Il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo al Giardino Corallo ha incontrato gli esponenti cittadini del partito che hanno sollecitato una serie di interventi immediati: uno staff di reggenza, tesseramento chiaro e trasparente, una sede ufficiale. Da Saitta a Calabrò, da Russo alla Tarro Celi, tutti hanno ribadito la necessità di voltare pagina e ricostruire.
Riduzione degli oltre 50 circoli Pd cittadini, tesseramento trasparente, una sede ufficiale per il partito e un gruppo di lavoro che affianchi il commissario reggente Giuseppe Lupo fino alla stagione Congressuale. Sono i punti che gli intervenuti all’incontro del pomeriggio al Giardino Corallo hanno ribadito a chiare lettere al segretario regionale Lupo, tornato in città un mese dopo l’assemblea di fuoco che si era conclusa con la sua nomina a commissario. Un mese durante il quale la situazione del Pd è diventata ancora più incandescente con l’inchiesta sulla Formazione e con un documento, firmato dal gruppo del Lucky beach.
In verità gran parte della relazione introduttiva di Lupo ha riguardato le tematiche nazionali e regionali, il governo Letta, le larghe intese, la riforma elettorale, il governo Crocetta, le regole per le primarie, l’alleanza col Pdl, mancava solo il caso kazako. Quanto a Messina il commissario ha dichiarato che è forte l’esigenza di avere una sede, e ha fatto appello ai presenti per trovare una soluzione. Il tesseramento dovrà essere trasparente e chiaro.
“Il gruppo di lavoro che dovrà essere al mio fianco in questi mesi- ha aggiunto- dovrà seguire una logica massimamente inclusiva, nessuno dovrà restarne fuori e per questo sono disponibile al confronto, se sia meglio farlo o procedere in modo diverso. Non voglio seguire la logica delle correnti o delle aree”.
Con ogni probabilità gli intervenuti si aspettavano di più dalla relazione introduttiva di Lupo, almeno sulla vicenda locale, perché per il resto è stata esaustiva ma al Pd messinese, dopo la batosta elettorale e le inchieste, interessa più quel che succede a casa che fuori. Il tenore degli interventi è stato quindi volto a sollecitare fatti immediati ed ai quali il commissario ha risposto a fine dibattito.
“Non basta dire: faremo i tesseramenti se poi non sappiamo chi li fa e come” ha aperto il fuoco Angelo Libetti, seguito dagli altri che hanno sollecitato l’azzeramento dei circoli e un tesseramento reale.
“Il Pd a Messina è stato blindato per anni- ha aggiunto Lucia Tarro Celi- Lo sappiamo bene io e il mio compagno di sventura Antonio Saitta che alle primarie ce la siamo dovuta vedere con le truppe cammellate. Se vogliamo cambiare pagina i tesseramenti devono essere azzerati”.
Filippo Panarello, e con lui Giuseppe Laccoto, Giorgio Caprì e Teodoro La Monica, hanno ribadito la necessità di un gruppo di lavoro che sia rappresentativo di tutti, anche delle diverse realtà della provincia e che dia quelle risposte, anche organizzative, indispensabili per la ricostruzione del partito.
“Chiudiamo la pagina delle contrapposizioni-è stato l’invito di Angela Bottari- impariamo a darci valore reciproco. Il problema non è chi ha più tessere, ma quanto conta il partito in città in termini di presenza e risposte”.
Tema centrale è stato lo scollamento registrato col passare degli anni tra il voto strutturato ed il voto d’opinione, costato la sconfitta alle amministrative.
“Il Pd a Messina ha incarnato la conservazione di un vecchio modo di fare politica che persino in Sicilia non c’è più- ha incalzato Antonio Saitta- Per questo, caro segretario, il problema del tesseramento non è un fatto meramente burocratico o organizzativo, ma è un fatto politico. Nel Pd messinese c’è un errore genetico che ha portato all’identificazione nell’opinione pubblica del partito con Genovese, e il ballottaggio si è tramutato in un referendum cittadino su di lui”.
Chi il referendum lo ha pagato sulla sua pelle è stato Felice Calabrò, che ha preso la parola a fine lavori: “Voglio invitare tutti a fare un esame di coscienza, se davvero, al di là del voto strutturato, ognuno ha fatto il possibile per il voto d’opinione, che avrebbe portato alla vittoria. I circoli devono essere ridotti, sono troppi e non solo a Messina.Dobbiamo operare anche in provincia, non lasciarla fuori dal dibattito. Quanto alla giunta Accorinti dobbiamo sostenere tutti i provvedimenti che sono nell’interesse dei messinesi. Poi però questa amministrazione sta iniziando a copiare cose che erano nel nostro programma. Gli esperti dell’Anci, ad esempio, ne avevamo parlato con Bianchi in conferenza stampa appena una settimana prima del ballottaggio. Il mio invito è, facciamo sistema, facciamo risorsa, altrimenti questo Pd tra non molto non esisterà più a Messina”.
