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C’è chi dice no all’intesa Greco – Picciolo – Sciacca per riqualificare Zir e Zis

Claudio Panebianco

C’è chi dice no all’intesa Greco – Picciolo – Sciacca per riqualificare Zir e Zis

venerdì 23 Gennaio 2015 - 00:38
C’è chi dice no all’intesa Greco – Picciolo – Sciacca per riqualificare Zir e Zis

Il Consigliere PD della III Circoscrizione, Santi Interdonato, si dice contrario alla posizione emersa con l'intesa nata tra i deputati messinesi DR, Greco e Picciolo, e l'ex ingegnere capo del Genio Civile Sciacca per riqualificare le zone ex Zir e Zis. Nell'occhio della contestazione anche il decreto regionale "Salva colline"

La triplice intesa Greco – Picciolo – Sciacca non ha convinto proprio tutti. Nel bene della riqualificazione delle zone ex Zir e Zis, i due deputati messinesi Dr e l'ex ingegnere capo del Genio Civile hanno unito strada facendo l'intesa sul ddl presentato nel 2013 e che consente di avviare l'iter per accedere già a Maggio alle risorse europee riguardanti proprio il tipo di lavoro che dovrebbe coinvolgere le aree interessate.

La voce fuori del coro viene rappresentata dal Consigliere della III Circoscrizione, in quota PD, Santi Interdonato, il quale ha parlato di vero e proprio dietrofront, rievocando i tempi in cui, insieme a Sciacca, intendeva "stoppare l'iniziativa legislativa dei due promotori, poiché punta ad intervenire nelle more dell'approvazione ed attuazione dei piani integrati di recupero urbano per consentire la realizzazione di adeguamenti strutturali e tipologici, variazioni di destinazioni d’uso compatibili con le attività artigianali, commerciali, direzionali, produttive, industriali non nocive o moleste e frazionamenti e, per questo, reputata in totale antitesi rispetto a quanto stabilito dalla Legge Regionale n. 8/2012 per le aree ex Zir e Zis, e parla di vero e proprio dietrofront del Dirigente Regionale nei confronti del disegno di legge".

Interdonato si mostra quindi contrariato di fronte alla scelta di un'unione d'interessi, dato che, come scrive lo stesso Consigliere nella nota stampa, "la legge targata Picciolo – Greco rappresenta una pericolosa forzatura della normativa vigente perché darebbe luogo ad un "via libera" ai cambi di destinazione d’uso senza alcuna limitazione ed inficerebbe l’efficacia del piano integrato di recupero urbano che il Comune è tenuto a realizzare. In assenza della definizione degli obiettivi strategici, il disordine urbanistico diverrebbe sovrano e si ripeterebbe anche in queste aree fondamentali ciò che si è già verificato a Messina per anni". Il commento nei confronti della decisione di Sciacca è anche abbastanza duro, "Sciacca sembra essere passato a sostenere un disegno di legge che fino a qualche mese fa reputava quantomeno dannoso adducendo a sostegno dello stesso i medesimi elementi sui quali si fondava la netta precedente posizione ostativa".

Il consigliere PD, con il parere aggiunto dell'architetto Aurelio Siracusano, ha anche espresso la propria opinione negativa sul progetto "Salva colline", approvato con decreto regionale, secondo cui è previsto lo "spostamento" dei volumi che il "vecchio" P.R.G. pone nelle zone collinari entro le aree ex Zir e Zis ed, in particolare, consentirebbe a tutti i proprietari di terreni edificabili non edificati l'utilizzazione dei volumi l’utilizzazione dei volumi, come recita la delibera, "nella misura di un mezzo (1/2), mentre l’altra metà di volumi sarà destinata dall'Amministrazione ai proprietari degli immobili ricadenti nelle stesse zone ex Zir o Zis che accoglieranno tali volumi, in misura in misura proporzionale ai volumi di cui gli stessi risulteranno proprietari".

"Il meccanismo procedurale", dichiarano Interdonato e Siracusano, "che trasferisce edilizia residenziale presso le aree ex Zir e Zis costituisce un'altra fonte di pericolo che rischia di condizionare ab origine il piano di recupero urbano delle stesse e si pone in controtendenza rispetto a quanto immaginato non soltanto dalla Terza Circoscrizione, ovvero una zona destinata a lidi, ristoranti, locali, discoteche, bar e negozi. Non certo appartamenti". Il Consigliere e l'architetto, notate quindi incongruenze tra il piano e l'origine della riqualificazione, chiedono che un intervento importante possa, al più presto, evitare che il decreto "Salva colline" "sfasci", come si legge nella nota stampa, una preziosa fetta di territorio.

Claudio Panebianco

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