L'analisi dell'economista Michele Limosani sulla "necessità di una riconversione per evitare un tracollo industriale"
Dall’economista Michele Limosani riceviamo e pubblichiamo un’analisi su “Milazzo e il Polo Energetico: un destino comune che scavalca i confini comunali”.
Di Michele Limosani
Mentre Milazzo si prepara alle prossime consultazioni amministrative, il dibattito politico rischia di cadere in un paradosso: considerare il futuro del Polo Industriale come una questione “di vicinato”, solo perché gli impianti di A2A e della Raffineria (RAM) ricadono materialmente sui territori dei comuni limitrofi. Ma la realtà economica e sociale racconta una storia diversa. Le recenti dichiarazioni del deputato regionale Matteo Sciotto sulla “desertificazione produttiva” e sul rischio occupazionale legato al completamento del Tyrrhenian Link nel 2028 hanno acceso un faro necessario. Tuttavia, per chi si candida a guidare Milazzo, la sfida non è solo quella di unirsi al coro delle esternazioni, ma di rivendicare un ruolo di leadership nella gestione di una transizione che investe l’intero hinterland e la stessa Città Metropolitana di Messina.
Se è vero che i camini della Raffineria e le turbine di San Filippo del Mela non si trovano nel perimetro urbano di Milazzo, è altrettanto vero che il tessuto economico della città mamertina respira all’unisono con il polo industriale. Milazzo è il centro nevralgico dei servizi, del commercio e della residenzialità per migliaia di lavoratori. Il destino di oltre 1.800 addetti (tra diretti e indotto) non è una statistica per comuni vicini: è il reddito che tiene vive le attività commerciali milazzesi, è il valore immobiliare delle case, è il benessere delle famiglie che abitano la città. Una crisi del polo industriale non sarebbe una crisi “di confine”, ma un terremoto economico per l’intera Area Metropolitana, capace di impoverire l’intero asse Messina-Patti.
“Una riconversione radicale in Polo energetico integrato”
I documenti tecnici disponibili al pubblico dibattito offrono una prospettiva che la politica mamertina deve saper cogliere. Il sito A2A non va verso lo smantellamento, ma verso una riconversione radicale in “Polo Energetico Integrato” (biometano, batterie di accumulo, fotovoltaico e idrogeno verde). Parallelamente, la Raffineria è chiamata ad una “metamorfosi” per rimanere un pilastro che, se correttamente integrato nella Zes (Zona Economica Speciale), può fungere da attrattore per nuovi investimenti internazionali. Milazzo con il suo porto e la sua posizione strategica è il naturale “front-office” di questo sviluppo. Non parlarne in campagna elettorale significa abdicare al ruolo di guida del territorio.
“Il tema della riconversione green deve essere affrontati dai candidati sindaco a Milazzo”
I candidati sindaco di Milazzo non possono restare spettatori. Devono inserire nel programma punti chiari sulla governance industriale: 1. rivendicare una Leadership Territoriale, promuovendo un tavolo permanente tra i comuni della Valle del Mela e la Città Metropolitana per interloquire con i colossi energetici (A2A, Eni, Kuwait) e le istituzioni regionali e nazionali; 2. promuovere la Difesa del Reddito e delle Competenze, assicurando che la riconversione “green” non sia una scusa per tagliare i livelli occupazionali, ma un’opportunità per riqualificare la manodopera locale verso le nuove tecnologie energetiche; 3. Favorire la sinergia Porto-Industria: Sfruttare la Zes per creare una filiera logistica avanzata che colleghi il porto di Milazzo alle nuove produzioni (come l’idrogeno verde).
Il futuro di Milazzo è comunque legato a quello del suo polo industriale, indipendentemente da dove siano tracciati i confini sulle mappe catastali. La politica non può limitarsi a gestire l’ordinaria amministrazione o a segnalare opportunamente pericoli e criticità. È tempo di un pragmatismo alto: governare la transizione energetica per evitare che il benessere costruito in decenni si dissolva, trasformando quella che oggi viene vista come una “minaccia” nella più grande opportunità di rilancio per l’intera provincia di Messina.
