Fragale è ufficialmente il nuovo capo di Gabinetto del sindaco di Messina

Fragale è ufficialmente il nuovo capo di Gabinetto del sindaco di Messina

Marco Ipsale

Fragale è ufficialmente il nuovo capo di Gabinetto del sindaco di Messina

sabato 25 Ottobre 2025 - 08:55

Per i primi tre mesi ha lavorato da esperto a titolo gratuito, entra in servizio a partire dal 1. ottobre

Era stato presentato lo scorso 3 luglio ma aveva assunto il ruolo di esperto a titolo gratuito in attesa del via libera della Cosfel (Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali).

Il via libera è arrivato e ora, con la Determina numero 9299 del 17 ottobre 2025, la Direzione Generale del Comune di Messina ha preso atto dell’avvenuta sottoscrizione del contratto e della conseguente immissione in servizio di Emilio Fragale nella qualifica dirigenziale di capo di Gabinetto del sindaco.

L’incarico, a tempo pieno e determinato, è effettivo dal 1° ottobre 2025 e avrà una durata pari all’intero mandato sindacale, con risoluzione di diritto in caso di cessazione anticipata del mandato amministrativo.

Un incarico previsto dal Piano Organizzativo

La necessità di ricoprire il ruolo era stata inserita nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2025/2027 (Piao), approvato con Delibera di Giunta Municipale numero 266 del 14 aprile 2025.

Il conferimento dell’incarico a Fragale è stato poi stabilito dalla Giunta Municipale con la Delibera numero 617 del 4 settembre 2025. Il Decreto Sindacale numero 78 del 30 settembre 2025 ha infine formalizzato il conferimento.

5 commenti

  1. Fragale non era un fan di De Luca, come non lo era Basile.
    Uomini folgorati sulla via di Damasco……

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  2. Un incarico non si nega mai a nessuno, soprattutto nel caso in cui un soggetto passa da un organizzazione partitica ad altro partito familiare. Tanto sempre i cittadini pagano, questo incarico viene pagato con le accise del comune di Messina che sono al massimo nel settore dell’elettricità.

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  3. Persona non idonea all’incarico conferito ma di grande cultura giuridica che affiancata a quella della Segretaria Generale saranno il valore aggiunto della macchina amministrativa.

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  4. Pecunia non olet

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  5. Nomine fatte all’occorrenza della campagna elettorale infinita di SCN, con gente raccolta indifferenziatamente. I partiti e soprattutto SCN, si ricordano dei cittadini e dell’elettorato attivo solo al momento delle elezioni. Nessun partito, nonostante tutti i milioni che hanno in cassa (vedi le inchieste ultime), ha mai seriamente pensato di mettere in piedi una vera e propria scuola di formazione politica/amministrativa ed il motivo credo sia chiaro! I partiti se avviassero corsi di formazione poi si troverebbero dei giovani in grado di scalzare quelli che stanno davanti. Come al solito tenere nell’ignoranza il popolo serve a governarlo ad uso e consumo di questo o quel gruppo di potere, dimostrazione chiara e lampante ne è MESSINA e il suo “POnte”. In Germania, ricordo sempre, un ministro per aver copiato una tesi di dottorato è stato cacciato perché alle sue spalle immagino ci siano tanti altri giovani e meno giovani pronti a prendere il posto dell’indegno, giovani che scalpitano per mettersi alla prova e per rendere al paese il loro servizio. Ai tanti miracolati e prescelti da questi politicanti di feisbuk, vecchi e nuovi, mi verrebbe da chiedergli cosa sanno dell’autodichia, cosa sanno di come funzionano le camere, cosa sanno del bicameralismo perfetto, se hanno mai letto una legge o se sanno spulciare nei bilanci miracolosi, vedi Messina, Santa Teresa di Riva, Taormina, Letojanni etc. e se ci hanno mai capito qualcosa, cosa sanno della legge finanziaria e del bilancio dello stato, cosa sanno dell’architettura costituzionale del nostro paese …. La verità è che si preferisce l’ignoranza perché così il pastore potrà governare le pecore nei recinti della politica, dicendo loro vota si o vota no, solo che , nel caso eclatante di Messina, manco il pastore è in grado di capire, perché si debba votare si o perché si debba votare no, perché i si ed i no nascono dai grumi di potere; dai quei poteri forti che tutti dichiarano di voler abbattere ma che poi foraggiano i partiti. La cosa che mi lascia poi perplesso e che spesso le pecore vogliono rimanere pecore, perché quando pure spieghi a queste simpatiche bestiole, nei minimi dettagli il perché si dovrebbe, per l’interesse pubblico, votare diversamente da quello che il “pastore inconsapevole” suggerisce, le pecore anziché ringraziarti per aver aperto loro gli occhi, si incazzano e spesso sono pecore incazzate ed avvilite perché dovranno votare mordendosi la coscienza (se sensibili, ma questo non accade spesso), di dover fare un torto ai cittadini. Ovviamente mi scuso con le pecore che poverine nel gregge fanno il loro mestiere, ma alle pecore purtroppo è aggrappato il nostro destino e sopratutto quello dei nostri figli … Questo post lo dedico a tutte le pecore messinesi nel mondo delle assemblee elettive …

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