Graniti: storia dei bimbi e della Banda "sfrattati" da 5 anni per far cassa... - Tempo Stretto

Graniti: storia dei bimbi e della Banda “sfrattati” da 5 anni per far cassa…

Rosaria Brancato

Graniti: storia dei bimbi e della Banda “sfrattati” da 5 anni per far cassa…

mercoledì 16 Ottobre 2019 - 07:32
Graniti: storia dei bimbi e della Banda “sfrattati” da 5 anni per far cassa…

L'ex sindaco ha trasferito i bimbi della scuola dell'infanzia per affittare i locali al CPI di Giardini. Ma......

La strana storia dello spostamento della scuola d’infanzia da un plesso adeguato a spazi ristretti, nonché dell’analoga sorte per la Banda Comunale, è al centro della battaglia dell’opposizione al sindaco di Graniti Paolino Lo Giudice.

L’idea dell’ex sindaco

La situazione attuale discende da decisioni prese dall’ex sindaco Marcello D’Amore nel 2014 quando pensò di dare in affitto al Centro per l’impiego di Giardini Naxos i locali della scuola dell’infanzia di Graniti in via Roma.

Far cassa con l’affitto

In quel periodo infatti il CPI di Giardini Naxos era stato chiuso per consentire lavori di riqualificazione. L’idea del sindaco di Graniti, per “far cassa”, era quindi quella di togliere ai bambini un plesso spazioso e attrezzato, per darlo in affitto al Centro per l’impiego.

La battaglia dell’opposizione

Per farlo però, come raccontano i consiglieri d’opposizione Mariangela Tomarchio, Salvatore D’Angelo e Antonio Russo, ha dovuto effettuare lavori d’adeguamento alla scuola, stanziando 30 mila euro.

La struttura chiusa per 5 anni

Il guaio è-spiegano i 3 consiglieri– che tra il Comune di Graniti ed il CPI di Giardini non viene stipulato alcun contratto, né alcun preliminare di locazione. Accade così che a lavori ultimati l’ex sindaco D’Amore sollecita il trasferimento del Centro per l’Impiego inviando più lettere alla Regione, ma di fatto, fino ad oggi, 5 anni dopo, la struttura resta inutilizzata”.

La Regione infatti risponde che il trasferimento può essere autorizzato solo in via temporanea, in attesa dei lavori di riqualificazione dell’immobile di Giardini Naxos.

la scuola di via Roma

I bimbi sfrattati…

Morale della favola: il CPI non è mai stato trasferito, la scuola di Graniti è rimasta vuota, i lavori a Giardini non sono stati ultimati ed è anche scattato un contenzioso con la Regione.

…in sole 2 aule

A pagarne le conseguenze sono stati solo i bambini dell’asilo, “sfrattati” da 5 anni da una struttura adeguata per essere spostati in due aule all’interno del plesso della scuola primaria e secondaria di via Vittorio Veneto. Stessa sorte per la Banda Musicale.

Com’era bella quella scuola

La scuola dell’infanzia di via Roma era una struttura moderna, rilevano i consiglieri d’opposizione: “Dotata di Sala comune,3 aule delle quali 2 per i bimbi ed una per la banda, poi sala mensa, cucina, nonché bagni per maschietti e quelli per le femminucce. Infine un giardino, un ampio atrio ed un grande parcheggio sulla strada principale”.

L’ex sindaco D’Amore quindi per consentire i lavori di manutenzione e destinare la scuola dell’infanzia al CPI di Giardini trasferisce gli alunni in due aule nel plesso scolastico di Via Vittorio Veneto. Spostamento che si prolunga per 5 anni.

Sfrattata anche la Banda

La Banda viene spostata al piano superiore della scuola di via Vittorio Veneto

I bambini della scuola dell’infanzia- continuano Tomarchio, Russo e D’Angelo– perdono giardino, sala comune dove facevano le recite, si svolgevano attività insieme e dove era possibile svolgere giochi in uno spazio arioso e fare altre attività necessarie per bimbi di 2, 3 e 4 anni. Una struttura in piena autonomia”.

La Banda fondata 125 anni fa

Ad essere sfrattato è anche il corpo bandistico Giuseppe Verdi fondato dal Parroco Mons. Filippo Calabrò, e che da 125 anni porta in alto il nome di Graniti sia nella valle Alcantara che in molti altri comuni della Sicilia.

La banda viene così trasferita al secondo piano del plesso scolastico di via Veneto, sopra le due aule dove sono stati spostati i bambini della scuola dell’infanzia.

Il secondo piano del plesso di via Vittorio Veneto però fa parte di un’ala che è stata oggetto fino al 2010 di lavori per adeguamento sismico. In realtà completati i lavori di adeguamento l’ala è rimasta sprovvista di alcune rifiniture e di impianto elettrico.

“Zero euro per scuole”

Improvvisamente però- continuano i consiglieri- nel 2018 il sindaco attuale, Paolino Lo Giudice, che dal 2015 ha previsto ZERO EURO per la scuola, nonostante i seri problemi sia per i servizi che per la manutenzione e gli arredi, decide di istituire l’asilo nido comunale. Peccato però che di comunale non ha nulla perché sarà gestito da un’associazione che incasserà i proventi”.

Il nuovo nido quindi prende il posto dell’aula dov’è stata spostata la banda che così viene rispedita nella struttura di via Roma, dalla quale era stata sfrattata nel 2014 insieme ai bambini.

Frattanto l’amministrazione Lo Giudice instaura un contenzioso con la Regione adducendo spese sostenute per 80 mila euro per adeguare il plesso alle necessità del CPI più il mancato incasso per una locazione mai avvenuta dal 2014 al 2016.

I bimbi hanno perso

Concludendo: Graniti aveva una bella struttura a dimensione di bambino utile anche per la banda musicale. I bambini hanno perso ampi spazi in cambio di 2 aule. La banda viene trasferita al 2°piano della scuola di Via Vittorio Veneto, ma i lavori non sono completi -spiegano i consiglieri-

Improvvisamente il 2°piano viene affidato ad una associazione. Il comune non incasserà nulla dall’asilo nido perché sarà gestito dall’associazione- continua il racconto- I ragazzi delle medie e delle elementari sono nell’ala “vecchia” della struttura in Via Vittorio Veneto. Il comune ha perso i soldi per l’adeguamento del CPI e ha speso ulteriori tremila euro di l’avvocato per fare causa alla Regione.

Perchè?

Come può un’amministrazione privare i bambini di una struttura progettata per loro al fine di incassare un affitto? Come può sballottare un’associazione musicale da una sede all’altra , invece di incentivarla nella considerazione che è patrimonio culturale e artistico del proprio paese?” concludono D’Angelo Russo e Tomarchio

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