L'assessore Caminiti aggiorna: "Verifiche sul campo. L'obiettivo è risolvere un problema che si trascina da troppo tempo a Messina"
MESSINA – “Accessi al mare. Oggi abbiamo condotto un sopralluogo a Torre Faro con la Patrimonio Spa e i tecnici del dipartimento Ambiente. L’obiettivo? Verificare sul campo i risultati degli approfondimenti tecnici degli ultimi mesi. Un passo importante per affrontare e risolvere in modo strutturale l’annosa criticità degli accessi al mare che da troppo tempo limita la libera fruizione del litorale da parte della cittadinanza”. Ad aggiornare è l’assessore alle Politiche del mare Francesco Caminiti.





Nessuna amministrazione è mai riuscita a risolvere la questione. Da tempo ci sta riprovando la Giunta Basile, su input dell’assessore Francesco Caminiti, di concerto con la società Patrimonio Messina. E nel 2024 ci sono state riunioni con Demanio e Capitaneria.
In generale, sono tanti gli spazi da liberare. Nel 2022, assessora Dafne Musolino, ci si era soffermati sul tratto di Torre Faro della Circonvallazione tirrena, sulla zona del lido di Mortelle e la strada statale 113.
Lo scorso anno il consigliere Alessandro Russo, del Partito democratico, segnalava i “varchi di accesso al mare posti in Via Senatore Arena a Torre Faro, contrada Torre Bianca, e i lunghi tratti della S.S. 113 compresa tra le contrade di Mortelle e Timpazzi. Su questi tratti di strada insistono diverse proprietà private i cui proprietari rivendicano, secondo diritti, la possibilità di recintare. Se tale attività è consentita a tutela dei diritti di proprietà, ritengo sia altrettanto opportuno e necessario, al fine di tutelare l’uso collettivo del litorale pubblico e del mare, che l’amministrazione si attivi al fine di realizzare, come da previsioni del Codice della navigazione e dal combinato disposto normativo vigente, dei varchi di accesso pedonale al tratto di spiaggia interessato”.

I soliti sopralluoghi dei primi giorni di caldo !!!
La foto poi dice tutto, accanto al cancello la recinzione non c’é più
a Mortelle, Timpazzi e Casabianca fra la nazionale e la spiaggia ci sono centinaia di metri di distanza su cui insistono delle proprietà private.
Solo quando il comune farà dei lungomare come quelli di Acqualadrone o Rodia l’accesso alla spiaggia sarà garantito alla cittadinanza.
Non penso si possa pretendere di attraversare le proprietà private per accedere alla spiaggia
Da quarant’anni questa farsa si ripresenta all’inizio della stagione estiva. Le solite chiacchiere e l’evidente incapacità delle istituzioni a liberare parti del litorale occupati abusivamente. Purtroppo, in questa città vige una sola regola : ognuno deve fare quello che vuole.
I soliti conosciuti, che grazie all’assenza e assenso delle tante amnistrazioni vecchie e nuove si appropriano delle spiagge, rendendo queste, delle vere e proprie spiagge private.
Tanto mai nulla cambierà..
Basterebbe espropriare, i mq. necessari, ristorando i proprietari con il valore
commerciale (come per Legge) e il SEMPLICE problema, ultradecennale, viene
risolto una volta per tutte.
OGNI ANNO IL SOLITO DISCORSO ….. NON HANNO IL CORAGGIO DI BUTTARE QUELLE RECINZIONI…
Io amo il tratto di litorale tirrenico di via se. Arena, ma accedervi è un’impresa. Ogni anno, ogni assessore al ramo ha fatto il suo sopralluogo. Risultato zero. Se vedo credo!
Una vergogna pazzesca.