Donazione di sangue e di midollo osseo. Tra carenze croniche e storie di vita - Tempostretto

Donazione di sangue e di midollo osseo. Tra carenze croniche e storie di vita

Donazione di sangue e di midollo osseo. Tra carenze croniche e storie di vita

lunedì 21 Marzo 2016 - 09:08

Gli ematologi sottolineano la continua mancanza di sangue ed invitano ad aumentare le donazioni. Le storie di chi lo ha fatto ed ha salvato alcune vite e quella di chi non ce l’ha fatta perché un donatore è arrivato troppo tardi

Il punto sulla situazione donazioni midollo osseo e sangue a Messina. A farlo un parterre di esperti intervenuti alla giornata “lionistica” svoltasi al Monte di Pietà. Un interessante approfondimento che ha permesso di mettere in luce i successi della comunità messinese rispetto a questo delicato argomento ma anche le tante difficoltà ancora da superare. Il convegno ha avuto un carattere fondamentalmente illustrativo e propositivo, motivo per cui i numerosi intervenuti hanno, ognuno nel proprio ruolo, avanzato proposte operative per poter migliorare il panorama cittadino in termini di donazione.

Ad aprire la serata Carmelo Staropoli, presidente della Zona 7 dei Lions e Sergio Galletti, governatore dell’Arciconfraternita degli Azzurri di Messina. Sono seguiti gli indirizzi di saluto del presidente dell’Ordine dei Medici, Giacomo Caudo, del responsabile del Centro trasfusionale di Patti e Milazzo dell’Asp, Gaetano Crisà, , di Antonino Levita della direzione sanitari del Policlinico “G. Martino”, del direttore Generale del “Papardo”, Michele Vullo, e di Francesco De Francesco, componente della Pro Loco Capo Peloro.

I dirigenti del settore ematologie e trasfusioni delle strutture ospedaliere cittadine si sono alternati nel corso della tavola rotonda sul tema: “La cultura della donazione: stato dell’arte”. A introdurla Vincenzo Leone – delegato distrettuale del Tema di Studio Nazionale “Diventa donatore di midollo osseo, diventa un eroe sconosciuto” che ha illustrato i fondamenti cardine del lionismo mondiale volto a vincere, con la solidarietà, le grandi sfide. “I potenziali donatori di midollo a Messina sono 3700” ha specificato la dott.ssa Patrizia Zappia, responsabile del Centro Donatori Volontari di Midollo Osseo del Papardo. “Sette i donatori effettivi, ossia quelli che hanno donato midollo osseo o cellule staminali. Un risultato eccellente se si pensa che la possibilità di trovare un donatore compatibile è in media 1:100.000. Numero che in Sicilia cresce, per via della promiscuità delle popolazioni nei secoli, arrivando a una percentuale di 1:5.000.000”.

In un panorama così difficile, Messina non si sottrae ai gesti di solidarietà, ultimo il primo marzo scorso quando un ragazzo messinese ha donato il midollo a una bambina di pochi mesi restituendole la speranza di vivere una vita normale. Così come la signora Francesca Cacciola, intervenuta all’incontro, che ha raccontato la sua esperienza di donatrice di midollo osseo resa possibile nel 2014 nei confronti di un bambino di sette anni. E la toccante esperienza di una donna ricevente midollo, Chiarastella Vetromile, che venti anni fa, a causa di una leucemia mieloide acuta, ha subito la trasfusione dalla sorella. E’ voluto intervenire anche il papà di Paolo Bonetti, un ragazzo di 23 anni che purtroppo non ce l’ha fatta perché il donatore è arrivato troppo tardi. Vicende diverse che hanno dato uno spaccato di quello che è il senso del “dono” visto da diverse angolazioni.

E’ stata poi la volta degli “attori sul campo”, gli ematologi. Un confronto a tutto tondo, moderato dalla giornalista Marina Bottari, in cui si sono alternati: Andrea Alonci, direttore del Centro Trasfusionale dell’A.O.U. “G. Martino”, Giuseppe Mazza, dirigente medico del Centro Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera “Papardo”, Donato Mannina, primario f.f. della Divisione di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera “Papardo”, Caterina Musolino, direttore dell’U.O.C. di Ematologia dell’ A.O.U. “G. Martino”. Ne è scaturito un animato dibattito durante il quale è emersa, in tutta la sua drammaticità, la cronica carenza di sangue e l’idea delle convenzioni per la raccolta del plasma, con categorie come esercito, guardia di finanza, polizia di stato, guardia costiera.

Su provocazione del direttore generale del Papardo, Michele Vullo, si è discusso sull’opportunità di tenere a Messina tre ematologie “in sofferenza” invece di un unico grande centro che abbia anche la possibilità di effettuare trapianti di midollo osseo.

A concludere la serata le testimonianze di chi opera per la sensibilizzazione alle donazioni soprattutto tra i giovani e nelle scuole: Salvatore Parrino, responsabile Provinciale dell’Associazione Donatori Midollo Osseo, nata a Messina venti anni fa e Guglielmo Mondio, presidente provinciale dell’ Abal, Associazione Bambini Adulti Leucemici, attiva a Messina dal febbraio 1999. Impegnati nella sensibilizzazione anche i giovani dei club service, come spiegato da Giulia La Spina, presidente Leo Peloro e Giuseppe Giuffrida, past president Messina Jonio. Anna Maria Bonanno, dell’Admo, ha puntualizzato la poca attenzione degli uffici comunali nell’assegnazione degli spazi in città a favore delle iniziative di sensibilizzazione da parte dell’associazione. Tanta strada fatta negli anni, ma tanta strada ancora da percorrere. Essere uniti per il raggiungimento dell’unico obiettivo è la carta vincente per risollevare la città di Messina dall’ultimo posto che riveste nella classifica delle donazioni.

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