Giallo di Montagnareale, le novità e il ruolo del quarto uomo

Giallo di Montagnareale, le novità e il ruolo del quarto uomo

Alessandra Serio

Giallo di Montagnareale, le novità e il ruolo del quarto uomo

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lunedì 02 Febbraio 2026 - 17:20

Chi c'era nel bosco il 28 gennaio insieme alle tre vittime? Prime risposte e dubbi ancora da sciogliere

Messina – Non è arrivata la svolta attesa nell’inchiesta sul giallo di Montagnareale, dopo l’autopsia sul corpo delle tre vittime. L’esame medico legale, cominciato sabato all’obitorio dell’ospedale Papardo, è andato avanti a lungo ma non ha chiarito tutti i dubbi ancora oscuri.

Slittano i funerali

Per questo i corpi dei fratelli Davis e Giuseppe Pino di San Pier Niceto e di Antonio Gatani di Librizzi non sono stati ancora dissequestrati. I funerali erano stati fissati per oggi ma le loro famiglie dovranno attendere ancora. La Procura di Patti ha infatti domandato ai consulenti scientifici di effettuare ulteriori esami. In particolare è stata disposta una perizia dattiloscopica per confrontare le impronte delle tre vittime con quelle rilevate sulle armi trovate nel bosco e su altri reperti sequestrati e catalogati nel bosco di Montagnareale.

L’autopsia sulle vittime

Sabato l’ispezione dei medici legali Giovanni Andò e Alessio Asmundo ha confermato quanto il dottor Andò aveva già ipotizzato il pomeriggio del ritrovamento, analizzando i tre corpi ancora riversi tra il fogliame di contrada Agatirsi a Montagnareale. Il medico aveva escluso la possibilità che uno dei tre potesse essersi suicidato, magari dopo aver sparato. I colpi trovati addosso tutti loro, infatti, confermano che a tutti loro è stato sparato frontalmente, ma nessuno può aver premuto il grilletto contro se stesso. L’ottantaduenne Gatani è stato colpito al fianco ed anche i due fratelli sono stati colpiti al petto, frontalmente. Quattro i colpi che li hanno raggiunti complessivamente: Davis, il più giovane dei fratelli, è stato colpito due volte.

E’ possibile che si siano sparati tra di loro o qualcun altro ha aperto il fuoco? E che cosa è accaduto, si è trattato di un vero e proprio agguato e di uno o più testimoni scomodi poi eliminati? Ipotesi ancora tutte al vaglio che saranno esaminate e scartate, fino ad arrivare alla verità, partendo da alcuni punti fermi.

Le impronte delle tre vittime saranno comparate con quelle rilevate dalle armi per capire se qualcun altro ha toccato i fucili sequestrati. La perizia balistica dirà anche se eventuali tracce estratte dai corpi possono identificare con chiarezza i proiettili che li hanno colpiti. L’obiettivo è capire se anche qualche altra arma ha aperto il fuoco, quella mattina.

Un agguato?

C’era qualcun altro, quindi, nel bosco? Alla ricerca di ulteriori tracce stamane è tornato a Montagnareale lo stesso procuratore capo di Patti Angelo Cavallo, che conduce le indagini insieme alla sostituta Roberta Ampolo e che subito dopo ha incontrato i carabinieri, per fare il punto sugli ultimi accertamenti. Nel laboratorio dei Ris di Messina le analisi sugli indizi raccolti vanno avanti a tamburo battente e non è detto che una svolta non arrivi presto.

Il quarto uomo

A rispondere al quesito su eventuali altre presenze sul luogo della “strage” saranno anche le analisi dei tracciati telefonici. Ancora, che ruolo ha avuto l’amico cacciatore col quale Gatani era uscito quella mattina ma che dice di averlo perso di vista poco dopo l’arrivo nel bosco di Montagnareale? Anche la sua posizione è al vaglio degli investigatori.

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