La presidente Bontempo interviene anche sulle criticità del processo telematico, alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario
Messina – E’ affidata ai giovani avvocati la riflessione sulla giustizia, all’alba della rivoluzione promessa dall’intelligenza artificiale e ad effetti ormai maturi del processo telematico. Due cambiamenti epocali soprattutto per la professione forense.
Un percorso che sembra irreversibile, quello dell’introduzione dell’IA nel mondo della giustizia, che però abbisogna di un serio approfondimento per quel che attiene ai risvolti sulla tutela dei diritti. Un approfondimento che, all’apertura dell’anno giudiziario a Messina, è arrivato dalla presidente dell’Aiga.
IA, diritti e professione forense
“La legge n. 135 del 2025 segna il percorso che dovrà essere intrapreso, in armonia con l’AI Act europeo, per garantire un utilizzo consapevole di queste nuove tecnologie nel settore giudiziario. Tuttavia, solo attraverso una collaborazione leale e responsabile tra tutti gli attori del processo sarà possibile fare in modo che l’intelligenza artificiale contribuisca ad aumentare l’efficienza del sistema senza comprimere alcun diritto fondamentale”, dice infatti Enza Bontempo, alla guida della sezione messinese dell’Associazione dei giovani legali.
Il processo telematico

“In questa prospettiva, l’attuazione del processo penale telematico ha inciso in modo sempre più significativo sull’esercizio della professione forense, imponendo un ripensamento delle modalità operative e contribuendo, almeno nelle intenzioni, a una maggiore efficienza del sistema giustizia. Si tratta tuttavia di un percorso non ancora compiuto, che presenta ampi margini di miglioramento. In particolare, appare ormai non più rinviabile il superamento definitivo della persistente duplicazione delle modalità di deposito degli atti – tra portale e posta elettronica certificata – che ancora caratterizza alcune fasi del procedimento penale”, spiega la presidente dei Giovani Avvocati
Le criticità
“Parimenti, si impone l’esigenza di una piena equiparazione, nelle modalità di funzionamento, del processo penale telematico a quello civile, mediante il riconoscimento, anche nel rito penale, non della sola facoltà di deposito degli atti ma anche di un effettivo e completo diritto di consultazione del fascicolo da parte dei difensori, quale presupposto imprescindibile per la concreta attuazione del diritto di difesa e per un processo autenticamente moderno ed efficiente”, sottolinea Enza Bontempo.
