Il Pd lancia l'allarme: "Dal Pnrr una barca di soldi a Messina, ma come sono stati spesi?"

Il Pd lancia l’allarme: “Dal Pnrr una barca di soldi a Messina, ma come sono stati spesi?”

Giuseppe Fontana

Il Pd lancia l’allarme: “Dal Pnrr una barca di soldi a Messina, ma come sono stati spesi?”

giovedì 22 Gennaio 2026 - 13:24

Felice Calabrò, Antonella e Alessandro Russo: "Preoccupati dalla scadenza del 30 giugno. Come si completano le opere se non viene prorogata?"

MESSINA – I fondi Pnrr hanno due scadenze nel 2026. La prima è quella del 30 giugno, la seconda è il 31 dicembre. Nel primo caso è il limite massimo entro cui le opere devono essere completate. L’altra data riguarda, invece, la rendicontazione. E proprio della “preoccupazione” dell’avvicinarsi di queste due date ha parlato il Pd in mattinata, nella conferenza stampa già annunciata la scorsa settimana e organizzata dai tre consiglieri comunali Felice Calabrò, Antonella e Alessandro Russo.

Il tema legato ai ritardi sul Pnrr non è nuovo. Lo stesso Pd ne ha parlato più volte in Consiglio comunale nei mesi scorsi, così come altre forze politiche dell’opposizione e la Cgil. La domanda principale è: qualora non dovesse essere prorogata la scadenza di giugno, con quali soldi il Comune terminerà le opere? E inoltre: i soldi spesi finora come sono stati spesi? In misure atte ad avere effetti “strutturali”, e quindi con una prospettiva futura stabile, o in interventi che rischiano di restare “mero assistenzialismo”?

Calabrò e il Pd: “Interventi immediati dopo il ciclone Harry”

Calabrò in premessa ha spiegato: “Avevamo annunciato che avremmo fatto una conferenza sull’enorme mole di fondi gestiti da Comune e Città metropolitana. Lo abbiamo annunciato la scorsa settimana, lo preciso visto I fatti degli ultimi due giorni. Non vorremmo essere tacciati per speculatori o avvoltoi rispetto a temi così delicati. Manifestiamo la totale solidarietà ai cittadini, agli esercenti e a tutti coloro che hanno disagi. Il Pd provinciale, regionale e nazionale ha chiesto interventi immediati. Questa non è una favola, perché ogni governo stanzia subito le somme ma il problema è successivo. Ancora ci sono concittadini colpiti nel 2022 da eventi simili che aspettano i ristori. Bisogna individuare le somme ma bisogna anche darle a chi ha subito danni”.

Poi il tema principale: “Da tempo abbiamo posto l’attenzione sulle ingenti risorse che il Comune sta gestendo tra Pnrr e altre linee di finanziamento. Ci siamo chiesti cosa resterà di questa enorme spesa sul tessuto cittadino e provinciale. La domanda è: sono stati investiti per garantire una prospettiva di futuro in maniera strutturale? Vale per il Pnrr, per i Pon e per i Poc. Parliamo di dati oggettivi che provengono da dati oggettivi visionabili online. Oggi vogliamo sollecitare chi gestisce questa mole di denaro a darci risposte rispetto alle prospettive della città”.

Antonella Russo cita i dati sul Pnrr

Antonella Russo, poi, è entrata nello specifico sui dati: “Qualche spunto di riflessione. Questi fondi, tutti i fondi europei, ma in particolare il Pnrr, hanno caratteristiche specifiche. Le cose non sono scollegate con le vicende di questi due giorni. È un momento delicato per tutti i comuni della riviera ionica e anche per Messina. Con finanziamenti europei e del Pnrr si attuano anche opere fondamentali a tutela del territorio, e il nostro è particolarmente vulnerabile”.

