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La DDA chiede otto rinvii a giudizio per boss e gregari della mafia barcellonese

Redazione

La DDA chiede otto rinvii a giudizio per boss e gregari della mafia barcellonese

lunedì 06 Maggio 2013 - 17:17
La DDA chiede otto rinvii a giudizio per boss e gregari della mafia barcellonese

la DDA di Messina ha avanzato otto richieste di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta Gotha 3 in particolare del filone riguardante le estorsioni alle imprese che gestiscono gli appalti pubblici. Fra gl indagati l'avvocato Rosario Pio Cattafi, indicato dai pentiti quale boss della mafia barcellonese.

Si tratta di un filone di una delle più importanti inchieste antimafia realizzate nel messinese negli ultimi anni. E’la “Gotha 3” che nel giugno 2011 portò all’arresto di boss e gregari della mafia barcellonese. L’inchiesta si è poi divisa in vari tronconi ed ora per quello relativo alle estorsioni nei confronti delle imprese che si erano aggiudicati i grandi appalti pubblici la DDA di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio per otto persone. Fra queste l’avvocato Rosario Pio Cattafi che diversi collaboratori di giustizia indicano come il padrino incontrastato della mafia del Longano. Oltre a Cattafi, che fu arrestato proprio nell’operazione Gotha, la richiesta di rinvio a giudizio ha raggiunto il boss dei “Mazzarroti” Tindaro Calabrese, Salvatore Campanino di Castroreale, Agostino Campisi di Patti, Giuseppe Isgrò, il cassiere del clan, Giovanni Rao di Castroreale, Roberto Ravidà di Oliveri e Salvatore Carmelo Trifirò di Barcellona. Sono accusati di aver gestito il grande affare delle estorsioni ai danni di quattro imprese la Co.ge.ca. srl, la Venumer srl, la Mediterranea Costruzioni srl, la Sicilsaldo srl e la Elicona Scavi srl. Imprese che per molti anni sono state oggetto di attentati ed intimidazioni per convincere i proprietari a pagare il pizzo. Particolarmente importante la posizione dell’avvocato Cattafi che dopo l’arresto ha parlato a lungo, con i sostituti della Procura di Palermo, sulla trattativa Stato-mafia riempiendo centinaia di pagine di verbali. Fra l’altro qualche settimana fa gli sono stati restituiti i beni che la sezione Misure di Prevenzione del Tribunale gli aveva sequestrato.

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