Il commissario regionale Minardo parla anche di Agrigento e Caltanissetta: "Ora una strada per favore il massimo coinvolgimento"
PALERMO – Chiuso il capitolo relativo alle elezioni amministrative, Forza Italia fa i conti con i risultati non brillanti in diverse parti della Sicilia. A Messina il partito non ha superato la soglia dello sbarramento per l’ingresso in Consiglio comunale e proprio in virtù del risultato deludente, ben al di sotto del 5%, a dimettersi è stato il coordinatore cittadino Antonio Barbera. Nelle province di Agrigento e Caltanissetta è successo qualcosa di simile, con l’autosospensione dagli incarichi comunicata da Riccardo Gallo e Michele Mancuso.
Minardo: “Forza Italia ha grande storia alle spalle”
Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia, ha parlato delle tre città nella sua analisi del voto dopo i ballottaggi. Ha affermato: “Forza Italia ha una grande storia alle spalle, ma soprattutto una prospettiva davanti a sé. Oggi più che mai è il momento di rafforzare il nostro radicamento nei territori, valorizzare le energie migliori e costruire una nuova stagione politica fondata sul merito, sulle competenze e sulla capacità di interpretare i bisogni della Sicilia”.
I coordinamenti allargati a Messina, Agrigento e Caltanissetta
“Nelle prossime settimane – ha spiegato – avvierò un ciclo di incontri nelle nove province siciliane con amministratori, dirigenti, iscritti e militanti. Questo non è il tempo delle chiusure o delle paure. È il tempo della partecipazione e della responsabilità. È questo il senso della rigenerazione che vogliamo avviare”. Parlando poi di Messina, Agrigento e Caltanissetta ha tracciato la nuova strada per favorire “il massimo coinvolgimento della classe dirigente locale. Daremo vita a coordinamenti territoriali allargati, guidati da un esponente del territorio che individueremo insieme e supportati da un ufficio politico rappresentativo delle diverse realtà locali. Saranno strumenti collegiali che accompagneranno il partito verso il naturale percorso congressuale, valorizzando il contributo di amministratori, eletti, iscritti e militanti”.