E ancora: “Ci sono dati inconfutabili come le relazioni della Corte dei Conti sull’attuazione del Pnrr. L’ultima è stata emessa a novembre 2025 ed è ferma allo stato di attuazione al 28 agosto. Il dato è che gli enti locali hanno speso circa il 30% delle cifre assegnate e Messina non si sottrae a questa stima. Su Open Pnrr (qui il link al sito, ndr) abbiamo estrapolato dati fermi a ottobre 2025. Ad esempio i progetti sulla rifunzionalizzazione della zona sud o sulla fornitura dei bus. C’è l’impianto di Mili, finanziato 27,18 milioni e impegnato lo 0%. Le riduzioni delle perdite idriche: finanziato 17,22 milioni, impegnato il 29%. Ne sto citando solo alcuni, ma sono una marea di progetti. L’ultimo esempio: rifunzionalizzazione con il progetto Camaro Sottomontagna, impegnato il 6% di 14 milioni. Sui progetti sociali ci sono 25 milioni e sono stati impegnati 2,5 milioni secondo la Cgil e quadrano i numeri con questi”.

Sulle scadenze: “Come si completerà senza proroghe?”

Russo ha proseguito: “Oggi ci chiediamo: in una continuità amministrativa e politica, che vive dal 2018 a oggi, senza sospensioni, cosa è stato fatto? Possiamo fare un punto visto la scadenza del 30 giugno del 2026, entro cui le opere finanziate con il Pnrr devono essere completate, che pare che non sarà oggetto di proroga? L’ulteriore scadenza è il 31 dicembre per la rendicontazione. Il Comune e la Città metropolitana a che punto sono rispetto al completamento di queste opere e cosa succede se non completiamo? La risposta è che dobbiamo completare con fondi nostri, altre fonti europee o comunali. Questa scadenza ci preoccupa moltissimo e abbiamo la necessità di chiedere se ce la faremo”.

L’i-Hub, il Sud Innovation Summit e la domanda su Messina

“Un problema specifico è l’i-Hub – ha poi insistito Antonella Russo -. Oltre a demolizioni e al rischio che i finanziamenti vengano persi, c’è la questione di dove sia la progettazione idee relativa a questo polo. Dov’è il progetto? Ce lo comunicano? A che punto sono? Questo si lega al Sud Innovation Summit. Siamo alla terza edizione, con investimenti importanti da parte del Comune. Doveva e potrebbe essere uno strumento importantissimo per far considerare Messina un polo tecnologico. Sono arrivate speaker, professionisti, aziende internazionali. Tutto bellissimo, ma ci chiediamo: in tre edizioni, cos’è rimasto alla città? Cosa tratteniamo? Cosa abbiamo assorbito? Quanti giovani assunti, quanti sono rimasti sul territorio grazie a questo evento? Alla fine la sostanza concreta di ciò che rimane ai giovani, agli artigiani, ai cittadini, qual è? Messina è diventata solo una città di eventi o anche di lavoro e sviluppo? Le domande quindi sono: cosa resterà a Messina di tutto questo, di sostanziale per la città, e a che punto siamo con i fondi Pnrr visto che le opere vanno completate”.

Alessandro Russo: “Allarme sui fondi Pnrr alle scuole”

Alessandro Russo ha aggiunto: “I progetti sono tanti e dovrebbero essere approfonditi singolarmente. Il tema delle scadenze del Pnrr lo abbiamo sollevato in Consiglio direttamente al sindaco Basile. Lui ha risposto che è una sua preoccupazione come lo è di tutte le amministrazioni, ma riteneva che il governo avrebbe spostato le date di impegno e di rendicontazione. Nell’ultima circolare di fine anno della Corte dei Conti non c’è però alcuna apertura e anzi sono state ribadite le esigenze di rispettare le scadenze. Cito due o tre progetti: la sistemazione degli impianti delle scuole, con la palestra Bisazza che è la più avanzata e a ottobre era al 29%, mentre le altre sono a percentuali imbarazzanti. Agli studenti in protesta hanno detto che entro fine gennaio partivano i lavori, ma siamo a fine gennaio. Il sindaco agli studenti ha detto che se non ci arriveremo lo faremo con fondi metropolitani. L’allarme sui fondi Pnrr relativi alle scuole c’è e lo chiediamo alla giunta”.

