E ancora i memorial "Mirko Laganà", "Pasquale Pizzi", "Salvino Marino" e "Magazzù”. Le società affiliate Fin chiedono interventi per la riapertura della tribuna. Gravi le ripercussioni per le squadre che militano tra la serie A e la C di pallanuoto
Migliaia di cittadini ogni giorno ne usufruiscono: bambini, ragazzi, adulti, anziani. Atleti che si allenano, partite che vi si disputano all'interno. La chiusura del complesso sportivo “Cappuccini” sarebbe un autentico dramma, comporterebbe una perdita gravissima per il nuoto e la pallanuoto cittadina. Praticamente devastante. In un sol colpo si rischierebbe di perdere non solo la serie A femminile, in cui milita la Waterpolo Messina, ma anche tutta una serie di realtà che hanno un punto di riferimento nell'impianto di torrente Trapani.
Le società affiliate alla Federazione Italiana Nuoto (Fin) della provincia di Messina hanno così deciso di sottoscrivere un documento inviato al sindaco Renato Accorinti, attraverso il quale hanno manifestato profonda preoccupazione per l'integrità e la continuità delle attività agonistiche praticate nell'impianto comunale a seguito dei provvedimenti adottati dalla Questura. «Seppur nel pieno rispetto delle misure prescritte dalle autorità di pubblica sicurezza, si porta ad evidenza come la chiusura al pubblico delle tribune abbia già prodotto significativi disagi alle squadre cittadine – si legge nell'atto condiviso da Wp Messina, Power Team, Odysseus, Ulysse, Ossidiana, Polisportiva Messina e Leones -. Tutte le formazioni che avrebbero potuto contare su una presenza massiccia di spettatori hanno subito un grave danno d'immagine ed enormi disagi dovendo giocare le proprie gare di campionato a porte chiuse. Per non parlare di interi settori giovanili che trovano forza nella partecipazione e nel sacrificio di genitori e familiari, obbligati a rimanere fuori dai cancelli ad ogni allenamento e nelle partite domenicali».
Il protrarsi dell'attuale situazione mette a repentaglio la permanenza in calendario di importanti manifestazioni sportive federali. Tra queste la gara internazionale “Trofeo Piskeo”, ma così anche il “Memorial Mirko Laganà”, “Ulysse Master speed”, il “Memorial Pasquale Pizzi” (gara del circuito nazionale supermaster) ed il “Trofeo supersprint, memorial Salvino Marino”. Tutti eventi previsti per il prossimo mese di maggio. Ed ancora la XXVI edizione del “Memorial Magazzù”, in programma l'8 giugno.
«Evidentemente, la chiusura compromette anche ogni possibilità per la piscina olimpionica di ospitare uno dei campionati regionali estivi agonistici di nuoto della Fin – ha ricordato il rappresentante della Wp Messina, Felice Genovese -. Cresce la rabbia perché per casi simili, a Catania o a Siracusa, si è subito intervenuti con il supporto del Comune. Qui sembra sempre complicarsi tutto, c'è la tendenza a lasciarsi andare. Noi come Waterpolo siamo costretti a disputare la finale per il sesto posto con Bogliasco ad Ostia, con un esborso notevole di risorse economiche. Ma non è un problema solo di chi gestisce, bensì di tutte le società che vi operano, dei cittadini, dell'intera Messina che perde di prestigio anche a livello federale».
Le società sollecitano al Comune un'accelerata, in tempi brevi e attraverso tutte le misure utili, per la riapertura al pubblico delle tribune e il rispristino delle normali attività agonistiche. Ma visto il contenzioso aperto tra l'ente e la società che gestisce l'impianto, purtroppo le richieste, così come il patrimonio di iniziative che la città garantisce nel settore natatorio, rischiano di finire a fondo vasca.
