De Luca in appello per il sacco di Fiumedinisi, prima udienza a rischio rinvio - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

De Luca in appello per il sacco di Fiumedinisi, prima udienza a rischio rinvio

Alessandra Serio

De Luca in appello per il sacco di Fiumedinisi, prima udienza a rischio rinvio

giovedì 22 Novembre 2018 - 00:11
De Luca in appello per il sacco di Fiumedinisi, prima udienza a rischio rinvio

Lo sciopero degli avvocati potrebbe far slittare la prima udienza dell'appello contro la sentenza che ha visto il sindaco assolto e prescritto dalle accuse. Se il verdetto sarà ribaltato, la legge Severino è dietro l'angolo. Ma la prescrizione anche. Gli scenari.

E’ prevista per stamattina la prima udienza d’appello del processo per il così detto Sacco di Fiumedinisi, che in primo grado si è chiuso con prescrizioni e assoluzioni per tutti gli imputati, compreso il principale protagonista, l’oggi sindaco di Messina Cateno De Luca. L’inizio del processo, però, potrebbe essere rinviato con un nulla di fatto. Anche gli avvocati messinesi, infatti, e in special modo i penalisti, aderiscono alla tre giorni di sciopero nazionale indetta per protestare contro il disegno governativo di cancellare la prescrizione, cominciato ieri e che va avanti fino a lunedì. E’ attesa una udienza a vuoto, quindi, per oggi, e se ne parlerà alla prossima data, che sempre oggi la Corte d’Appello fisserà.

Sul tavolo c’è la sentenza del Tribunale del 10 novembre 2017 che, dopo un lungo dibattimento, caratterizzato dalle deposizioni fiume di De Luca e di tanti scontri procedurali tra Accusa e difese, si è chiuso con verdetto di assoluzione dall’accusa di abuso, e prescrizione dall’accusa tentata concussione, dichiarata prescritta come gli altri reati, falso e reati ambientali. La Procura aveva chiesto la condanna di De Luca a 5 anni. Al banco dell’Accusa c’è sempre stata il PM Liliana Todaro, titolare dell’indagine sin dall’inizio insieme a Vincenzo Barbaro, oggi Procuratore Generale e quindi a capo dell’ufficio che reggerò l’Accusa al processo d’Appello.

Chiedendo ai giudici di secondo grado di rivedere la sentenza dello scorso anno, la Procura generale ha contestato la decisione del Tribunale su tutta la linea: De Luca non andava assolto dall’accusa di abuso d’ufficio, la concussione non andava derubricata e quindi non era possibile applicare la prescrizione, prescrizione che sarebbe stata calcolata in maniera errata anche rispetto agli altri reati contestati e cassati.

La Corte d’Appello ha autonomia di giudizio rispetto al primo grado, anche se il suo compito è una valutazione della sentenza in sé e non dei reati contestati. A meno che qualcuna delle parti non chieda la riapertura del dibattimento.

Alla fine del processo d’appello, quindi, il verdetto del 2017 potrebbe essere confermato o ribaltato, e se venisse condannato De Luca dovrebbe fare i conti con la legge Severino, e potrebbe essere sospeso subito dalla sua carica. La prescrizione, però, avrà il suo peso anche in appello, e anche rifacendo i calcoli è dietro l’angolo, quanto meno per l’accusa di abuso d’ufficio.

I fatti contestati, lo ricordiamo, riguardano i il periodo 2004-2010: De Luca era sindaco di Fiumedinisi e, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe stravolto il contratto di quartiere – lo strumento urbanistico di applicazione del Prg – per favorire le imprese edilizie di famiglia. Al centro della vicenda, in particolare, la realizzazione di un albergo, la cui costruzione venne bloccata dai sigilli, rimossi nell’estate dello scorso anno. L'arresto arrivò nel 2011, mentre De Luca era deputato Ars. Dopo un mese il Tribunale del Riesame rievocò i domiciliari ma le accuse ressero e si andò a processo. Intanto il primo cittadino messinese è in attesa che entri nel vivo l’altro processo a suo carico, in corso in primo grado, che lo vede accusato di evasione fiscale per il caso Fenapi.

Tag:

Una donazione per un grande progetto di informazione

Abbiamo cercato in questi anni di offrirvi un'informazione puntuale e approfondita, estranea ad ogni condizionamento e sempre al passo con l'innovazione.  Così abbiamo raggiunto importanti traguardi. Ma non ci basta: vogliamo ampliare la nostra attività di informazione con più inchieste, più contenuti video e una più solida presenza nei diversi comprensori delle città metropolitane di Messina e Reggio Calabria.

E' un progetto ambizioso per il quale vi chiediamo di darci una mano effettuando una donazione: se ognuno di voi darà anche  un piccolo contributo economico, il risultato sarà eccezionale e Tempostretto sarà ancora più efficace e “vostro”.

2 commenti

  1. MessineseAttenta 22 Novembre 2018 09:06

    Se de luca (volutamente minuscolo) ha le palle (e non le ha) chieda la rinuncia alla prescrizione.
    Comodo approfittare dell’allungamento, con sotterfugi e bizantinismi, dei tempi processuali operati dagli avvocati con il beneplacito di chi dovrebbe giudicare e svicola!!!!!!!

    0
    0
  2. SALVO POI SU FEISBUK DENIGRARE A BRIGLIA SCIOLTA TUTTI INDISTINTAMENTE….TUTTI TRANNE I SUOI FOLLOWERS

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.
info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007