Meno fondi per l’Università, ma la programmazione non cambia, senza rinunciare al pareggio di bilancio

Meno fondi per l’Università, ma la programmazione non cambia, senza rinunciare al pareggio di bilancio

Meno fondi per l’Università, ma la programmazione non cambia, senza rinunciare al pareggio di bilancio

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mercoledì 16 Maggio 2012 - 08:14

Un comunicato diramato dall’Ateneo peloritano infonde ottimismo nonostante il momento di ristrettezza economica vissuto dagli Atenei italiani

Come anticipato nelle scorse settimane (vedi articolo correlato) l’Università di Messina ha in corso il processo di revisione del bilancio ed il riaccertamento dei residui, oltre che una profonda razionalizzazione delle spese. Risorse finanziarie inizialmente impegnate nel bilancio di Ateneo sono state reperite su finanziamenti resi disponibili a seguito di acquisizione di fondi comunitari. Questa attività di ricognizione e di riprogrammazione permetterà di mantenere inalterate le iniziative a favore degli studenti, della didattica e della ricerca e, allo stesso tempo, offrirà un risparmio, nell’esercizio finanziario 2012, per circa 7 milioni di euro, mantenendo l’equilibrio di bilancio. Pertanto, la decurtazione dell’FFO (Fondo di finanziamento ordinario) non determinerà modifiche di programmazione dell’Ateneo.
«Questa – si legge in un comunicato- è una buona prospettiva, considerando che questo anno di transizione e di attuazione del nuovo Statuto comporterà inevitabilmente nuovi oneri. E’ anche per questa ragione che la CRUI aveva chiesto al MIUR una sorta di congelamento dell’FFO per il 2012 che inizialmente era stato dato per certo e poi è stato smentito dal Ministero. E’ anche vero che gli Atenei del Sud hanno ricevuto cospicui finanziamenti con i PON e il Piano per il Sud che, grazie al cosiddetto Multifondo, compensano, nella concezione del MIUR, la rimodulazione finanziaria nazionale. Tuttavia, sarebbe riduttivo sostenere che i problemi degli Atenei siano solo correlati alle risorse disponibili».
«L’Università di Messina già da tempo fa i conti con i suoi livelli di efficienza e di competitività, con le prospettive di sviluppo che la formazione e la ricerca può offrire ai giovani, in un contesto economico molto difficile, che al Sud diventa ancora più gravoso. La presenza di un autorevole rappresentante delle istituzioni universitarie cinesi nei prossimi giorni all’Università di Messina non è casuale e risponde ad una decisione degli organi collegiali di governo che hanno manifestato con lungimiranza un indirizzo strategico dell’Ateneo che è già una finestra sul futuro».

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