Successo dell'artista, prorogata l'esposizione al Museo archeologico nazionale di Vibo Valentia
Messina – Non meraviglia il successo di Archètypos di Giko in Calabria. La collezione dell’artista messinese Giacoma Venuti era infatti reduce da precedenti esposizioni in siti prestigiosi dove aveva raccolto il favore del pubblico. Le sue “navicelle” che dialogano tra l’antico e il moderno, tra l’artefatto e il metafisico sotto forma di vaso, non potevano trovare migliore cornice del Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia. Inaugurata all’inizio di dicembre scorso e inizialmente prevista fino al 28 febbraio, la mostra è stata prorogata fino alla prossima estate.
Il viaggio di Giko tra antico e moderno

I reperti millenari del Mic si accendono nel dialogo con l’arte di Giko e la rassegna, curata da Melissa Acquesta e Michele Mazza in collaborazione con The Loft Arte, offre ai visitatori un inedito sguardo sull’arte antica e quella contemporanea. Un percorso che diventa così immersione in un percorso pittorico e artistico intenso e suggestivo, un viaggio nell’inconscio collettivo e non soltanto nella storia dell’espressione dell’uomo.
L’arte contemporanea dialoga con l’arte antica
Gli acrilici e le vernici di Giko si fondono all’interno dei vasi per creare forme primigenie, tra colori vibranti e tonalità in bianco e nero. Un viaggio attraverso il metafisico che, come spiega Giko, mira a tornare alla connessione con noi stessi.
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