In sei anni la Sicilia ha perso 100 mila posti di lavoro, tutti i numeri della morte dell'edilizia - Tempostretto

In sei anni la Sicilia ha perso 100 mila posti di lavoro, tutti i numeri della morte dell’edilizia

In sei anni la Sicilia ha perso 100 mila posti di lavoro, tutti i numeri della morte dell’edilizia

sabato 30 Gennaio 2016 - 23:06

Negli ultimi sei anni persi centomila posti e oltre 350 milioni di euro in meno nell’economia siciliana a causa della crisi dell’edilizia. I numeri del disastro nel settore costruzioni forniti nel corso degli Stati generali della Filca Cisl Sicilia

Quasi 100.000 posti di lavoro in meno negli ultimi sei anni, 13mila imprese costrette a cessare o sospendere l’attività, una riduzione delle ore lavorative denunziate in cassa edile di 27.587.961 che hanno ridotto la massa salariale di 377.873.003,30 euro. Eccoli i numeri che certificano la morte dell’edilizia, che danno il senso di come la crisi in quello che una volta era il settore trainante di tutta l’economia sia ancora percepita e percepibile. A tirarli fuori è la Filca Cisl Sicilia che ieri, a Brolo, in provincia di Messina, ha riunito i suoi Stati Generali alla presenza del nuovo segretario generale nazionale Franco Turri, del segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo e di circa 200 tra delegati e dirigenti della Filca nell’isola.

È toccato al segretario regionale degli edili Cisl, Santino Barbera, fare il punto della situazione del settore che vive una tremenda crisi economica. «E di ripresa non si parla – ha detto nella sua relazione – perché i piani di sviluppo tanto pubblicizzati sono fermi». Il riferimento è allo “Sblocca Italia” che prevedeva il raddoppio ferroviario Palermo – Catania – Messina, «opera che doveva essere cantierata entro lo scorso mese di ottobre, ma di cui non esistono né progetto esecutivo né finanziamento».

L’elenco delle opere infrastrutturali necessarie al rilancio del settore e alla rivitalizzazione della Sicilia è stato lungo e, nella sua relazione, Barbera ha toccato anche il dramma dei circa mille dipendenti della Tecnis, la più grande azienda siciliana presente oggi nelle costruzioni, con cantieri sia in Italia che all’estero, e oltre 1 miliardo di appalti sia in esecuzione che in portafoglio. «La Sicilia – ha aggiunto il segretario regionale della Filca Cisl – ha urgente necessità di recuperare il gap infrastrutturale trentennale con il resto del Paese. E le cause di questa gravissima recessione vanno ricercate non soltanto nella complessiva crisi del settore ma, in particolare, nell'assenza della politica e nella mancanza di programmi di sviluppo e di una seria programmazione industriale che sta mettendo in ginocchio l’intera economia dell’isola, a partire dei grossi petrolchimici».

Ha parlato di programmazione necessaria il segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, definendola «indispensabile, quella che deve essere la regola ordinaria per la Pubblica Amministrazione e per la Politica. Gli interventi in edilizia vanno programmati per tempo – ha ammonito – individuando percorsi, tempi e scadenze certe per l’avvio dei cantieri che possono immediatamente partire perché c’è una grave crisi occupazionale da superare». Mimmo Milazzo ha toccato, quindi, il tema del Patto per il Sud e per il Masterplan. «La Regione Sicilia – ha detto – ha deliberato con qualche difficoltà anche se nei giorni scorsi la Commissione Bilancio ha ritenuto poco attendibili le cifre inserite nella programmazione. È importante che la Regione Sicilia, ma anche i comuni delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, individuino un percorso chiaro di programmazione delle opere cantierabili e le inseriscano nel progetto di rilancio del Mezzogiorno».

«L’edilizia soffre perché ha perso oltre il 50% degli addetti ma sono ottimista. – ha sottolineato Franco Turri nelle sue conclusioni – Si è arrestato il calo e il 2016 potrebbe essere l’anno in cui intravedere qualche segnale di ripresa. Ci sono tante cose da fare, il Paese ha bisogno di edilizia, di infrastrutture, di ricostruire un patrimonio abitativo ormai obsoleto, di mettere in sicurezza le scuole e il territorio e la Sicilia è l’esempio di come bisogna investire in prevenzione. Gli interventi fatti per urgenza sono spesso peggiori del non intervento e il programmare è uno dei limiti italiani. Programmare è difficile – ha concluso – ma è quello da fare per invertire la rotta».