Russo: “Così nessun impatto su coesione sociale ed economica”

Il consigliere ha attaccato: “Il tema è anche che il Comune ha avuto oltre 191 milioni di fondi extra bilancio tra Pnrr, Pon, Poc. Ognuna ha finalità diversa e sono nati dalla politica di coesione, e cioè dalla domanda ‘come portiamo tutti territori allo stesso livello?’ queste risorse devono essere finalizzate a una qualità della vita più alta. Ma di 191 milioni di euro in termini infrastrutturali, togliendo i mezzi Atm o ai progetti sulle piste ciclabili e alla mobilità dolce, tutto il resto che stiamo osservando sul territorio non ha alcun impatto sulla coesione sociale ed economica. Perché la parte impresa, quindi i progetti votati all’avvio delle imprese, impegnano soldi su cosa? Su aiuti a fondo perduto. Si avviamo le start up e poi sta a loro mantenersi. Finiti i finanziamenti l’amministrazione non potrà dare più nulla”.

“Si immettono soldi su imprese che partono – ha continuato – ma su quale tessuto economico se la città non riesce ad accogliere l’impresa stessa? Poi ci sono le borse di inclusione come i 15 milioni del Fertility. C’è la parte di accompagnamento sociale, è vero, ma poi si riduce tutto a centinaia di borse di tirocini professionalizzanti e una rendicontazione di cosa resta non c’è. Bisogna dare anche la prospettiva sociale e lavorativa di chi prende queste borse. Il tema è se questi soldi creano le condizioni solo momentanee o anche in prospettiva di affermazione. Se no diventano solo forme di assistenzialismo. Noi del Pd crediamo che questi fondi debbano essere usati nell’organizzazione strutturale, spendendoli in attività che permettono poi di affermarsi sul punto periodo”.

Russo: “Il rischio è che sia solo assistenzialismo”

E infine ha concluso: “E ancora Messina Social City. Ci sono state stabilizzazioni e ok. Ma questi nuovi assunti, oltre 650 a tempo determinato, come si conciliano con l’adeguatezza dei servizi che la MSC dovrà fare? I servizi sociali con quali fondi vengono pagati? Parliamo di 15 milioni di euro in progetti comunitari che richiedono forza lavoro mai stabilizzati. Sono utili quelli che lo fanno per 30 mesi? Forse lo sono, ma se sono essenziali con che fondi li dobbiamo pagare, con questi fondi o con quelli comunali? Un supporto agli anziani è nel contratto di servizio o nei progetti europei? E parlando del Sud Innovation Summit è costato quasi un milione di euro in tre anni. La domanda è: Google, Microsoft, le aziende hanno poi aperto sportello, intrecciato rapporti, qualcosa? Non parliamo degli eventi. Il tema è come stiamo spendendo questi soldi che poi non torneranno più? Il Pd dice di costruire le condizioni economiche per il futuro, se no diventa assistenzialismo e basta”.

L’attacco di Calabrò su dirigenti e dimissioni

In sintesi il PD si chiede cosa resterà alla città non appena questi progetti finiranno e con loro anche l’arrivo delle risorse? Come si fanno restare i giovani e cosa resta di stabile? Calabrò ha poi concluso: “Amministrare è complicato, me ne rendo conto e tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Mi rendo conto che fare l’opposizione sia facile. Tuttavia dal 2020 a oggi, coloro i quali hanno avuto l’onore e l’onere di amministrare, hanno avuto una barca di soldi da impiegare, a differenza di quelli di prima. Questi si professano bravi amministratori, quindi vi aspetteremmo di più. E qui c’è una chicca. Abbiamo abbinato le determina del rinnovo dei dirigenti ex art. 110 e quella di nomina del Capo di Gabinetto del 2025”.

