Il messinese Alessandro Russo alla conquista dei festival internazionali con il corto Roadside - Tempostretto

Il messinese Alessandro Russo alla conquista dei festival internazionali con il corto Roadside

Giuseppe Fontana

Il messinese Alessandro Russo alla conquista dei festival internazionali con il corto Roadside

domenica 14 Agosto 2022 - 10:25

Da Messina a Roma, dove lavora per la piattaforma Raiplay, senza dimenticare la passione per il cinema. La sua sceneggiatura colleziona nomination e premi

ROMA – Si chiama Alessandro Russo il messinese classe ’84 che sta collezionando nomination e premi nei festival di settore di tutto il mondo. Merito della sua sceneggiatura del cortometraggio “Roadside”.

Da Milano a Firenze, passando per il Portogallo e fino ad arrivare a New York, la sua opera riceve apprezzamenti e riconoscimenti, che alimentano una passione nata in riva allo Stretto. Alessandro, come tanti della sua generazione, ha lasciato la città per motivi di lavoro e si è trasferito a Roma, spinto proprio dall’amore per il cinema, oltre che dalle opportunità che la sua laurea in ingegneria poteva dargli. E lì, nella capitale, la sua professione e la sua passione vanno di pari passo, con percorsi paralleli e sempre nuove soddisfazioni.

Alessandro, quando e perché ha deciso di lasciare Messina?

“Il mio percorso artistico e professionale nasce da una grande passione per l’industria audiovisiva e per il Cinema in particolare. Questo grande amore ha guidato tutte le mie scelte anche se queste mi hanno portato lontano dai miei cari e dalla mia Messina. La scelta non poteva che essere Roma, capitale del grande cinema. Subito dopo aver conseguito la Laurea in Ingegneria, mi son trasferito a Roma per lavorare come consulente IT per Sky Italia. Negli anni ho continuato a scrivere e proporre nuovi progetti, compresa una graphic novel, “Siegrune”, che ha ricevuto una menzione speciale a Lucca Comics and Games 2016. Dal 2018 sono dipendente della RAI come Ingegnere delle Telecomunicazioni e mi occupo, assieme al mio team, delle attività di gestione operativa della piattaforma di streaming multimediale Raiplay”.

Come nasce la passione per il cinema?

“A 18 anni, sfogliando una famosa rivista di cinema, Ciak, ho trovato un articolo che pubblicizzava un bando di concorso per cortometraggi della durata massima di 2 minuti (Ultracorti Film Festival). Senza alcuna esperienza né formazione, ma con tutta la passione che mi bruciava dentro, ho deciso di partecipare. Il mio primo corto si intitolava “Thanatos”, è stato girato con mezzi artigianali e con due soli attori. Me compreso. Il corto è stato selezionato tra i finalisti del Festival, organizzato da Cinecittà e questo mi ha dato la consapevolezza di potercela fare a realizzare il mio sogno. Dopo quella bellissima esperienza, ho iniziato a studiare da autodidatta, acquistando manuali sulla sceneggiatura e imparando dalle sceneggiature ufficiali dei film che più mi avevano colpito. I miei autori italiani di riferimento sono Matteo Garrone, Claudio Caligari e i fratelli d’Innocenzo. Amo scrivere i cortometraggi perché, considerata la brevità della storia, tutto si basa sull’effetto sorpresa. Non hai molto tempo per emozionare lo spettatore e pertanto lo devi spiazzare con la tua idea originale”.

Come nasce la sceneggiatura di Roadside?

“Dopo 4 anni di pausa dalla scrittura, che mi hanno coinvolto in un grande cambiamento lavorativo, l’ingresso in RAI a Roma, ho ritrovato l’entusiasmo grazie a Chiara, la mia compagna, anche lei amante delle storie e della scrittura, che con la sua spinta gentile mi ha invitato a provarci ancora una volta. Allora ho deciso di prendere in mano carta e penna e di ritornare a scrivere una nuova storia che sentivo l’urgenza di voler raccontare: l’abbandono degli animali domestici al termine del lockdown”.

Di cosa parla?

“Racconta dell’incontro casuale tra un ragazzo trans al suo primo giorno di lavoro e un giovane labrador abbandonato sul ciglio della strada che dovranno unire le loro esistenze per superare le insidie della notte. Il corto è ambientato nella periferia di Roma sud, nella zona di Ostia. Ho scelto un protagonista trans perché mi interessava capire come potesse affrontare per la prima volta un lavoro così particolare. Dopo tanta documentazione, ho compreso il rischio che corrono queste persone minacciate anche da quelle stesse figure che dovrebbero proteggerli. Se non guadagnano, subiscono violenze, maltrattamenti dagli stessi protettori, quindi, è ancor più dura se sei inesperto perché nessuno fa sconti”.

Com’è confrontarsi con i concorsi e quali sono i risultati finora?

“È’ davvero stimolante confrontarsi con il giudizio del pubblico e degli esperti del settore.
Roadside ha iniziato il suo percorso nel circuito dei Festival per sceneggiature italiani e internazionali a Giugno 2022, ottenendo un inatteso, favorevole, riscontro e diversi riconoscimenti”.

Ecco i riconoscimenti:

• “Best Short Script” al New York Movie Awards (USA)

• “Best Italian Script” all’Absurd Film Festival

• “Best Short Script” al Florence Film Awards

• “Gold Award Short Script” al Milan Gold Awards

• “Honorable Mention” al Golden Lemure Film Festival (Portogallo).

Il viaggio del cortometraggio continua sulla pagina ufficiale di Instagram: @roadsideshortfilm

Qual è il suo sogno?

“Mi piacerebbe realizzare una sceneggiatura per un lungometraggio su di una storia tutt’ora nascosta della nostra città. Ci ho provato in passato con “The Inventor”, sulla figura dell’inventore messinese del cinema sonoro Giovanni Rappazzo e vorrei riprovarci ancora una volta perché Messina ha tanto da farci scoprire. Sarebbe bello girare un film proprio lì, dove tutto è cominciato. E vederlo sul grande schermo di una sala cinematografica (la mia preferita è l’Iris, la mia culla cinefila) che purtroppo in questo momento stanno soffrendo la mancanza di pubblico nonostante l’ottima offerta. Peccato perché l’esperienza cinematografica è irripetibile e le emozioni che nascono nel buio di una sala sono uniche. Ma sono convinto che ci riusciremo”.

Quanto di Messina c’è, se c’è, nel suo lavoro e nella sua passione?

“Amo e devo molto a Messina perché qui ho la mia famiglia, gli amici e tutto quello che, vivendo a Roma, non son riuscito a portarmi dietro. La mia passione, i miei studi, la mia cultura sbocciano qui. Ritorno spesso in Sicilia e ogni giorno condiviso assieme ai miei cari vale ancora di più rispetto a quando ci abitavo e mi annoiavo nella speranza di un futuro migliore ma sicuramente lontano. Adesso lo apprezzo ancora di più. E poi c’è il mare che ci lascia sempre senza parole”.

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