Tutto il virtuosismo del violoncello di Sollima di scena al Palacultura - Tempostretto

Tutto il virtuosismo del violoncello di Sollima di scena al Palacultura

Giovanni Franciò

Tutto il virtuosismo del violoncello di Sollima di scena al Palacultura

giovedì 22 Novembre 2018 - 09:21
Tutto il virtuosismo del violoncello di Sollima di scena al Palacultura

Dal Barocco alle tradizioni musicali popolari etniche.

Domenica 18 u.s. al Palacultura, per la stagione concertistica della Filarmonica Laudamo si è esibito il famoso violoncellista palermitano Giovanni Sollima, già diverse volte ospite presso le nostre sale musicali, che ha tenuto un concerto per solo violoncello. Il titolo del concerto – Ba-Rock 2.0 – che originariamente intendeva intraprendere un percorso dalla musica barocca al rock, in realtà si è trasformato in una incursione nella musica folk della tradizione popolare di vari paesi del mondo, dall’Armenia all’Australia, dalla Scozia all’Albania. Molto bello è intenso il primo brano della tradizione popolare armena, dal titolo “Krunck”, di Soghomon Gevorki Soghomonyan (Padre Komitas), una sorta di tragica nenia dal sapore mediorientale. La maggior parte dei brani proposti sono per lo più sconosciuti, tranne forse agli specialisti del violoncello e, come è solito fare, Giovanni Sollima si è spesso soffermato a spiegare cosa stava per eseguire. D’altronde l’artista non è nuovo nel riscoprire autori dimenticati per farli rivivere nelle sale da concerto. È accaduto anche l’anno scorso, quando il violoncellista siciliano, ancora al Palacultura, ha eseguito un repertorio composto esclusivamente di musiche di Giovanni Battista Costanzi, un musicista romano del 1700 praticamente sconosciuto. Anche nel concerto di domenica è stato eseguito un concerto barocco di un musicista assai poco conosciuto, Giulio De Ruvo, del quale Sollima ha eseguito “Romanella, Ciaccona, Tarantella per violoncello senza basso”, una curiosa ciaccona a ritmo di tarantella. Dalla tradizione australiana Sollima ha eseguito una propria composizione “Djugurba”, utilizzando un particolare strumento ungherese simile al violoncello, ma dalle corde meno estese. Con “Fandango” composizione sempre di Sollima, l’artista ha voluto rendere omaggio a Boccherini, vissuto come è noto in Spagna. Sollima ha sfoggiato un virtuosismo davvero fuori dal comune, quando suona sembra immedesimarsi totalmente con il suo strumento, che domina alla perfezione. Nel difficile “Studio da concerto n. 4” di Bernhard Cossmann in particolare il violoncellista ha potuto esibire tutte le sue elevate abilità tecniche. Il momento più emozionante però è stata l’interpretazione della celeberrima Suite per violoncello n. 1 in sol maggiore BWV 1007 di Johann Sebastian Bach. Le suite di Bach hanno l’enorme importanza storica di aver elevato questo strumento a livelli elevatissimi, in un’epoca in cui lo stesso era offuscato dalla viola da gamba. Si tratta di composizioni in sei movimenti, un preludio, al quale seguono delle danze di origine francese, e costituiscono la bibbia per ogni violoncellista, imprescindibili nello studio di questo meraviglioso strumento. La suite n. 1 si compone, oltre al Preludio, di un’Allemanda, una Corrente, una Sarabanda, un Minuetto e una Giga. Famosissimo il Preludio, splendida la Sarabande ma tutta la Suite si mantiene su elevatissimi livelli di ispirazione. Intensa ed impeccabile l’interpretazione di Sollima, molto concentrato, che ha strappato i più convinti applausi proprio nell’esecuzione di questo capolavoro, probabilmente l’unico conosciuto dal pubblico. Ancora un brano dalle Suite di Bach, concesso come bis, ha concluso l’ottima performance del violoncellista.

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