Il pestaggio mortale alla Stazione, a processo gli aggressori - Tempostretto

Il pestaggio mortale alla Stazione, a processo gli aggressori

Alessandra Serio

Il pestaggio mortale alla Stazione, a processo gli aggressori

martedì 05 Aprile 2016 - 14:42
Il pestaggio mortale alla Stazione, a processo gli aggressori

Giovanni Raffone e un marocchino sono stati rinviati a giudizio per l'uccisione di un clochard "reo" di aver rivolto un complimento alla compagna di uno del "branco", il 29 luglio scorso.

Processo a partire dal prossimo 5 luglio davanti la Corte d'Assise per Giovanni Raffone, 29 anni, e il romeno Bogdan Carare, 34 anni, accusati del pestaggio a sangue di un marocchino di 35 anni, avvenuta l'estate dello scorso anno a piazza Stazione. Sono accusati di omicidio volontario e, soltanto Raffone, di aver minacciato la compagna della vittima perché "tenesse la bocca chiusa" con gli investigatori. I due, difesi dagli avvocati Giuseppe Romeo e Antonina Pimpo, sono comparsi stamani davanti al GUP Eugenio Fiorentino che li ha rinviati a giudizio, come richiesto dal PM Piero Vinci, titolare del caso sin dall'inizio.

I due avrebbero picchiato selvaggiamente, con calci e pugni Mustafa Mandili lo scorso 29 luglio. La vittima fu poi abbandonata agonizzante sul selciato. Dopo 10 giorni morì in ospedale a causa delle gravi ferite riportate. A scatenare l'ira del branco sarebbe stato l'apprezzamento rivolto ad una ragazza. E' questa la ricostruzione degli inquirenti che nell'ottobre scorso hanno arrestato il marocchino e il messinese. La vittima aveva infastidito intorno alle due di notte la compagna di uno degli aggressori che si sono scagliati contro lo straniero colpendolo con calci e pugni e lasciandolo sul selciato in una pozza di sangue.

Grazie alle testimonianze e alle riprese delle telecamere di videosorveglianza gli uomini dell'Arma sono riusciti a risalire ai colpevoli. Sia la vittima sia l'arrestato frequentavano la Caritas e vivevano spesso senza fissa dimora. A quanto é emerso tutti, al momento della rissa, erano parecchio ubriachi.

Alessandra Serio

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