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Fragale: “Proviamo la piattaforma della pasta ‘ncasciata”

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Fragale: “Proviamo la piattaforma della pasta ‘ncasciata”

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lunedì 13 Gennaio 2020 - 11:27
Fragale: “Proviamo la piattaforma della pasta ‘ncasciata”

Da soli nessuno si salva spiega Fragale che propone una rivisitazione della pasta al forno in salsa politico-messinese

Di seguito la riflessione dell’ex city manager di Messina Emilio Fragale in merito alla querelle su cambio di passo e piattaforma programmatica.

Dopo la piattaforma Rousseau e quella del “cambio di passo”, propongo quella della pasta ‘ncasciata. Prendo spunto da alcuni temi sollevati di recente (sia in sede socio-politica che tecnica) perché i territori, le città, i municipi, gli enti locali e le regioni del sud, a partire da quelli che si affacciano sullo Stretto di Messina, da soli non riusciranno a salvarsi in mancanza di visione strategica comune, nella competizione e collaborazione rispettiva e reciproca.

il patto della pasta ‘ncasciata

Si pone evidentemente la più spiccata delle mediterranee questioni “morali” … quella del Meridione. L’unico valore in cassa nel Mezzogiorno è il richiamo al Regno delle Due Sicilie. Sarà una coincidenza ma con la capitolazione del Regno e il risorgimento sabaudo comincia, inesorabile e beffardo, il declino del Sud. Direbbe Leonardo Sciascia “Io credo che le sole cose sicure in questo mondo siano le coincidenze.” 

In questi giorni al Teatro Vittorio Emanuele, viene proposto un adattamento teatrale di “Così parlo’ Bellavista” di Luciano De Crescenzo. Riprendo un concetto di straordinaria poesia per elevarlo al ragionamento dello stringersi insieme per risollevare le sorti a queste latitudini:

Così parlò Bellavista

“Io, dice Saverio – del mio quartiere so tutto. E per forza, perché a Napoli ci sono le corde tese da palazzo a palazzo per stendere i panni, e su queste corde le notizie corrono e si diffondono – dice Bellavista. E già perchè, se ci pensate bene un momento, per stendere una corda tra il terzo piano di un palazzo ed il terzo piano di un altro palazzo è necessario che le signore inquiline dei suddetti appartamenti, si siano parlate, si siano messe d’accordo: «Signò, adesso facciamo una bella cosa, mettiamo una corda fra noi e voi, così ci appendiamo il bucato tutt’e due. Voi il bucato quando lo fate? Il martedì? Brava, allora vuoi dire che noi lo faremo il giovedì che così non ci possiamo, tozzare». Nato il colloquio ed è nato l’amore. I panni stesi al sole sono tutti belli – dice Luigino. lo da piccolino pensavo che i panni si stendevano al sole per festeggiare qualcosa, come se fossere bandiere. E ancora oggi tutti questi panni mi danno allegria. Non ho mai capito perché in certi quartieri signorili è proibito stendere i panni all’esterno. Il fatto poi che a Napoli queste corde legano tutte le case l’una con l’altra è una cosa veramente importante; ma voi ci pensate? Immaginate per un momento che il padreterno volesse portarsi in cielo una casa di Napoli. Con sua grande meraviglia si accorgerebbe che piano piano, tutte le altre case di Napoli, come se fossero un enorme gran-pavese, se ne vengono dietro alla prima, una dietro l’altra, case corde e panni.”

Il Gattopardo

Il patto della pasta ‘ncasciata ha come riferimento aulico … i maccheroni del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa … “l’aspetto di quei monumentali pasticci era ben degno di evocare fremiti di ammirazione. L’oro brunito dell’involucro, la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature diprosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.”

3 versioni di pasta al forno

Ecco la mia proposta – e qui mi rivolgo a donna Sarina – è di unire almeno tre versioni di quella che oggi è la pasta al forno, stratificando (almeno tre strati architettonicamente e geometricamente non pasticciati) quella fatta con il ragù di tritato, quella fatta con il sugo di carne sfilacciata alla napoletana “genovese”, quella fatta con le polpettine impiegando e/o unendo per e/o tra i condimenti, in-seguendo le eccellenze della nostra terra, il grano di Gragnano, la provola ragusana, il maiorchino di Novara di Sicilia, i pomodorini di Pachino, la mortadella d’asina frammista al dop capocollo calabrese, l’oro verde di Trani, a mulinciana viola, la salsiccia lucanica di Cancellara, la cipolla rossa di Tropea, le uova di gallina siciliana con cresta a forma di coppa.

 Insomma, donna Sarina, per darci una mossa … a mossa … uniamo … per selezioni e secessioni …  piatti, penne e panni.

Emilio Fragale

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Un commento

  1. fragale, non fa ridere e neanche riflettere.

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