L'elezione dei vicepresidenti cambia gli equilibri in aula. Gioveni, Currò e Carbone: "Bisogna capire come proseguire i lavori nella forma e nella sostanza"
MESSINA – L’elezione dei vicepresidenti Mirko Cantello e Giandomenico La Fauci, rispettivamente di Lega e Ora Sicilia, ha sancito un nuovo equilibrio politico all’interno del Consiglio comunale di Messina. Lo ha detto la Lega, poche ore dopo la vittoria “elettorale”, e lo afferma ora anche Fratelli d’Italia, che con i suoi tre consiglieri Libero Gioveni, Pasquale Currò e Dario Carbone, è stato il “più votato alle amministrative”.
Fratelli d’Italia parla dei lavori d’aula
FdI ora chiede una verifica politica, nel prendere atto di quella che definisce una “nuova, adesso ufficiale, geografia politica del civico consesso”. Gioveni, Currò e Carbone spiegano: “A breve giungeranno all’attenzione del Consiglio Comunale alcuni atti importanti, sia per la vita finanziaria dell’Ente, sia per l’implementazione di nuovi servizi da affidare alle società partecipate. Oltre al Bilancio consuntivo 2022, per il quale è già stato nominato un commissario ad acta da parte della Regione, arriveranno in Consiglio comunale anche delle delibere relative ai nuovi contratti di servizio, come quello certamente importante di Messina Servizi”.
Sguardo alle commissioni
E ancora: “Per non parlare poi delle variazioni di bilancio, che come sempre giungeranno entro fine anno per sistemare, su richiesta dei dirigenti, alcuni capitoli in entrata e uscita”. Fratelli d’Italia guarda anche alle commissioni consiliari: “Non occorre poi chissà quale lungimiranza politica per capire che anche le commissioni consiliari guidate da presidenti eletti a inizio mandato con la forza dei numeri, potrebbero non avere più la fiducia dei commissari, ivi compresa la presidenza della commissione Ponte in fase di stesura”.
La richiesta: “Bisogna capire come proseguire i lavori d’aula”
I tre consiglieri ricordano inoltre di non aver “preteso alcuna carica all’interno dell’ufficio di presidenza, facendo un passo indietro con l’obiettivo primario di trovare la convergenza su dei nomi condivisi”. E concludono auspicando, “ma di procedere all’esame delle prossime importanti proposte di delibera, che ogni gruppo consiliare possa rappresentare le proprie valutazioni in una conferenza dei capigruppo che possa sancire le modalità di prosieguo dei lavori d’Aula, sia nella loro forma che nella loro sostanza”

meno male che questi dicono, a parole, che sono contrari ai ribaltoni, quando li fanno gli altri, per loro tutto fa brodo che gente.
Tanto a votare non si torna. Chissa perché.
Certe cose dette da chi è passato da un partito all’altro, da sinistra a destra, quanto possono essere credibili?