Guerra in Messina Social City: nel mirino il Direttore Generale Romano - Tempo Stretto

Guerra in Messina Social City: nel mirino il Direttore Generale Romano

Rosaria Brancato

Guerra in Messina Social City: nel mirino il Direttore Generale Romano

martedì 19 Novembre 2019 - 16:57
Guerra in Messina Social City: nel mirino il Direttore Generale Romano

Il Cda inizia il percorso per la rimozione del direttore generale. Ecco le contestazioni.

E’ guerra interna in casa Messina Social City. A finire nel mirino dell’intero Cda, con un voto all’unanimità, è il direttore generale Vincenzo Romano, destinatario di una serie di contestazioni. Con ogni probabilità quella appena iniziata è una guerra che punta alla rimozione del DG.

Il Dg nel mirino….

Il primo punto all’ordine del giorno della seduta di ieri della partecipata erano le “errate determinazioni ed omissioni del Direttore Generale”, e quanto accaduto è stato in linea con le premesse.

Il presidente Enrico Bivona e le consigliere Simona Romano e Valeria Asquini hanno ufficialmente contestato al direttore generale una serie di comportamenti e decisioni, stigmatizzando il mancato raggiungimento degli obiettivi in termini di efficacia ed efficienza. Una bocciatura che fa da premessa per successivi provvedimenti.

“Omissioni e inadempienze”

Secondo il Cda con i comportamenti, anche omissivi, il manager avrebbe disatteso specifiche disposizioni ed avrebbe esposto Messina Social City al rischio di danni per l‘inadempimento rispetto alle previsioni del contratto di servizio, o a ritardi e mancanze nel raggiungimento degli obiettivi.

Il caso dell’asilo

La prima contestazione riguarda il piano dei costi per l’avvio delle attività dell’Asilo Lupetto Vittorio con previsioni di spese di gran lunga superiori a quelle necessarie. Il primo piano dei costi sfiorava i 500 mila euro ed è stato modificato in seguito all’intervento del dirigente di Palazzo Zanca De Francesco che ne aveva evidenziato le criticità. Non soltanto il piano dei costi non teneva conto della presenza di personale interno ma risultavano voci poco razionali. Dopo una serie di contestazioni il piano costi è stato varato dal Cda la scorsa settimana per 74 mila euro. La vicenda rappresenta comunque, secondo il Cda ,un modo di agire che “evidenzia la mancata conoscenza del personale a disposizione dell’Azienda, nonché dei reali fabbisogni, anche imposti dalla legge, delle strutture che questa Azienda deve avviare e gestire”.

Il costo degli scuolabus

Ma nel mirino è finito anche il piano dei costi del servizio di scuolabus con previsioni di spesa più che doppie rispetto a quelle necessarie (con gravi omissioni inerenti il fabbisogno di personale e senza tenere conto del personale in esubero presente in azienda). Ulteriori addebiti riguardano l’omessa attivazione del recupero delle compartecipazioni relative ai servizi SADA SADH e Asili Nido Comunali.

Cessato il rapporto di fiducia

Insomma stando al verbale di seduta a venire meno è il rapporto di fiducia tra Cda e Direttore Generale. In particolare il presidente Bivona e le consigliere Romano e Asquini hanno contestato una mancata capacità decisionale, organizzativa, programmatoria ed operativa, nonché la mancata conoscenza della struttura, del personale dipendente e dei fini che l’Azienda deve perseguire, che rientrano tra i suoi specifici compiti.

Romano ha adesso 15 giorni per replicare, quindi l’ultima parola spetterà al Cda, sebbene l’impressione è che la strada sia stata già tracciata.

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