Il furto delle casseforti all'azienda di Sant'Alessio, a giudizio Patrizia Cucuzzella - Tempo Stretto

Il furto delle casseforti all’azienda di Sant’Alessio, a giudizio Patrizia Cucuzzella

Alessandra Serio

Il furto delle casseforti all’azienda di Sant’Alessio, a giudizio Patrizia Cucuzzella

giovedì 14 Novembre 2019 - 08:02
Il furto delle casseforti all’azienda di Sant’Alessio, a giudizio Patrizia Cucuzzella

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio della donna denunciata per aver portato via 650 mila euro asportando le casseforti dal muro

Si avvicina il vaglio preliminare per Patrizia Cucuzzella, componente della famiglia di Sant’Alessio attiva nel settore laterizi.

Il Pm Antonio Carchietti ha chiesto per la donna la citazione diretta a giudizio per furto. Si presenterà davanti al Giudice per l’udienza preliminare Salvatore Mastroeni il prossimo 12 febbraio, assistita dai suoi difensori, gli avvocati Antonio Scarcella e Giancarlo Padiglione.

La donna è accusata di aver portato parecchio denaro in contanti dall’abitazione di famiglia, prelevandoli interamente con le tre casseforti che li contenevano. Anziché forzarle, la donna con un flex ha asportato le casseforti dal muro.

L’episodio risale al novembre del 2016, dopo lo scoppio dell’inchiesta Case Fantasma che ha riguardato il le aziende di famiglia, e in particolare la posizione del fratello Giovanni, patron del gruppo. L’indagine della Finanza aveva agitato parecchio gli animi, in casa Cucuzzella.

Con Patrizia quel giorno c’era anche l’altro fratello, Salvatore, che avrebbe ammesso il fatto ai carabinieri, depositando anche delle registrazioni effettuate. Le casseforti avrebbero dovuto essere spostate dall’abitazione all’azienda. Dove però, secondo la denuncia di Giovanni, non sarebbero mai arrivate. L’Accusa nel capo di imputazione non quantifica la somma prelevata, ma la denuncia parla di almeno 650 mila euro.

La Procura aveva inizialmente chiesto l’archiviazione della denuncia contro la donna, inizialmente indagata per appropriazione indebita. I fratelli si sono però opposti e il fascicolo è tornato al PM, che ne ha chiesto l’imputazione non più per appropriazione indebita ma per furto.

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