nel tratto interessato, utilizzando la Panoramica dello Stretto. La devozione alla Santa Vergine tra gli abitanti di Villaggio Pace risale all’VIII, IX secolo, durante il terribile periodo dell’iconoclastia d’oriente, quando le immagini venivano distrutte in forza di un editto dell’Imperatore Leone e, per salvarle, i devoti le imbarcavano in bastimenti verso l’occidente, principalmente l’Italia, che si arricchì di una quantità di opere. Il quadro rappresentante la Beata Vergine, ricorda lo storico Samperi, scampato alla distruzione degli iconoclasti, venne lasciato dal grosso vascello “Levantino”, rimasto fermo per diversi giorni in questo luogo a motivo di una insolita corrente, in una concavità o grotta, dove ora sorge il tempio di Santa Maria delle Grazie. L’equipaggio ed il padrone del vascello adattarono il quadro come in una cappelletta, lo venerarono e si affidarono alla Vergine Santissima che concesse loro la grazia di poter ripartire. Da allora la devozione si propagò sempre più, dalla riviera a tutta la città e i dintorni sino alla sponda calabra e, per le grazie prodigiose che si ottenevano per intercessione della Madonna della Grotta e per lo zelo di P. Giovanni Paolo Poeta, dell’ordine dei Frati Predicatori, si pensò alla costruzione di una chiesetta, che a seguito delle abbondanti offerte dei devoti per grazie ricevute, intorno all’anno 1500 ebbe inizio, proprio vicino alla grotta dov’era deposta la sacra immagine. Emanuele Filiberto di Savoia, Generalissimo del mare e viceré di Sicilia, che spesso per devozione si recava alla Madonna della Grotta, stabilì di innalzarvi un sontuoso tempio che, disegnato dal messinese Simone Gullì, si iniziò a costruire nell’anno 1622. Vari storici ipotizzano che il santuario di Grotta sia stato edificato sui ruderi di un antico tempio pagano dedicato a Diana e che l’autore del progetto si sia ispirato al celebre tempio di Efeso nell’Asia minore, annoverato fra le sette meraviglie del mondo. Il sisma del 1908 poi, lo rase quasi interamente al suolo, salvando solo il famoso quadro del Maroli e la statua della Madonna delle Grazie, che fu venerata all'interno di una chiesa-baracca offerta da Papa Pio X. L’attuale chiesa parrocchiale fu completata solo nel 1930, arricchita, rispetto a quella del 1622, dell’orologio e della torre campanaria.

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