Al di là delle risposte formali. il vizio d'origine è in un accordo con la Libia che non fa onore all'Italia. Anzi, è un disonore
di Marco Olivieri
Oggi è stato il giorno dell’informativa in Parlamento dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Almasri. Al di là delle giustificazioni e degli aspetti formali, sappiamo quanto questa vicenda rifletta un disastro etico e politico. Dal ministro Minniti in poi, con responsabilità serie pure del Pd, come Paese abbiamo fatto accordi con la Libia. Se il centrodestra è coerente nella sua avversione mediatica nei confronti dei migranti, il centrosinistra, in quel caso, ha rinunciato ai propri valori. La sostanza non cambia e ora sul banco politico degli imputati è il governo Meloni. L’accusato, dalla Corte dell’Aia, di crimini di guerra e contro l’umanità, il generale libico Almasri, è, secondo l’accusa e molte testimonianze, uno di quelli che fa il “lavoro sporco”. Sevizia i migranti e li porta lontano da noi.
Abbiamo già ricordato le parole del regista Andrea Segre: “Il caso Almasry è la naturale conseguenza di una delle ferite più profonde che lacerano il corpo fragile e l’anima stessa della democrazia italiana. Gli accordi con le milizie libiche per fermare, detenere, torturare, vendere, uccidere centinaia di migranti. Accordi nati con Minniti nel 2017 (lungo il solco tracciato da quelli di Berlusconi e Gheddafi del 2008), confermati da tutti i successivi governi di tutti i colori politici e festeggiati dal governo attuale come necessari per fermare i trafficanti di esseri umani”.
Invece di scendere a patti con chi commette crimini, bisognerebbe governare i processi migratori
Si può scendere a patti con i criminali per un bene superiore, ad esempio liberare Cecilia Sala. Ma non per tenere i migranti in mano alle milizie libiche. Il processo migratorio va governato, con umanità e giustizia, e spetterebbe all’Europa dei diritti e della democrazia farlo. E non solo a beneficio di chi ha diritto all’asilo. Ma si potrebbero prevedere permessi per trovare lavoro senza costringere alla cosiddetta clandestinità chi sfugge dal proprio Paese per non morire di fame.
Oggi, al di là di tutti i formalismi ( Nordio ha parlato di “incongruenze della Corte penale internazionale”), abbiamo avuto conferma che una parte di mondo occidentale, negli effetti concreti, è più benevola con i torturatori. E non con le vittime. Ancora una volta.
Il ministro Nordio in una foto da Italpress.

Risposte mute e la signora si è nascosta, bella patriota
Vi è una politica realista ed una idealista. Nel caso in specie quella adottata dal governo e’ stata dettata dalla esigenza di tutelare gli italiani al lavoro in Libia. Se Almasri fosse stato arrestato e consegnato alla CPI e vi fossero stati in ritorsione sequestri e torture ad italiani in Libia, cosa avrebbe detto la sinistra? Avrebbe protestato perché non si era fatto l’interesse dell’Italia insultando in maniera indecente e vergognosa i rappresentanti del governo . La sinistra ormai non fa altro che appigliarsi a qualsiasi cosa per protestare capziosamente contro il governo, ma gli italiani ormai lo hanno capito e sono stanchi di questo modo indegno di fare politica.
Concordo perfettamente con Jumpy. Senza contare che anche in passato i governi precedenti non certo di destra hanno fatto lo stesso. Ma allora non c’era questa sinistra inutile e antiitaliana che ad ogni pidocchio manifesta, mentre non hanno nulla da ridire sui casi di violenze e stupri che i loro tanto amati immigrati commettono ogni giorno ed hanno commesso nei confronti di noi italiani in terra italiana. Io li ritengo moralmente responsabili. Loro e i giudici rossi buonisti! Sì vergognassero piuttosto e facessero lavorare questo governo come vuole fare invece di fare solo perdere tempo e ripeto pure per il colore del rossetto che la Presidente del Consiglio indossa! Vergognosi!
L’opposizione si proccupa di difendere non gli italiani, ma delinquenti clandestini che non sanno nè vogliono fare niente e pagano profumatamente scafisti per venire illeggittimamente in Italia a farsi mantenere ed a sottrarre risorse al nostro welfare, sanità, scuole e pensioni.