L’azzeramento del passato, inteso come vecchi metodi, è stato ribadito da Alessandro Russo che ha poi ufficialmente chiesto a Lupo “una presa di posizione sulla questione morale. Non possiamo continuare a far finta che il problema non esista. Il piano personale e quello politico non devono più essere né confusi né sovrapposti. Non deve più essere il Pd delle tessere, ma un Pd differente, contendibile, chiaro, Non deve più essere il Pd che ad Alcara Li Fusi ha 3 circoli, per fare un esempio. Quanto agli errori commessi in campagna elettorale dobbiamo interrogarci tutti, perchè ne sono stati fatti diversi”.
In risposta a tutti gli interventi Lupo ha annunciato la formazione del gruppo di lavoro che s’insedierà a settembre. Prima di allora sarà convocata l’Unione comunale, per riprendere l’iter che porterà alla ricostituzione degli organismi del partito. Il gruppo di lavoro e la commissione di garanzia si occuperanno del tesseramento secondo regole chiare e trasparenti.
“E’ un fatto anomalo- ha concluso Lupo- che un candidato del ballottaggio alla fine sia fuori dal Consiglio comunale. Ma Felice Calabrò rappresenta una risorsa”.
Giovedì ci sarà la direzione nazionale del Pd, perché nel frattempo i fatti incalzano e si accavallano e la situazione potrebbe precipitare in poche settimane.
Anche per questo il Pd dello Stretto non ci sta a restare fermo a guardare.
Rosaria Brancato

MESSINA E’ STANCA DI ESSERE TRUFFATA…E DI ESSERE RICATTATA CON RICORSI E CONTRORICORSI, CON IL SOLO SCOPO DI AVERE IL POTERE E DI GESTIRE IL DENARO…QUESTO PARTITO PURTROPPO HA DIMOSTRATO A MESSINA DI TENERE SOLO PER GLI INTERESSI DI POCHI E NON DELLA GENTE MESSINESE CHE SI TROVA DAVVERO ALLA FRUTTA….CAMBIATE CAMBIATE SUBITO MA CON I FATTI…NON CON LE PAROLE
COMPLIMENTI HO VISTO GRANDE PARTECIPAZIONE 50 PERSONE SEMPRE GLI STESSI INTERVENTI, MA DOVE VOLETE ANDARE CAMBIATE REGISTRO, RUSSO SEMPRE LA QUESTIONE MORALE SE FOSSE STATO CANDIDATO NN AVREBBE PROBLEMI, PANARELLO MIRACOLATO DA GENOVESE GRAZIE A LUI OGGI E’ DEPUTATO,LACCOTO ALTRO MIRACOLATO VEDIAMO COME SARA’ IL DOPO GENOVESE CHE PURTROPPO E’ STATO ARROGANTE E SUPERFICIALE SE NO OGGI NN AVREBBE TT QUESTI AMICI. LA SEDE DEVE ESSERE PAGATA DA TT GLI ELETTI E MI PARE CHE RESTATE SENZA SEDE E SENZA TESSERE CHE DOVETE PAGARE IN BOCCA AL LUPO
Tutto inutile con i Messinesi.
Comunità troppo sporca.
Meritano di vivere nella …
Antonio Saitta è l’unica persona pubblica seria che esiste a Messina nel PD. Sarebbe una ricchezza per la citta’ ! Purtroppo ha contro chi sappiamo tutti e non potrà mai emergere!Togliamo la cappa di piombo a questa città e torneremo a respirare!
Felice Calabrò si domanda se ognuno ha fatto il possibile per il voto d’opinione. Infatti…imbarcare metà dell’Amata giunta Buzzanca nel csx con il fiore all’occhiello di consiglieri comunali eletti nel Pdl ed inseriti direttamente nelle liste del Pd è stata la brillante mossa che ha allontanato TUTTO il voto d’opinione. Se poi qualche fine stratega volesse spiegare come poteva essere credibile la parola “cambiamento” dopo questi fatti…
Evanescente, inconcludente, perdente.
Il PD messinese potrà cambiare solo se modificherà il suo atteggiamento da sagrestano e darà il benservito al curato di campagna.
