"Il murale vandalizzato a Giostra? Il simbolo del divario tra Messina centro e periferie"

“Il murale vandalizzato a Giostra? Il simbolo del divario tra Messina centro e periferie”

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“Il murale vandalizzato a Giostra? Il simbolo del divario tra Messina centro e periferie”

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domenica 10 Dicembre 2023 - 08:00

Siracusano (Pd): "Da una parte la festa; dall'altra le ferite profonde. Come fa il sindaco a dire di non capire come possano succedere simili episodi?"

MESSINA – Sul murale dedicato alla polizia vandalizzato a Giostra interviene Domenico Siracusano, componente del Coordinamento provinciale del Partito democratico e impegnato in campo sociale. Pubblichiamo di seguito la sua riflessione, postata sui social.

“Da una parte la folla festante per il Natale; dall’altra la ferita profonda nelle periferie”

“Non capisco come possa succedere una cosa di questo tipo”. Così il sindaco di Messina, Federico Basile, commenta l’atto vandalico che ha sfregiato il murale. L’intervista al primo cittadino è realizzata a margine del “Tour dell’accensione”, quando uno dopo l’altro, in mezzo a una folla festante, vengono illuminati gli Alberi di Natale nelle piazze del centro città, Piazza Cairoli, Palazzo Zanca, Via Laudamo, Università e Piazza Lo Sardo. Le due immagini sono fortemente contrastanti. Da una parte le luci e i colori del Natale e dall’altra il nero di una bomboletta spray che deturpa un murales dedicato alle forze dell’ordine dagli studenti dell’Istituto d’Arte “E. Basile’. Dentro questa contraddizione c’è la ferita profonda che attraversa la nostra comunità.

“Nell’incomprensione del sindaco l’insufficienza della politica messinese”

“La città si sta rialzando e accadono certe cose, io non capisco” continua Basile. Dentro l’incomprensione del sindaco ci sta il dramma di una città. È un’ammissione che racconta dell’insufficienza della politica messinese. Anche l’esperienza deluchiana, di cui Basile e la sua squadra sono espressione, che si è voluta ammantare di una dimensione popolare, che è partita dai comizi nelle periferie, non riesce a cogliere il punto.

La questione non è solo abbellire il centro urbano, mettere qualche autobus in più o garantire la raccolta dei rifiuti. Per carità, alle nostre latitudini, anche l’ordinaria amministrazione è spesso un miraggio. Quindi tutte queste cose, quando funzionano, vanno benissimo. Ma non è questo il punto. Ci sono a Messina almeno tre direttrici di fondo che non si aggrediscono semplicemente amministrando l’esistente. Messina è svuotata da decenni di emigrazione giovanile, che ci sta privando di energie vitali. A Messina cresce il divario tra le condizioni di vita nel centro urbano e nelle periferie, dove il radicamento delle mafie e della criminalità è costante. I tassi di dispersione scolastica a Messina, specialmente in alcuni quartieri, toccano punte elevatissime.

“A Messina serve un’idea di futuro”

A Messina si studia poco, non si lavora, si scappa. Allora altro che non capire. Si capisce benissimo cosa accade e cosa può accadere. Basterebbe confrontarsi con qualche parroco, con qualche insegnante o con i pochi assistenti sociali, con chi opera sul territorio. O meglio provare ad andare in alcuni quartieri e stare accanto a chi spesso non vede una scelta di fronte a sé.

Per pensare di ripartire, Messina ha bisogno di una idea del proprio futuro. Messina ha bisogno di una strategia di governo, e non di semplice amministrazione, per provare a realizzare un modello di sviluppo alternativo a ciò che è stato sin qui e che ha determinato l’agonia in cui ci troviamo.

Un modello di sviluppo che orienti gli investimenti, fondato su un dialogo tra istituzioni, che valorizzi le tante risorse naturali, ambientali e culturali abbandonate o sottoutilizzate, che si caratterizzi per investimenti e produzioni green, che si accompagni con grandi investimenti in politiche sociali ed educative, abbandonando la frammentarietà di interventi senza visione.

Domenico Siracusano

5 commenti

  1. Francesco Cardullo 10 Dicembre 2023 08:17

    Forse si dovrebbe ragionare ad un livello più ampio?
    Le periferie di tutte, o quasi, le città del mondo, sono piene di problemi, e da sempre il rapporto tra centro e periferia è molto problematico, ovunque.

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  2. Perché si usa la parola “problemi” al posto di quella corretta (“delinquenza”) ?
    Chi vandalizza un murale che sottolinea la presenza dello Stato non va visto come uno che ha problemi: ci sono tantissime persone con problemi e che hanno fiducia nello Stato.

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  3. SERAFINO CERVELLO FINO 10 Dicembre 2023 19:51

    Si dovrebbero portare 50.000 svedesi in città e distribuirli nelle periferie magari chissà potrebbe cambiare una certa cultura “zalla” e “ignorante”…

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    1. Gentilissimo,

      a mio avviso se c’è un problema di cultura, questo riguarda sia il centro sia le periferie, con sfumature diverse e senza etichettare nessuno.
      Cordiali saluti

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  4. Signor serafino basterebbero una decina di veneti in ogni consiglio comunale delle città del sud

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