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Processo Matassa, Giannetto non depone

Alessandra Serio

Processo Matassa, Giannetto non depone

sabato 02 Dicembre 2017 - 00:16

Salta la testimonianza del noto imprenditore della ristorazione a Messina, finito nel mirino del clan di Santa Lucia Sopra Contesse.

E' saltata la deposizione più attesa, ieri, in aula bunker, dove si sta svolgendo il processo scaturito dall'operazione Matassa. Al banco doveva infatti deporre Nicola Giannetto, il noto imprenditore messinese attivo nel settore della ristorazione, parte offesa nel processo perché vittima di una estorsione da parte del clan di Santa Lucia sopra Contesse.

Secondo la Squadra Mobile, Giannetto – all'epoca gestore di locali come il Calasole e il Toronero, era finito nel libro mastro del pizzo "in mano" a Gaetano Nostro, che imponeva mavolanza e forniture "a scrocco" (leggi qui).
Nel frattempo altri retroscena degli affari del commerciante sono stati svelati con l'inchiesta "Beta", in particolare i reali contorni della gestione delle trattative con un grosso gruppo di fornitori del nord (leggi qui)

Il commerciante ieri però non è comparso, e la Corte si è riservata di convocarlo nuovamente. E' stata comunque una lunga udienza, quella di ieri, servita a sentire diversi investigatori.

Tutto è stato poi aggiornato al prossimo 13 dicembre, data ulteriore rispetto a quella già in calendario del 21 dicembre, fissata ieri dai giudici.

"Matassa" è l'inchiesta della Polizia che ha ricostruito gli affari dei clan di Santa Lucia sopra Contesse e Camaro all'inizio del decennio e fino al 2014. Negli ultimi due anni di inchiesta gli investigatori "incapparono" anche negli intrecci con il mondo politico ed imprenditoriale nel fermento del periodo politico – tra le regionali di ottobre 2012 e le comunali della primavera successiva.

E' così che nel calderone dell'inchiesta sono finiti, con la pesante accusa di corruttela elettorale, anche il deputato nazionale Francantonio Genovese e il cognato deputato all'Ars Franco Rinaldi (leggi qui)

Oggi le accuse sono al vaglio del Tribunale che ha diviso il processo in "filoni", cominciando col vagliare inizialmente i fatti relativi all'associazione mafiosa.

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