Il Tar annulla concorso Unime con vincitore il figlio di un professore

Il Tar annulla concorso Unime con vincitore il figlio di un professore

Marco Olivieri

Il Tar annulla concorso Unime con vincitore il figlio di un professore

domenica 11 Gennaio 2026 - 15:26

Università di Messina. "Se il padre ha incarichi nello stesso Dipartimento dove il figlio farebbe il ricercatore l'atto è nullo", viene evidenziato

MESSINA – Sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, sezione di Catania, del 5 novembre 2025. Si annulla un concorso di UniMe per ricercatore nel campo della Malattie odontostomatologiche. Un contratto di lavoro a tempo determinato. Il ricorso era stato presentato dal secondo in graduatoria, Luca Fiorillo. Il vincitore, Roberto Lo Giudice, è figlio di un professore universitario. Docente che, “sia alla data di pubblicazione del bando, che alla data attuale, svolge importanti incarichi di docenza e dirigenziali all’interno del Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali (Biomorf) dell’Università di Messina”.

“Gli incarichi del padre nel Dipartimento dove il figlio avrebbe dovuto fare il ricercatore”

Si legge nella sentenza del Tar: “Sebbene il professore abbia fatto richiesta di disafferenza dal Dipartimento Biomorf nel marzo 2023 e ricopra oggi la posizione di associato presso il Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale”, lo stesso avrebbe “mantenuto” i già citati “importanti incarichi didattici e dirigenziali”. “Numerosi incarichi (non solo di insegnamento) presso il Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali”.

“Il divieto di partecipare alla procedura, sussitendo una parentela di primo grado con un professore” legato al Dipartimento, “deve ritenersi operante” nei confronti del dottor Roberto Lo Giudice, secondo il Tribunale amministrativo con presidente Pancrazio Maria Savasta. Questo in base a “principi di trasparenza, imparzialità e par condicio tra candidati”. E il ricorrente ha contestato “l’erronea omessa valutazione” del titolo di dottore di ricerca.

Il divieto di partecipazione è previsto dall’articolo 18 della legge 240/2010. E, per il Tribunale amministrativo, “irrilevante è la circostanza che il parente o affine non abbia assunto decisioni (o partecipato a deliberazioni all’interno di organi collegiali) relative alla selezione, in quanto ciò che rileva, nell’ottica dell’incompatibilità prevista dalla disposizione, è l’astratta possibilità di condizionamento della procedura“.

“L’Università di Messina deve riavviare la procedura di selezione”

Di conseguenza, il Tar decide che “l’Ateneo resistente (l’accesso agli atti era stato negato, n.d.r.) è chiamato a riavviare il procedimento di selezione”. Il decreto della rettrice Spatari, del 2025, perde così valore. Il contratto individuale di lavoro subordinato a tempo determinato è dichiarato nullo.

Viene respinta la parte risarcitoria ma l’Università di Messina e il dottor Lo Giudice dovranno pagare mille euro, per ciascuna parte, in favore della parte ricorrente come spese di giudizio.

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3 commenti

  1. Un concorso universitario vinto da un parente di un professore ?
    Ma siete sicuri ?

    5
    1
  2. E quale sarebbe la novità?

    3
    0
  3. O colpite tutti o non colpite nessuno!

    2
    0

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