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I “Sette piccoli sogni” di Enrico Scandurra, un viaggio visionario e surreale

Gianluca Santisi

I “Sette piccoli sogni” di Enrico Scandurra, un viaggio visionario e surreale

sabato 21 Novembre 2020 - 17:54
I “Sette piccoli sogni” di Enrico Scandurra, un viaggio visionario e surreale

Il giornalista e scrittore di Letojanni ha pubblicato il suo quarto libro, una raccolta di racconti che mette insieme Beckett e Borges, Carroll e Tim Burton

LETOJANNI – Si intitola “Sette piccoli sogni” il quarto libro del giornalista, scrittore e poeta di Letojanni, Enrico Scandurra. Un’opera edita da Algra e costituita da sette racconti di genere fantastico e onirico ambientati nei più disparati luoghi di una realtà irreale, a tratti metafisica. Sono racconti che Scandurra ha scritto tra il 2016 e il 2019 e che sembrano voler pescare nel buio della coscienza l’illuminazione della fantasia, percorrendo analogicamente sorte e contraddizioni di un’umanità indistinta. Un percorso seguito in una sospensione surreale insieme comica e drammatica.

“I racconti di Scandurra – come ha evidenziato nella prefazione il giornalista Giuseppe Attardi –  hanno dietro di sé la vocazione surreale delle Cosmicomiche di Italo Calvino e lo slancio visionario del Deserto dei tartari di Dino Buzzati. Uniti dalla fede nel fantastico. Mettono insieme Samuel Beckett e Borges, Lewis Carroll e il cinema di Tim Burton, Stefano Benni e Fantozzi, la pittura di Roberto Matta e le incisioni di Grandville. Nel mondo di Scandurra, intriso di sogno e popolato di fantasmi e spiritelli, si perdono la nozione del tempo e le coordinate geografiche. Le trattorie sul lungomare di Letojanni si confondono con i bar più malfamati di Caracas, e le viuzze della località balneare ai piedi di Taormina sono popolate da personaggi dai nomi esotici: Ahmed, Joe, Pablo, Sam. Che convivono con Carlo e Ignazio in un paese che sembra allungarsi sul Mar dei Caraibi piuttosto che sullo Jonio. Tutti, protagonisti e comparse, accompagnati da un soprannome a definire il proprio ruolo. Perdere queste indicazioni di tempo e di luogo, significa infilarsi in un tunnel senza ritorno”.

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