Gran Camposanto. Nuovo Palazzo Funerario: cantiere fermo da due anni, contratto risolto

Gran Camposanto. Nuovo Palazzo Funerario: cantiere fermo da due anni, contratto risolto

Marco Ipsale

Gran Camposanto. Nuovo Palazzo Funerario: cantiere fermo da due anni, contratto risolto

martedì 30 Settembre 2025 - 08:30

Il Comune di Messina avvia le procedure per danni

MESSINA. Si chiude con un provvedimento di risoluzione contrattuale la lunga e travagliata vicenda della realizzazione del nuovo edificio funerario nella Zona G del Gran Camposanto, a ridosso della Piramide.

Il Comune di Messina ha formalizzato la rescissione del contratto con la Società di Progetto Cime s.r.l. (già Rti Consorzio Ciro Menotti) a causa di “gravissimi e prolungati inadempimenti”.

I lavori erano stati consegnati nel dicembre 2018 con ultimazione prevista entro un anno, poi varie proroghe fino allo stop.

“Ritardi ingiustificati e cantiere abbandonato”

Su proposta del responsabile unico del procedimento, avallata dall’Avvocatura comunale, la decisione arriva per il “fermo lavori unilaterale e ingiustificato del Concessionario”.

Si parla di un accumulo di gravi e ingiustificati ritardi quantificato dal rup in ben ottocento giorni rispetto all’ultima scadenza contrattuale; fermo lavori, chiusura del cantiere e cessazione di ogni attività accertata senza idonea motivazione, malgrado le diffide notificate; grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali e gravi irregolarità, anche in merito all’osservanza delle norme di sicurezza.

La situazione, come evidenziato dal dirigente Antonio Cardia, rendeva la risoluzione indispensabile “nell’interesse precipuo dell’Amministrazione al fine di realizzare tempestivamente le opere” e per scongiurare “problematiche di carattere igienico – sanitario” legate alla cronica carenza di posti-salma.

La cronistoria

Il progetto, finalizzato alla creazione di un nuovo Palazzo Funerario con tipologia di cellari a più livelli, doveva garantire un totale di 5.037 posti-salma (3.640 iniziali oltre 1.397 aggiunti in variante) per un importo complessivo dell’intervento pari a quasi 7 milioni di euro (esattamente 6.941.422 euro).

L’unico progresso sostanziale è stata la consegna anticipata di 490 loculi, già sottoposti a collaudo statico.

L’attuale fase di sospensione dei lavori era in attesa del finanziamento richiesto dall’impresa esecutrice, che aveva vincolato la ripresa delle attività alla concessione di un fido bancario. Questa richiesta è stata ritenuta estranea alle obbligazioni contrattuali.

A fronte del prolungato fermo, lo scorso 17 febbraio è stata avviata la procedura di risoluzione contrattuale. Lo scorso 4 marzo, invece, la Direzione Lavori e il rup avevano intimato all’impresa di riattivare il cantiere e riprendere i lavori entro 10 giorni.

L’ultimazione dei lavori, secondo il cronoprogramma in vigore, sarebbe dovuta avvenire entro il 24 agosto 2025. Dato il mancato avvio dei lavori anche dopo questa data, il rup ha formulato la proposta di risoluzione contrattuale, ora concretizzata dalla Determina dirigenziale.

Le conseguenze: danni e ritorno in giunta

Non solo blocco del cantiere ma si apre anche il fronte legale. Il Comune di Messina vuole rivalersi sul Concessionario per i danni subiti e ha già stimato un importo a conguaglio in suo favore pari a 143mila 451 euro.

Il provvedimento dà mandato all’Avvocatura comunale di attivare immediatamente tutte le procedure a tutela dell’Ente, comprese le eventuali procedure “in danno”. Il rup è incaricato di quantificare con esattezza le lavorazioni eseguite e accettabili, per poi procedere con le fasi successive previste dalla legge.

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