Il vero bene di lusso è il cervello - Tempo Stretto

Il vero bene di lusso è il cervello

Giusy Pitrone

Il vero bene di lusso è il cervello

sabato 18 Maggio 2019 - 08:00
Il vero bene di lusso è il cervello

La verità è che siamo prevenuti nei confronti dei politici. Perché, invece di criticare, non ci fermiamo a riflettere sulle loro parole? Spesso potrebbero essere spunto per un cambiamento positivo. Prendiamo quel pover’uomo di Francesco D’Uva. Uno già ha i suoi pensieri perché è ospite a La7 – vediamo quando mi fanno andare alla Rai – e deve in qualche modo giustificare – guarda che cacchio di argomenti che devo sopportare – la mancata approvazione della riduzione dell’Iva sugli assorbenti. Stretto nella sua cravatta, con la telecamera puntata addosso, gli mettono pure Di Pietro accanto, che gesticolando gli affonda gomitate… provate a starci voi!

La sua vocina interiore che gli suggerisce: dì qualcosa di pentastellato, dai, sii deflagrante. Cosa si può mai dire di intelligente sugli assorbenti? Ed ecco l’intuizione, la lampadina: buttiamola sull’ambiente, non avrò le treccine, ma con la tematica ambientalista nessuno può sbagliare. Purtroppo però, è subito stato evidente lo scarso successo della sua trovata, più che altro dallo sguardo della conduttrice che, se avesse sentito fatevi fare tutte un’isterectomia, lo avrebbe guardato con più affetto. A quel punto è stato inutile continuare a ripetere c’è la coppetta, come un gelataio sordo.

Cerchiamo di capirlo. Si è ricordato della repulsione che proviamo tutti quando vediamo gli odiosi affari arrotolati nei cestini dell’immondizia, ed è emersa l’atavica insofferenza maschile verso quei giorni lì, che rendono le donne nervose e affamate e ha detto la sua verità. E noi dovremmo accettare i suoi consigli, invece di rovesciargli addosso insulti. La signora D’Uva probabilmente sarà stata la prima ad accogliere il suggerimento del consorte, usando le cravatte del marito al posto degli assorbenti, la cosa più anatomica e comoda trovata nell’armadio.

Aiutiamo l’ambiente anche noi. Compriamo le coppette, cerchiamo degli imbuti negli stipetti della cucina, conserviamo i tappi di sughero delle bottiglie di spumante. Le più atletiche potrebbero anche imparare a camminare sui palmi delle mani a testa in giù, così da battere la forza di gravità. Anche per i bambini si potrebbero trovare soluzioni analoghe. Dei bei pannolini di lino grezzo da lavare ogni volta che si sporcano, dato che le neomamme, si sa, non hanno niente da fare se non annoiarsi davanti a Forum.

Ma andiamo più a fondo e prendiamo spunto per eliminare tutto ciò che di inquinante utilizziamo. Restando in tema, abbiamo davvero bisogno della carta igienica? Siamo circondati da beni di lusso e non ce ne rendiamo conto. E i quintali di fazzolettini di carta che consumiamo durante i raffreddori, sono davvero necessari, quando potremmo benissimo utilizzare le nostre maniche? A volte basta un po’ d’ingegno.

Non fermiamoci qui e continuiamo ad eliminare il superfluo. Non compriamo più deodoranti – si avverte che qualcuno ha già smesso di usarli – che ci hanno fatto crescere col senso di colpa del buco nell’ozono. E siccome, così come ci ha fatto capire il buon onorevole, noi donne inquiniamo più degli uomini, diamo il buon esempio e sacrifichiamoci. Smettiamo di tingerci i capelli, che il grigio-ricrescita è la nuova tendenza 2019. Non depiliamoci più, non trucchiamoci, viviamo in simbiosi con l’ambiente come delle ispide, grigie, novelle figlie dei fiori. E invitiamo anche gli uomini a tirar fuori il loro lato selvatico. Per l’ambiente ci vuole più istinto e meno cervello, che anche quello è diventato un bene di lusso.

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