Perché Marchetta e Biondo sono ai domiciliari. Dettagli delle accuse ai due imprenditori di Barcellona
Barcellona Pozzo di Gotto – “Se vi piace è così, se non vi piace siete liberi di andarvene”. Così Maurizio Marchetta avrebbe risposto ad uno dei dipendenti che lamentava il mancato pagamento di straordinari, tredicesima e notturni. Lo svela l’ordinanza con cui il giudice di Barcellona Giuseppe Caristia ha autorizzato gli arresti domiciliari per il professionista barcellonese, al braccialetto elettronico insieme al socio Salvatore Biondo. Insieme i due avevano impiantato la Sikelia Oil, un grosso impianto di distribuzione nei pressi della stazione ferroviaria del Longano, poco lontano dall’uscita autostradale, dove per un periodo è stato attivo anche un bar e dove sono stati realizzati degli alloggi per gli autotrasportatori.

L’eclettico imprenditore (costruttore, architetto, avvocato abilitato all’estero, con un passato di impegno in politica negli anni ’90, l’exploit come teste di giustizia poi indagato a sua volta) Marchetta era entrato in affari al 25% nel 2023 con uno dei due fratelli Biondo, attivi da tempo nel settore carburanti nel barcellonese.
Proprio da uno dei lavoratori impiegati nell’impianto Sikelia, licenziato nel 2023, arriva la denuncia che dà il via all’inchiesta per caporalato. Un altro dipendente ha confermato, sia nel 2023 che nel 2024, la denuncia del lavoratore licenziato.
Dalla denuncia alle indagini della GdF

Gli accertamenti della Guardia di Finanza, invece, riguardano il trattamento di 9 lavoratori complessivamente impiegati nell’attività tra il 2021 e il 2023. A coordinare l’attività è stata la Procura di Barcellona diretta da Giuseppe Verzera. Il procuratore capo ha voluto seguire in prima persona l’attività perché, ha spiegato, l’impegno degli inquirenti contro un fenomeno odioso come il caporalato è massimo.
I dettagli delle accuse
Se una parte dei dipendenti ha dichiarato agli investigatori di non aver mai registrato episodi di irregolarità e sfruttamento sul lavoro, due di loro hanno invece ammesso di essersi visti retribuiti per meno di quanto dichiarato in busta paga (6 ore e mezza anziché 8, ha detto l’ex dipendente che ha denunciato i due imprenditori nel 2023) e di non aver mai avuto un euro per le domeniche, i notturni, gli straordinari. Uno di loro ha anche denunciato di essere stato più volte “trattato con i piedi” da Biondo durante le mansioni all’impianto di carburante, anche davanti ai clienti che effettuavano rifornimento.
Che c’entra Marchetta
Per gli inquirenti Marchetta sarebbe responsabile quanto Biondo del caporalato. I dipendenti che hanno denunciato hanno infatti raccontato di diverse riunioni coi lavoratori ai quali entrambi avrebbero partecipato e durante le quali i dipendenti si sono lamentati con forza delle condizioni di lavoro e delle trattenute illegittime in busta paga, “giustificate con non meglio precisati ammanchi di cassa”, si legge nell’ordinanza.
Registrazioni, intercettazioni e lavoratori “spiati”

Agli atti dell’inchiesta anche alcune conversazioni intercettate nelle quali compaiono sia Biondo che Marchetta. Nel 2024 per un periodo i finanzieri hanno “spiato” i dipendenti a lavoro all’impianto, per verificare le ore effettive dei loro turni e successivamente confrontarle con quelle che comparivano in busta paga. E’ così che hanno trovato quelle che, secondo gli investigatori, sono tra le prove delle denunce dei lavoratori vessati. Uno dei dipendenti ha poi registrato una conversazione con Biondo che documenterebbe come il gestore dell’impianto si fosse rifiutato di consegnargli una busta paga.
Il ricatto del self service
I controlli delle fiamme gialle fanno emergere lo stato di estremo disagio economico dei dipendenti della Sikelia. Ed è sul loro bisogno che avrebbe fatto leva Biondo quando li minacciava di attivare il self service totale alla pompa di carburanti, cosa che avrebbe portato al loro licenziamento. Lo raccontano i dipendenti nelle denunce ma anche le intercettazioni dei finanzieri.
Parola alla difesa
Adesso la parola passa a Marchetta e Biondo che, accompagnati dagli avvocati Nino Aloisio e Ugo Colonna, andranno al confronto col giudice per le indagini preliminari con la possibilità di difendersi e fornire la loro versione dei fatti.
(foto tratte dai contenuti aperti nella pagina Facebook della Sikelia Oil)
