I segnali precursori del sisma del 1908: ecco i dati del Catalogo della sismicità storica - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

I segnali precursori del sisma del 1908: ecco i dati del Catalogo della sismicità storica

Daniele Ingemi

I segnali precursori del sisma del 1908: ecco i dati del Catalogo della sismicità storica

domenica 19 Gennaio 2020 - 08:53
I segnali precursori del sisma del 1908: ecco i dati del Catalogo della sismicità storica

Una serie di scosse avvertite lungo l'area dei Peloritani e la zona ionica precedette pochi giorni prima la grande scossa del 28 dicembre 1908

All’indomani del terremoto del 28 dicembre 1908, che cambiò per sempre il volto di Messina e Reggio Calabria, lo Stretto di Messina fu oggetto di svariate indagini scientifiche, prodotte da illustri geologi e sismologi dell’epoca, che tuttora vengono utilizzate come base per gli odierni studi sulla complessa tettonica dell’area in mancanza di sequenze sismiche rilevanti a poco più di un secolo dal grande evento del 1908.

Su tutti vanno ricordati i minuziosi studi del Baratta, che evidenziò tutti gli effetti del terremoto descrivendo persino il moto di propagazione delle onde sismiche (NE-SO) che portò alla definitiva distruzione di gran parte delle abitazioni di Reggio e Messina, o di Platania, che per primo effettuò un dettagliato studio sugli effetti del maremoto arrivando addirittura a catalogare in una famosa pubblicazione le altezze dell’onda nei singoli porti e località di tutta la Sicilia orientale, da Capo Peloro a Capo Passero.

Ma non fu da meno l’apporto del sismologo giapponese Omori che nel 1909 attribuì la distruzione di Reggio e Messina più alla scarsa qualità dei materiali con cui erano stati costruiti gli edifici (alcuni appesantiti da sopraelevazioni in barba al decreto antisismico varato dai Borboni all’indomani dei forti terremoti del 1783 sul versante aspromontano) dopo le crisi sismiche del 1783 e di fine 1800 (forse preludio al 1908?) che alla potenza della scossa. Insomma fin da allora le pubblicazioni e le opere sul grande terremoto del 1908 e sulla sismicità dello Stretto erano tutt’altro che modeste e servirono non poco per gli ulteriori approfondimenti, per mezzo di tecniche analitiche molto più stringenti che perseguirono la vera origine, o meglio, la faglia responsabile del disastro dello stretto.

La faglia responsabile dei terremoti che si ripetono con una certa frequenza sullo Stretto

Da non sottovalutare neppure lo studio sui cosiddetti fenomeni sismici precursori al forte sisma del 1908. Difatti, rileggendo il Catalogo della sismicità storica italiana (il catalogo sismico più aggiornato al mondo sulla sismicità storica) e le cronache del tempo, si può ben osservare come il forte terremoto fu preceduto da una intensa eruzione dell’Etna e da un lungo e complesso sciame sismico che in più di 6 mesi interessò il versante orientale etneo, il reggino ionico, le coste del messinese ionico, la provincia di Messina fra Nebrodi e Peloritani e per finire la zona aspromontana e la città di Reggio, dove il 18, 25, 26, 27 dicembre furono distintamente avvertite delle scosse fra Reggio Calabria e Letojanni (per essere avvertite avranno raggiunto una certa intensità tale da farle percepire). Analizzando questi eventi sismici, concatenati fra loro, si appurò che la grande scossa del 28 Dicembre 1908 fu preceduta da una serie di terremoti di debole e media intensità.

Nei mesi di aprile e maggio una lunga serie di terremoti interessò il versante sud orientale dell’Etna, causando qualche anche qualche piccolo danno in diversi paesi della provincia di Catania. Questa sequenza accompagnò e seguì una breve ma intensa eruzione del vulcano, caratterizzata da una forte attività esplosiva, iniziata nelle prime ore del 29 Aprile 1908 e terminata prima della mezzanotte dello stesso giorno. Le scosse che superarono la soglia del danno si verificarono il 5 maggio, il 9 maggio, il 14 maggio, il 26 maggio del 1908.

Alcuni mesi dopo gli eventi sismici etnei, un intenso terremoto colpì il territorio della Sicilia settentrionale, tra i monti Nebrodi e le Madonie, lungo il confine tra le province di Messina, Enna e Palermo. Sembrerebbe che il sisma ebbe il suo epicentro vicino il paese di Castel di Lucio. Qui molte case subirono gravi lesioni e alcune delle più vecchie anche crolli parziali. Archiviato pure quest’evento tellurico, oltre la soglia del danno, dall’inizio di novembre fino al 27 dicembre 1908 fra la Sicilia orientale e la Calabria meridionale furono avvertiti numerosi terremoti, di piccola e media entità. Il 5 novembre una forte scossa investì il versante ionico della provincia di Reggio Calabria, colpendo le stesse località già interessate dal terremoto del 23 ottobre 1907.

Dal 23 novembre una prolungata sequenza sismica, con scosse di debole e moderata intensità, ben avvertite dalla popolazione locale, colpirono i paesi della provincia di Messina, senza arrecare alcun tipo di danno. Molte di queste scosse si andarono a localizzare proprio fra i monti Peloritani e il mar Ionio, nel tratto a sud dello Stretto di Messina, a pochi chilometri dalla linea di costa. Questa particolare sequenza sismica raggiunse il proprio apice il 10 dicembre, quando fu avvertita la scossa più forte, che fece tremare i muri delle abitazioni.

Una serie di scosse avvertite lungo l'area dei Peloritani e la zona ionica precedette pochi giorni prima la grande scossa del 28 dicembre 1908
Immagini di repertorio nei giorni che seguirono la disastrosa scossa del 1908

In seguito a tale evento sismico, fra il 18 dicembre, il 25 dicembre, il 26 dicembre e il 27 dicembre, fra Reggio Calabria, Letojanni e i comuni della fascia ionica messinese, furono avvertite diverse scosse. Poche ore prima della forte scossa dell’alba del 28 dicembre una scossa, di media intensità, fu avvertita a Taormina, Letojanni, Sant’Alessio Siculo e altri centri della zona ionica. Molto probabilmente quella scossa rappresentò il preludio per la potente scossa tellurica del 28 dicembre 1908 attivata dalla rapida rottura della faglia di “Messina-Giardini Naxos”. La faglia, dopo secoli di accumulo di energia, aveva superato la soglia di “stress”, rompendosi di colpo con uno strappo di 4 secondi che originò la potentissima scossa delle 05:21.

Tag:

Una donazione per un grande progetto di informazione

Abbiamo cercato in questi anni di offrirvi un'informazione puntuale e approfondita, estranea ad ogni condizionamento e sempre al passo con l'innovazione.  Così abbiamo raggiunto importanti traguardi. Ma non ci basta: vogliamo ampliare la nostra attività di informazione con più inchieste, più contenuti video e una più solida presenza nei diversi comprensori delle città metropolitane di Messina e Reggio Calabria.

E' un progetto ambizioso per il quale vi chiediamo di darci una mano effettuando una donazione: se ognuno di voi darà anche  un piccolo contributo economico, il risultato sarà eccezionale e Tempostretto sarà ancora più efficace e “vostro”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.
info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007