Reggono le accuse per i furti scoperti dalla Guardia di Finanza di Messina nel 2022
Messina – Sono condanne “scontate” per almeno 3 imputati, alla fine del processo d’appello bis su una serie di furti col “cavallo di ritorno” a Giostra. Anche se il quantum delle condanne alla fine è sceso poco, la Corte d’appello di Messina (presidente Blatti) ha deciso molte assoluzioni parziali e disposto la condanna in continuazione con le precedenti, andando a ritoccare quelle disposte nel 2023 in secondo grado ma annullate con rinvio dalla Corte di Cassazione nel 2025.
Le condanne
Ecco il verdetto: 4 anni di reclusione (contro i 5 e mezzo precedenti) per Alessio Nostro,1 anno e 3 mesi per Nunzio Buscemi, 1 anno e 9 mesi per Gabriele Fratacci (pena sospesa). Condanna a 3 anni e mezzo confermata per Gaetano Batessa ed a 3 anni e 5 mesi per Pietro Micali. Hanno difeso gli avvocati Cinzia Panebianco, Salvatore Silvestro, Alessandro Trovato, Luigi Gangemi e Daniela Garufi.
L’operazione
Il blitz della Guardia di Finanza risale al luglio 2022 e coinvolge 12 persone. Decriptato gli sms e le conversazioni “in codice, i finanzieri ricostruiscono i retroscena di continui furti, di auto e mezzi meccanici, o parti di veicoli, per poi “rivenderli” o restituirli ai proprietari con la classica tecnica del cavallo di ritorno. In alcuni casi i pezzi vengono rivenduti sul web o ad officine compiacenti.
A Giostra tutti sapevano chi c’era dietro i raid
Gli inquirenti spiegano che, nel rione, quando qualcuno subiva un furto sapeva, direttamente o tramite intermediari, a chi doveva rivolgersi. La banda aveva solidi legami con esponenti di spicco della criminalità catanese: quando un furto è stato compiuto fuori provincia, i “giostroti” si sono mossi subito e sono riusciti comunque a recuperare il maltolto al loro concittadino.