Certo all’inizio sarà dura, ma dopo la notte viene sempre l’alba.
Ma forse il PD preferisce le vittorie facili…
Tutta la campagna elettorale di Calabrò si è fondata sulle stesse basi su cui poggiavano quella di Buzzanca, Genovese, Leonardi, Provvidenti, ecc. Tutti politici di professione che hanno considerato, da sempre, il popolo messinese primitivo, niente più che indigeni con l’anello al naso da infarcire di buone parole e qualche promessa che facesse leva sulla disperazione della gente. Lo dimostra ampiamente il risultato del primo turno elettorale, che io amo definire drogato dalla presenza di quel guazzabuglio di liste, dove l’interesse personale delle famiglie dei candidati ha portato migliaia di persone alle urne. Poi, al secondo turno, la politica delle improbabili alleanze ha sbattuto il grugno contro una competizione questa volta leale e ad armi pari. Esaurito l’interesse dell’esercito dei consiglieri, infatti, la vecchia politica si è trovata a fare i conti con quegli indigeni che, senza che loro se ne accorgessero, si erano tolti l’anello dal naso ed avevano capito come uscire dalle sabbie mobili, tanto care a certi politici. Ed è qui che scatta il malcontento di tutti coloro che oggi sparano su Accorinti, di coloro che si sono visti calpestato il proprio orticello che avevano coltivato in tanti anni di “politica dei pochi”.
Nulla di strano che il ricorso lo abbiano presentato anche persone che fino a ieri erano nel PDL, nascondendosi dietro nobili intenti di verità, continuando a credere che ad ascoltare le loro ragioni ci fossero i soliti cavernicoli con clava di cui accennavo all’inizio. Questi signori, in realtà, vedendo il PDL ormai alla canna del gas, hanno tentato l’ultima giravolta politica, in barba alla coerenza e agli ideali, per salvare la propria carriera politica. Cosa che, come sappiamo, non gli è riuscita, quindi adesso tentano con la carta bollata. Il popolo osserva APPARENTEMENTE inerme.
ALLA berluska :: I SOLITI kOMUNISTI (CIOE’ A MESSINA DA SEMPRE 4 GATTI E SEMPRE BASTIAN CONTRARI) DA QUALCHE ANNO SAVIUNU VISTU NA PICCA I LUSTRU E ORA TIRANO “CHIAMIAMOLI CALCI” SI FICIRU BATTIRI FINANCU DAL DISTRIBUTORE DI CARBONE E CARAMELLE, MA UNNI VURRIUNU ANNARI
Sono d’accordo solamente con chi sostiene che ANTONIO SAITTA è la persona appropriata per mettere nella giusta carreggiata un PD messinese sbandato e alla deriva! Mi fa veramente ridere l’intervento di Alessandro RUSSO sulla questione morale quando sembra che sia stato proprio lui, unitamente a Quero, ad avere agito in maniera ETICAMENTE SCORRETTA nei confronti del PD spalancando PALAZZO ZANCA ad Accorinti SINDACO. Bene fa FELICE CALABRO’ ad invitare tutti a fare un esame di coscienza sul voto del 9 e 10 giugno ed allora come risponderanno QUERO e RUSSO sui 59 voti che gli sono mancati per avere a MESSINA un Sindaco PD? Se è vero che hanno sostenuto ACCORINTI la colpa dei 59 voti mancanti è tutta loro!!!La questione morale non si deve invocare solo e solamente per i corsi di formazione ma anche sullo spirito di appartenenza politica che è stato ultratradito! Ed allora USCITE DAL PD!!!!!!!
Il s i l e n z i o di Francantonio GENOVESE sulle questioni politiche del PARTITO DEMOCRATICO è i n q u i e t a n t e.
L’uomo politico eletto direttamente dai messinesi a primo cittadino deve, dico deve, sentire il dovere civile, prima di uscire di scena, di manifestare le sue riflessioni.
Mentre Calabrò, che si è avvalso anche dei voti provenienti da ex pdl ha dimostrato, lui insieme ad i suoi colleghi acrobati della politica, grande appartenenza e coerenza di ideali. Si si!
Bla!! Bla!! Bla!! poi a comandare sono sempre i vecchi storici del partito…. perchè vi finanziano… Date una spallata, fate sentire un ventata di aria fresca e vedrete che la gente vi premierà… Cmq per ora tutte le buone iniziative si impantanano nella situazione inciuciosa nazionale… è bene però tenersi pronti con programmi nuovi e compatibili al momento attuale…