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“Il fuTUro è adesso”, ecco 364 milioni di ragioni per credere in una Reggio nuova

Mario Meliadò

“Il fuTUro è adesso”, ecco 364 milioni di ragioni per credere in una Reggio nuova

lunedì 12 Aprile 2021 - 11:55

Sono 226 gli interventi in corso d'opera, con un grande sforzo sul tema dell'inclusione sociale. Decisive, per il Comune, partecipazione e trasparenza

Inizia con un suggestivo video, l’iniziativa-conferenza stampa promossa dal Comune di Reggio Calabria Reggio città del fuTUro – col TU fatto da maiuscole, per mettere l’accento sull’elemento partecipativo –, finalizzata a esporre la situazione relativa al complesso d’investimenti di risorse su varia scala per un new look cittadino, da quantificare in poco più di 364 milioni di euro. Come se ci fosse un milione di euro al giorno da impiegare per il futuro “nuovo volto” della città.
Quindi la parola passa sùbito al referente per l’attuazione del Pon Metro Tommaso Cotronei, che svolgerà l’intervento-cardine unico, di sapore squisitamente tecnico «Nella recentissima “tre giorni” realizzata fra il 31 marzo, il primo aprile e il 7 aprile – spiega Cotronei – abbiamo svolto un approfondimento su questo tema che ha coinvolto sindaco, assessori, dirigenti, responsabili di progetti e Rup, tutti i livelli coinvolti nella strategia di sviluppo sostenibile della città».

I principali progetti

Intanto per la politica di coesione, ha esposto Cotronei, i programmi strutturali d’investimento europeo (principalmente Fesr e Fse, utilizzati dal Pon 2014-2020 e dal Por Calabria che ha in “Agenda Urbana” una linea specifica di finanziamento per le città); quindi il Poc Metro (programma complementare al Pon metro). Poi altri programmi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Ma Reggio Calabria, prosegue Cotronei la sua esposizione, «continua a utilizzare il “decreto Reggio”» (la “246” del 1989), ancòra presente grazie ai rifinanziamenti successivi. Infine, ci sono alcuni progetti – ormai residuali – collegati alla vecchia programmazione strutturale 2007-2013 e connessi al Pisu, il Programma integrato di sviluppo urbano, oggi finanziati grazie al Pac (il Piano azione-coesione) e dovranno chiudersi entro fine 2021.

Agenda urbana e gli altri

da sx: Tommaso Cotronei e l’assessore Irene Calabrò

«Oltre agli 88 milioni circa del Pon Metro, il Poc Metro aggiunge 35 milioni per rafforzare gli interventi previsti», sottolinea Tommaso Cotronei, e potenziare la partecipazione dei Comuni «della cintura metropolitana»: per esempio, spiega, «con questi fondi abbiamo acquistato gli scuolabus». 80,2 milioni di euro sono previsti attraverso i Patti per il Sud.
Seguono i 40,1 milioni dell’Agenda Urbana Por Calabria 2014-2020, che riguarda i grandi agglomerati urbani: e stavolta la città di Reggio è non solo beneficiario ma, novità, «organismo intermedio», non solo esecutore degli interventi dunque, ma anche selettore e programmatore delle opere future. «Entro i limiti degli obiettivi tematici di questi programmi, siamo noi a decidere cosa fare» con questi fondi; anche se, chiosa Tommaso Cotronei, «a causa della complessità del sistema di controllo, Agenda Urbana è partita un po’ in ritardo».
E ci sono poi i 2,2 milioni dell’Asse Cultura del Por 2014-2020, finalizzati a interventi per il Castello aragonese e per il nuovo Museo multimediale interattivo che prenderà posto all’ex Monastero della Visitazione.

Quadro d’insieme

In totale, 364,1 milioni di euro «per lo sviluppo»: 118 sono però collegati proprio al “dereto Reggio”, tra gli altri strumenti 88,3 milioni per il Pon Metro e 80 per i Patti; 226 i diversi progetti di riferimento (con un “picco” da 62,6 milioni di euro indirizzati all’inclusione sociale; ma si presta attenzione anche agli oltre 40 milioni destinati alla mobilità sostenibile).

Agenda digitale & C.

«Agenda digitale, risparmio energetico, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e sostenibilità le direttrici dello sviluppo che stiamo seguendo – scandisce Cotronei sempre seguendo le fidate slide –. Tra le azioni prioritarie dematerializzare i processi, a partire dalla totale digitalizzazione dei processi amministrativi gestiti dal Comune, e stiamo iniziando a rendere disponibili una serie di servizi per il cittadino che potrà servirsene direttamente da casa, senza necessità di recarsi fisicamente negli uffici dell’Ente». Per la sola Agenda digitale, ci sono 13 milioni di euro; in chiave turistica viene citato lo Smart Tourism.

Una delle slide presentate nel corso dell’iniziativa

Sul versante dell’energia, impianti a basso consumo andranno a sostituire l’intero parco di corpi illuminanti della città. Riguardo alla mobilità sostenibile, col Pon intanto sono stati sostituiti con bus nuovi a basso consumo energetico (Euro 6, benché diesel) i mezzi Atam, ma sono previsti pure percorsi pedonali protetti e una piattaforma Its nel centro della città.
Molte le progettualità legate all’inclusione sociale: asili nido, assistenza domiciliare ai disabili ma anche numerosi servizi innovativi, spiega Cotronei, come un’Agenzia sociale per la casa, che sarà anche interfaccia con l’Aterp e rappresenterà un fulcro per lenire il disagio abitativo per molti reggini.  
Quanto alla rigenerazione urbana poi, il caposaldo è il Waterfront (la cui inaugurazione, si torna a spiegare, è slittata solo per via delle restrizioni legate al Covid-19); molti altri gli interventi, dalle “15 Agorà per 15 quartieri” fino agli attrattori turistici, fra i quali appunto il new look dell’ex Monastero della Visitazione.

