L'agevolazione è riservata a chi fa le manutenzioni. Una quota sarà riservata a Onlus con affitti calmierati per creare presìdi in aree periferiche
Il Consiglio di Amministrazione dello Iacp di Messina ha approvato una serie di provvedimenti strategici per il rilancio del patrimonio immobiliare e il rafforzamento delle politiche sociali sul territorio provinciale.
I fondi
Al centro della seduta, la presa d’atto delle schede di intervento nell’ambito del Programma Regionale Fesr 2021–2027, con particolare riferimento alle misure dedicate all’inclusione sociale. Gli interventi interesseranno diversi Comuni della provincia di Messina, da anni in attesa di finanziamenti per opere di riqualificazione.
Gli immobili coinvolti potranno inoltre beneficiare anche di ulteriori risorse finanziarie già richieste negli anni precedenti. L’Istituto ha deciso di partecipare al bando con il maggior numero possibile di proposte progettuali, con l’obiettivo di colmare le carenze strutturali accumulate nel tempo.
Locali commerciali in affitto
Approvato all’unanimità anche un atto di indirizzo per il riordino del sistema di locazione delle botteghe. Il nuovo modello punta alla riapertura degli spazi attualmente chiusi o inagibili, che potranno essere affidati a soggetti disponibili a realizzare interventi di manutenzione, beneficiando di agevolazioni sui canoni.
Misure per il sociale e le periferie
Prevista inoltre una misura specifica per le aree periferiche: tra il 10% e il 15% delle botteghe sarà destinato ad associazioni Onlus, con canoni calmierati, per favorire la nascita di presidi sociali e contribuire alla riqualificazione urbana.
Picciolo: “Basta spazi chiusi e abbandonati”
“Per troppo tempo – dichiara il presidente Giuseppe Picciolo – il patrimonio dello Iacp e interi pezzi del territorio sono rimasti fermi per mancanza di risorse e scelte coraggiose. Oggi cambiamo passo: utilizziamo tutte le opportunità offerte dal Pr Fesr 2021–2027 senza lasciare indietro nulla e nessuno. Non è più tempo di immobilismo. Vogliamo cantieri aperti, case dignitose e servizi nei quartieri. Anche sulle botteghe interveniamo con una visione chiara: basta spazi chiusi e abbandonati, li restituiamo alla comunità, alle imprese e al mondo dell’associazionismo, soprattutto nelle periferie dove lo Stato deve tornare ad essere presente in modo concreto.”
