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Operazione Scala Reale, processo a marzo per lo spaccio a Patti a Falcone

Operazione Scala Reale, processo a marzo per lo spaccio a Patti a Falcone

martedì 09 Gennaio 2018 - 15:24
Operazione Scala Reale, processo a marzo per lo spaccio a Patti a Falcone

Si divide in due tronconi il processo scaturito dal blitz antidroga dei Carabinieri che ha coinvolto anche un loro collega in servizio a Falcone. A fine mese in sei vanno all'abbreviato, mentre in 4 affronteranno in primavera il processo a Patti.

Comincerà il prossimo 27 marzo, davanti ai giudici del Tribunale di Patti, il processo scaturito dall’operazione Scala Reale, l’inchiesta dei Carabinieri su un giro di spaccio nella zona di Falcone e Patti, con rifornimenti in Calabria.

Alla sbarra ci saranno i quattro indagati che comparsi stamane per l’udienza preliminare, hanno optato per il rito abbreviato. Il Gup di Messina Carmine De Rosa ha quindi rinviato a giudizio il cubano Ignazio Francisco Gonzales Perez, Romina Lamazza, Giuseppina Merlo e Antonino Niosi, tutti di Patti. I quattro, difesi dagli avvocati Nino Favazzo, Antonio Amata, Antonietta Privitera e Giulio Calabretta, dovranno difendersi dall’accusa di cessione di stupefacenti.

Il prossimo 30 gennaio, invece, torneranno davanti al Giudice per l’udienza preliminare gli altri sei indagati che stamane hanno invece optato per il rito abbreviato, scegliendo cioè di definire la loro posizione in questa fase, saltando il dibattimento ma potendo usufruire di uno sconto di pena. Si tratta dei fornitori calabresi del giro, di un romano e di un carabiniere in servizio a Falcone.

Associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti anche a minori, detenzione illegale di armi da fuoco le indagini contestate a vario titolo alla fine degli accertamenti partiti a settembre 2016, condotti dal dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina.

La rete di pusher piazzava la droga, soprattutto hashish, in particolare ai tanti giovani, moltissimi minorenni che frequentavano gli istituti superiori di Patti.

L’inchiesta è scaturita da un episodio in particolare, ovvero da quando i militari bloccarono un corriere calabrese che stava effettuando una consegna di droga.

Da lì ricostruirono i principali acquirenti siciliani e i pusher che poi piazzavano le dosi nei luoghi di ritrovo dei ragazzini.

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