Il riferimento è al rinnovo dei dirigenti ex art. 110 del TUEL, il Testo Unico Enti Locali, figure considerate dalla legge ad alta professionalità ma che hanno regole specifiche. Tra queste la durata degli incarichi (non superiore al mandato del sindaco, quindi 5 anni) e il legame diretto proprio con la nomina del sindaco. Inoltre, come scritto da Massimo Monterverdi, che Calabrò ha citato, la collaborazione del funzionario va garantita “per tutto il periodo del mandato del sindaco, fermo restando il suddetto termine minimo nell’ipotesi di cessazione di tale mandato”. E infatti il capogruppo ha spiegato: “Sono stati confermati nei ruoli il dottore Conforto ad Area economica e tributi, l’ingegnere Certo ai Servizi manutentivi e la dottoressa Strano all’Avvocatura. La norma però dice che i contratti a tempo determinato decadono se il comune è in dissesto o in caso di condizioni deficitarie. Ho guardato le delibere di rendiconto e in quella del 2023 c’è scritto che l’ente non versava in condizioni deficitarie. In quello approvato nel 2024 che l’ente è deficitario. Nel 2025 che è strutturalmente deficitario. Se io applicassi la norma i contratti ex art. 110 verrebbero meno e sarebbe danno erariale”.

E ancora: “Ho approfondito e ho trovato il decreto legge n. 13 del 2023. Stabilisce che qualora un ente locale abbia affidato incarichi ex art. 110, anche se è in condizioni deficitarie, può mantenere gli incarichi purché siano connessi a facilitare la realizzazione degli investimenti Pnrr. Quindi su quei tre incarichi rispetto ai quali non c’è riferimento alcuno ai finanziamenti, al tipo di attività amministrativa, è determinata questa salvaguardia? Sono buono e dico sì. Andando nel mio ragionamento, però, il tecnico si affianca al politico. Se è vero che ormai parliamo sempre di dimissioni e che il comma 3 del 110 ci dice che possono durare questi contratti fino a 5 anni, c’è un vincolo che li aggancia all’incarico sindacale”.

“Quindi se io sono un sindaco, con una pianta organica deficitaria prima ridotta a 5, poi portata a 9 con l’articolo ex 110, forse avevo il tempo di fare dirigenti con concorso, così restavano dopo di me. Ma se io sto gestendo questa marea di soldi e l’unica giustificazione che mi tiene in piedi questi contratti è l’utilizzo di questi soldi, che faccio mi dimetto? Il tema è che la politica è ciò che abbiamo studiato già a scuola, cioè attività suprema nei confronti della città. Io ho chiesto il consenso per fare il sindaco. Il mio mandato per legge dura 5 anni. Non è la Repubblica delle banane e il tempo dell’incarico non lo decide Pincopallo. Ho una barca di soldi da spendere per lo sviluppo del territorio, faccio iniziative che portano a deroghe e poi ragiono sulle dimissioni?”

Infine ha concluso: “Se mi avessero detto se fare il sindaco o il deputato avrei detto il sindaco tutta la vita, con tutte le complicazioni. Se mi presento per fare il sindaco lo faccio 5 anni. Evidentemente non tutti abbiamo questo sentimento. Ma quando ci confrontiamo con le norme dobbiamo essere coerenti. Per chiudere un passaggio sul capo di gabinetto Fragale nella determina di nomina. Ha funzioni di sostegno all’indirizzo politico non gestionali, perché è un art 90. Si legge a pagina 3: ‘dato atto che il Comune non versa nelle condizioni strutturalmente deficitarie di cui all’articolo’ di riferimento. Come si combina questo rispetto all’ultimo rendiconto? Tutto questo per evidenziare la nostra preoccupazione in ordine alla gestione amministrativa di questo ente”.

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