Chiesa gremita e diretta Rai per le esequie del presentatore di Militello Val di Catania
Militello Val di Catania – Lascia la chiesa tra gli applausi il feretro di Pippo Baudo, accompagnato dai figli Tiziana e Alessandro e dai cari. All’esterno, la gente accalcata incita “Pippo, Pippo!” e la commozione si somma agli applausi.
E’ stato il vescovo di Caltagirone Calogero Peri, ad aprire l’omelia nella chiesa di santa Maria della Stella. Il monsignore ha augurato al conduttore 89enne ha “di splendere non solo nel firmamento degli uomini ma nel firmamento di Dio, dove si splende solo per l’amore concreto ricevuto e donato. Perché solo l’amore resta ed è per sempre”.
Un pezzo di storia d’Italia
Gremita la chiesta del centro calatino, all’interno la Protezione civile distribuisce bottigliette d’acqua anche per le elevate temperature mentre la Rai segue in diretta i funerali. Sedici i sacerdoti all’altare insieme a monsignor Peri. Nell’omelia don Giuseppe Albanese ricorda l’orgoglio di Militello per l’uomo di spettacolo, che definisce “un pezzo di storia d’Italia del dopoguerra” perché “è entrato sempre felicemente nelle case degli italiani”.
“Siamo qua per rendere l’ultimo saluto terreno nella luce della fede che ci accomuna. Ma non dobbiamo vivere questo momento come un distacco senza ritorno, ma come un arrivederci nella sperazna della resurrezione”.
Il coraggio anti mafia
“In una società, la nostra, spesso inquinata da tanti virus, con la sua condotta in più circostanze ha affermato il bene, la gratuità, il dono di se stesso ai poveri. Spesso mi ha detto: il successo, e lui ne ha avuto tanto, non basta a riempire il cuore, non basta a rendere felici”, dice don Albanese ricordando gli ultimi anni di Baudo, segnati dalla malattia. Il religioso ricorda anche il “coraggio contro la mafia, un male da estirpare ricercando sempre e comunque la legalità”.

