Dai laboratori dei Ris una nuova pista. Tutto quello che c'è da sapere sulla strage di cacciatori
E’ a una svolta l’inchiesta sul giallo di Montagnareale, dove nel bosco nel gennaio scorso sono stati ritrovati i corpi senza vita dei cacciatori Giuseppe e Devis Pino, fratelli di San Pier Niceto, e Antonio Gatani. Gli accertamenti tecnici dei Ris dei Carabinieri sono stati depositati al sostituto procuratore Andrea Apollonio, che coordina gli accertamenti, e avrebbero una prima indicazione. A sparare per primo sarebbe stato Antonio Gatani mentre Agostino Segreto, l’amico 45enne col quale era uscito per la caccia, unico sopravvissuto alla strage e unico indagato, avrebbe aperto il fuoco a distanza ravvicinata e a bruciapelo. Sarebbe quindi da escludere per lui, conclude l’agenzia Ansa che riporta la notizia, la legittima difesa.
Strage di cacciatori, cosa dicono gli accertamenti
Tocca ora alla procura di Patti cristallizzare la ricostruzione della dinamica, intanto Segreto valuta i prossimi passaggi con i difensori, gli avvocati Filippo Barbera e Tommaso Calderone. Dalle indagini e dalle consulenze medico-legali è emerso che l’indagato avrebbe sparato a bruciapelo contro Devis, il più giovane dei fratelli, poi sarebbe fuggito.
Cosa è accaduto nel bosco di Montagnareale
Sentito nell’immediatezza dei fatti come testimone(a lui gli investigatori erano risaliti grazie ai familiari di Gatani che avevano raccontato di averlo visto col padre la mattina della strage), Segreto ha prima risposto, poi si è chiuso nel silenzio. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, a sparare per primo sarebbe stato l’82enne Gatani, probabilmente tratto in errore da un rumore o dal movimento di un cespuglio avrebbe fatto fuoco col fucile da caccia pensando di colpire una preda. La rosa dei pallettoni avrebbe ucciso sul colpo Giuseppe Pino, la cui arma è l’unica a non aver sparato, e ferito di striscio il fratello.
I difensori: “Prenderemo posizione”
“Prendiamo atto delle notizie di stampa. Ciò che viene riportato ci risulta privo di ogni ufficialità e totalmente ipotetico. I processi comunque non si risolvono sui media. Prenderemo posizione nei luoghi, tempi e modi debiti”, commentano gli avvocati Barbera e Calderone.
