Ieri la proiezione del docu-film a Bruxelles
di Antonino Mangano
BRUXELLES – Il cinema messinese approda tra le aule del Parlamento Europeo di Bruxelles. Il 25 marzo, il regista messinese Mauro Mondello ha presentato, nel Palazzo Altiero Spinelli del Parlamento UE, il docu-film Dry Sicily – Notes from the climate frontier girato con il collega Nunzio Gringeri, incentrato sulla siccità in Sicilia, con contenuti che riguardano anche Messina.
Guarda: “Gestione integrata dell’acqua passaggio strategico”
“Curare le strategie preventive unisce nord e sud. L’investimento nella gestione del patrimonio idrico dovrà tenere in considerazione l’uso intelligente delle risorse, nel rispetto del clima e degli ecosistemi da cui traiamo le risorse stesse», così inaugura la proiezione l’onorevole Cristina Guarda (gruppo Verdi/EFA), che continua a spiegare, «I ritardi istituzionali hanno giocato un ruolo determinante nella gestione della crisi idrica. Per questo motivo la gestione integrata dell’acqua è un passaggio strategico, concentrando le priorità su riduzione delle perdite e ammodernamento delle infrastrutture idriche, così come sostenere l’uso circolare delle acque, tecnica utile anche per i settori agricolo e industriale”.
Orlando: “L’acqua è un’arma”
L’onorevole Leoluca Orlando (gruppo Verdi/EFA), altro promotore della proiezione in sede istituzionale e relatore sul tema della water governance in Commissione Affari Esteri del Parlamento UE, ha affermato che “L’importanza dell’acqua si riflette tanto nella vita di tutti i giorni quanto negli equilibri internazionali. È un elemento dal ruolo centrale nel condizionamento dei conflitti mondiali. 150 bacini idrici sono interstatali, ovvero più Stati hanno interessi che ruotano intorno a uno stesso bacino d’acqua. L’acqua diventa un’arma, in particolare quando intere popolazioni se ne vedono privare l’accesso: un atto di violenza a tutti gli effetti. La pace e la guerra si consumano intorno all’acqua”.
Mondello fa il punto sulla Sicilia
Il regista Mauro Mondello, parlando della genesi del lavoro: “Il documentario è stato girato tra settembre 2024 e maggio 2025 mentre la Sicilia attraversava una profonda crisi idrica. Il problema sembra passato perché in Sicilia, da quel periodo, ha piovuto di più. Questa è solo un’illusione rassicurante: può piovere anche di più, ma se le temperature rimangono alte o, in modo preoccupante, continueranno ad aumentare, non si riuscirà mai ad accumulare abbastanza acqua”.
Mondello evidenzia anche come “se la gestione degli invasi è carente, la crisi idrica non troverà mai una soluzione, gli sprechi continueranno a essere uno dei tasselli che renderanno più critico l’approvvigionamento d’acqua”. E ancora: “La gravità della situazione è lampante. Mi sono occupato in prevalenza di reportage di guerra in giro per il mondo, ma ho vissuto la crisi climatica come un’urgenza. Ho sentito la necessità di fare luce, in modo chiaro, sull’emergenza che si sta consumando in Sicilia. La crisi idrica influenza la vita di milioni di persone che, a causa di carenza di risposte efficaci, rischiano di essere private di un bene essenziale alla sopravvivenza“.
Il ruolo dell’Ue
Alla precisione della macchina da presa, Mondello coniuga l’appello a trovare risposte adeguate all’emergenza idrica che attanaglia la Sicilia, che è conseguenza di una combinazione di fattori: crisi climatica, cattiva gestione delle infrastrutture, latitante impegno politico in materia, ma anche il senso di comunità e lo spirito critico della società civile che sembra essere assente quando diviene necessario chiedere alla politica di assumersi le sue responsabilità nella gestione della crisi idrica. Ma in questo problema la Sicilia non è lasciata da sola: l’Unione Europea è unita contro gli effetti esiziali di questi fenomeni.
Forse bisognerebbe chiedersi quanto la sensibilizzazione stia sortendo effetti nella società civile, vero ago della bilancia, la cui educazione nell’uso oculato delle risorse, tra cui anche l’acqua, sarà l’elemento determinante per porre un argine alla crisi climatica e imprimerà una direzione chiara ai bisogni prioritari e alle politiche a cui le istituzioni locali, nazionali ed europee saranno chiamati a rispondere.
