Politica

Il primo flash mob per il Ponte, venerdì 31 luglio: “Se non ora, quando?”

Sarà la prima volta che a Messina si manifesta a favore del Ponte sullo Stretto. In realtà il flash mob che si terrà venerdì 31 luglio, alle 10, a Messina, in piazza Unione Europea, riguarderà tutte le infrastrutture ed un gap con il nord diventato imbarazzante. All’iniziativa seguirà la consegna, in Prefettura, di una lettera aperta, indirizzata a Sergio Mattarella, a Giuseppe Conte, ai presidenti delle Camere e ai governatori delle regioni meridionali, per destinare al Mezzogiorno, in funzione di una adeguata dotazione infrastrutturale, 71 miliardi di euro (pari al 34% dei 209 miliardi del Recovery fund assegnati all’Italia).

Movimento trasversale

Il documento, attualmente pubblicato su change.org e sottoscrivibile e condivisibile da chiunque, è espressione di un movimento trasversale nato tra la Sicilia e la Calabria. È Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno a fare da collante all’iniziativa alla quale hanno già assicurato la propria adesione Cisl e Uil, Forza Italia, Sicilia futura – Italia viva, Ora-Sicilia al centro, Vox Italia, Fratelli d’Italia, Movimento cristiano lavoratori, Movimento 24 agosto di Pino Aprile, Ordine degli architetti di Messina. Significativa la presenza delle realtà giovanili di Lega e Fdi e delle organizzazioni studentesche Sud e I Figli di Ippocrate.

No all’assistenzialismo

«Un movimento spontaneo – si legge nel documento – per sensibilizzare i ceti produttivi siciliani e calabresi per sconfiggere la rassegnazione ai sussidi, all’assistenzialismo clientelare e mafioso, all’intollerabile discriminazione che ha portato all’abbandono del Sud Italia al proprio destino di miseria e povertà».

Sì all’alta velocità e alle Zes

Nel dettaglio, il movimento spontaneo invoca l’alta velocità/alta capacità ferroviaria da Augusta, in Sicilia, fino ai confini con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia; il Ponte, già cantierabile; le zone economiche speciali e i necessari adeguamenti delle quindici Autorità di sistema portuale; il rafforzamento e l’integrazione dei sistemi aeroportuali esistenti; la digitalizzazione e la banda larga.

Italia a 2 velocità

Mentre al Nord s’investe in alta velocità, tunnel, Expo, Mose, passanti, Olimpiadi, il sud resta al palo con infrastrutture carenti e inadeguate. Il movimento chiede quindi che le risorse del Recovery fun vengano usate per completare le infrastrutture strategiche previste dell’originario corridoio 1 “Berlino Palermo” al fine di garantire al Mezzogiorno parità di infrastrutture, servizi e dignità.

71 miliardi al Sud

«Chiediamo quindi – si legge ancora nella lettera – che, per scongiurare l’ennesima sperequazione degli ultimi decenni a favore del Nord Italia, sia garantita al Meridione quantomeno la quota del 34% (71,06 miliardi di euro) delle risorse europee già definite (209 miliardi di euro del recovery fund) e, anche, la quota parte dei 37 miliardi di euro di fondi vincolati ad interventi sulla sanità nel caso in cui il governo decidesse di attivarli”.

In realtà quella percentuale (il 34%) è già nostro se prendiamo in considerazione il dettato costituzionale e lo stesso statuto siciliano, ma per ridurre un divario che si fa sempre più scandaloso occorre incidere sulla dotazione infrastrutturale. Infrastrutture materiali ed immateriali che costituiscono la rete sulla quale viaggiano le merci, le persone, le idee e la rivoluzione tecnologica. E sono indispensabili per consentire al Meridione di mettersi in gioco senza ricorre più a forme di assistenzialismo.

“Se non ora quando?”

«Se non ora quando– è il motto degli autori dell’iniziativa popolare- Da qui al 15 ottobre quando il governo dovrà presentare il piano degli interventi e delle misure (recovery plan) da sottoporre alla Commissione Europea, si gioca il nostro futuro e questo Governo deve cogliere l’irripetibile opportunità di cambiare verso ad una storia di marginalità del Sud che nell’ultimo ventennio è diventata insostenibile».

L’appuntamento è quindi il 31 luglio alle 10 davanti Palazzo Zanca.