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8 commenti

  1. Uno degli enormi problemi della crisi edilizia è l’enorme divario che esiste tra un normale stipendio di un lavoratore dipendente ed il costo della casa ,pre euro e post euro.Mi spiego una casa da 100 milioni durante la lira è diventata dall’oggi al domani 100 mila euro.Lo stipendio di un impiegato medio, non ha subito alcuna modifica monetaria significativa ,per poter far fronte a questo enorme discrepanza.Infine, un’altro dei grandi problemi è il livello culturale di una ditta edile media, le cui competenze spesso sono nulle, senza contare che non esiste, tranne in rari casi, un preventivo che viene rispettato in toto, nonostante non ci sia stata alcun variazione rispetto al progetto iniziale.

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  2. Uno degli enormi problemi della crisi edilizia è l’enorme divario che esiste tra un normale stipendio di un lavoratore dipendente ed il costo della casa ,pre euro e post euro.Mi spiego una casa da 100 milioni durante la lira è diventata dall’oggi al domani 100 mila euro.Lo stipendio di un impiegato medio, non ha subito alcuna modifica monetaria significativa ,per poter far fronte a questo enorme discrepanza.Infine, un’altro dei grandi problemi è il livello culturale di una ditta edile media, le cui competenze spesso sono nulle, senza contare che non esiste, tranne in rari casi, un preventivo che viene rispettato in toto, nonostante non ci sia stata alcun variazione rispetto al progetto iniziale.

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  3. serra salvatore 31 Gennaio 2016 09:23

    IL COMPARTO EDILE NON E’ SOLO QUELLO PUBBLICO, ESISTE ANCHE QUELLO PRIVATO – DOVE LA GENTE COMUNE CHE VUOLE FARSI CASA SI SCONTRA CON I VINCOLI IMPOSTI DA DIRETTIVE COMUNITARIE E DA INTERPRETAZIONI GIURIDICHE DELLE LEGGI IN MATERIA URBANISTICA – ASSISTENDO IL PIU’ DELLE VOLTE AL BALLETTO TRA GLI ENTI PREPOSTI AL RILASCIO DEI PARERI. TUTTO QUESTO SI TRADUCE IN UNA SORTA DI FRENO AD INVESTIRE E QUINDI AD UN MANCATO GETTITO DI RISORSE NELL’ECONOMIA COMPLESSIVA DEL PAESE. NELLO SPECIFICO MESSINA CITTA’ SULLA QUALE RICADONO TUTTI I VINCOLI POSSIBILI ED IMMAGINABILI; MI CHIEDO E VI CHIEDO COSA E’ POSSIBILE FARE? NON TROVO RISPOSTE NE SOLUZIONI VISTO CHE VIVIAMO IN UN PAESE CHE VUOLE MA NON DA.

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  4. serra salvatore 31 Gennaio 2016 09:23

    IL COMPARTO EDILE NON E’ SOLO QUELLO PUBBLICO, ESISTE ANCHE QUELLO PRIVATO – DOVE LA GENTE COMUNE CHE VUOLE FARSI CASA SI SCONTRA CON I VINCOLI IMPOSTI DA DIRETTIVE COMUNITARIE E DA INTERPRETAZIONI GIURIDICHE DELLE LEGGI IN MATERIA URBANISTICA – ASSISTENDO IL PIU’ DELLE VOLTE AL BALLETTO TRA GLI ENTI PREPOSTI AL RILASCIO DEI PARERI. TUTTO QUESTO SI TRADUCE IN UNA SORTA DI FRENO AD INVESTIRE E QUINDI AD UN MANCATO GETTITO DI RISORSE NELL’ECONOMIA COMPLESSIVA DEL PAESE. NELLO SPECIFICO MESSINA CITTA’ SULLA QUALE RICADONO TUTTI I VINCOLI POSSIBILI ED IMMAGINABILI; MI CHIEDO E VI CHIEDO COSA E’ POSSIBILE FARE? NON TROVO RISPOSTE NE SOLUZIONI VISTO CHE VIVIAMO IN UN PAESE CHE VUOLE MA NON DA.

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  5. Si alla edilizia no a rovinare le colline .

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  6. Si alla edilizia no a rovinare le colline .

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