Trasparenza

Il sistema Idea (Indicatori d’efficienza e affidabilità) e la piattaforma Io partecipo sono le “punte di diamante” dell’intero sistema per garantire trasparenza e ridurre al minimo le possibili infiltrazioni criminose negli interventi volti appunto a dare un nuovo volto a Reggio Calabria.

Le parole di Falcomatà

Le conclusioni del sindaco arrivano appunto dopo l’articolata relazione di Tommaso Cotronei. «Un gran lavoro di squadra; soprattutto – è l’elogio del sindaco Giuseppe Falcomatà ai suoi – se considerate che ci stanno lavorando in circa 200 persone, a dispetto del deficit di personale che il nostro Comune ha con meno di 800 risorse umane a fronte di 1.700», il teorico livello del personale in pianta organica.
Ma perché l’iniziativa odierna? «Intanto, a fronte di 364 milioni di euro d’investimenti, c’è una forte esigenza di trasparenza e di puntuale rendicontazione alla città; ma di pari passo altrettanto impulso alla partecipazione, per tributare protagonismo, consapevolezza ma anche corresponsabilità a ciascun cittadino reggino: se io ho piena consapevolezza – argomenta il sindaco Falcomatà – non posso poi tirarmi indietro se poi le cose non vanno bene. E naturalmente a fronte dei 226 progetti in atto serviva anche “fare il punto”: e questa è la programmazione 2014-2020. Noi vogliamo lanciare un messaggio: oggi c’è una città che programma, investe e rendiconta, e lo fa risollevandosi dopo uno scioglimento per contiguità mafiose, una ferita che ha colpito la città e che si rimargina giorno dopo giorno. Si rimargina anche cercando di curare una migliore credibilità della città agli occhi dei Ministeri e di tutti gli altri interlocutori».

Welfare in cima ai pensieri

Sono stati evidenziati tanti settori in cui stiamo investendo, prosegue il primo cittadino; e sarà un metodo, quello dei focus, che accompagnerà il percorso dell’Ente. «Io – aggiunge Giuseppe Falcomatà – ci tengo a sottolineare un settore su tutti, per noi simbolico del modo, dell’idea attraverso la quale cerchiamo di svolgere il nostro ruolo verso la città e darci quell’obiettivo che viene dalle parole di don Italo Calabrò, che nessuno rimanga indietro… Gli investimenti sul sociale, sul Welfare, sull’inclusione che anche e soprattutto attraverso queste risorse ogni anno facciamo in città ammontano a circa 64 milioni. Guardate, è una cifra importantissima, altissima: e così si riesce operativamente a dare una mano d’aiuto alle famiglie in difficoltà, anche se nulla è mai sufficiente, e a drenare le ampie sacche di marginalità presenti a Reggio. Senza queste risorse, sia ben chiaro, non avremmo avuto un euro per poter incidere su questi versanti… altro che ritardi. E grazie a queste ingenti risorse riusciamo, talvolta, a scordarci della grave carenza di fondi ordinari che ci afflligge».

L’appello

Ma al di là di elenchi di cose fatte, da fare e risorse già incamerate per provarci, il primo cittadino vuol lanciare un vero e proprio appello alla classe politica meridionale e dell’intero Paese: «Le risorse previste per il Mezzogiorno nel Recovery Fund non bastano, quel 37% non ha le caratteristiche di risorse “aggiuntive” volte a limare il profondo gap tra la parte ricca e quella meno sviluppata del Paese, specie se quel 37% comprende risorse che ci arriverebbero “comunque”: a noi sembra una presa in giro. Una battaglia, questa, che – così Falcomatà – va giocata qui e ora, perché nelle prossime settimane il governo Draghi deciderà non solo “come” investire, ma anche “dove” impiegare le risorse rispetto all’intero Paese».

I due nodi di Tonino

Prende la parola in chiusura il vicesindaco Tonino Perna. «Da questa congerie di cifre emergono due obiettivi molto precisi che il Comune si prefigge: quello ambientale, rispetto al quale speriamo ad esempio di risparmiare il 10% delle spese per l’illuminazione, fidando di reinvestire queste somme tagliando le tasse che pagano gli amministrati, ma cercheremo inoltre d’essere la città italiana che riduce di più la CO2… E poi – prosegue Perna – quello occupazionale: partendo dal presupposto che non potremmo comunque “vivere di solo turismo” come si sente dire da decenni, serve implementare altri settori-chiave di cui parleremo presto in altra occasione, chiedendo anche una mano ai centomila giovani tornati al Sud grazie allo smart working. Parliamo di un’autentica ricchezza, perché in quest’àmbito bisogna puntare primariamente a fermare la fuga dei nostri cervelli, occorre valorizzare la presenza di questi giovani, “come” lo chiedo io a voi, suggerendovi di farvi vivi per darci indicazioni al riguardo».

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