Elezioni Messina 2026. Sabato 16 maggio incontro con Basile, Russo, Sciacca, Scurria e Valvieri, moderato dal direttore della nostra testata
MESSINA – Ogni giorno la redazione di Tempostretto si sforza di raccontarvi la complicata e complessa quotidianità di Messina. Un ruolo importante lo giocano le amministrative. Si va al voto il 24 e 25 maggio ma prima si punta a sapere di più su quali progetti e idee propongono i cinque candidati a sindaco.
Una Messina al bivio, dunque, al centro di un confronto promosso da Tempostretto e moderato dal direttore Marco Olivieri. L’appuntamento è sabato 16 maggio a partire dalle 17,30 nell’Isola pedonale di Viale San Martino, lato monte, nel tratto tra via Nino Bixio e via Santa Cecilia.
5 candidati e la loro visione di Messina nel confronto con Tempostretto
Federico Basile, Antonella Russo, Gaetano Sciacca, Marcello Scurria e Lillo Valvieri avranno modo di esporre in modo sintetico la loro visione di città. Il cuore del dibattito sarà proprio la visione di Messina. Si chiederà a ciascun candidato di mettere sul tavolo le proprie idee concrete su come intende determinare condizioni reali di sviluppo per la città. Chi amministrerà Messina è chiamato a un compito tanto arduo quanto necessario: riportare a casa i tanti giovani che sono partiti in cerca del loro futuro e far restare quelli che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro.
Le strade per lo sviluppo
Innanzitutto, dunque, si parlerà di rilancio economico, con uno sguardo alle enormi potenzialità ancora inespresse di Messina. L’Economia del Mare — porto, cantieristica, turismo nautico, pesca — rappresenta una risorsa che la città non ha mai saputo valorizzare appieno. I candidati dovranno dire come intendono cambiare questa rotta. Si discuterà anche del ruolo di città universitaria: migliaia di studenti che ogni anno scelgono Messina come luogo di studio rappresentano un’opportunità da cogliere a pieno e sviluppare per le sue positive ricadute economiche e culturali.
Ambiente cultura e qualità della vita
Si affronterà poi il capitolo viabilità, uno dei temi più sentiti dai messinesi, con le sue questioni fondamentali: traffico, infrastrutture, trasporto pubblico, pedonalizzazioni. E poi le politiche ambientali e di risparmio energetico, perché Messina deve stare al passo del mondo che cambia.
Un altro asse portante del dibattito sarà la cultura intesa come strumento di qualità della vita e di autentica rinascita civile: spazi pubblici animati, eventi diffusi sul territorio, valorizzazione dei talenti, sostegno alla pratica delle attività creative, identità condivisa. Una città che sa chi è, sa anche dove vuole andare.
Villaggi e decentramento
Uno spazio importante sarà anche dedicato al tema del decentramento e della valorizzazione dei villaggi: quei borghi che costellano il territorio comunale, ricchi di storia, di identità, di comunità vive che meritano attenzione e investimenti.
Invito alla cittadinanza
Sabato pomeriggio, nell’Isola pedonale di Viale San Martino, siete quindi tutti invitati a sperimentare in concreto che proposte e soluzioni sono in programma. Abbiamo bisogno di concretezza e visione. E non di slogan e frasi generiche.
Vi aspettiamo.


Da MESSINA: questa campagna elettorale rischia di trasformarsi sempre di più in un gigantesco spettacolo social, secondo i dettami e gli insegnamenti del PROFETA del Nisi. Prima i comizi virali tra dialetto, “granita cu tuppu” e “sazizzu”. Manifesti diventati meme. Interviste surreali. Frasi shock. Risate. Sfottò. Condivisioni virali.
Ma la domanda vera è un’altra: chi sta parlando davvero dei problemi reali delle città? Chi parla seriamente di lavoro? Di sanità? Di giovani costretti a partire? Di famiglie che non arrivano a fine mese? Di acqua, fogne, rifiuti e strade distrutte senza trasformare tutto in teatro? Perché il rischio è enorme: trasformare la politica in intrattenimento permanente. Così come il carrozzone Riviera jonica ora ribattezzato Riviera Blu che di blu non ha proprio niente se non le buste delle cartelle esattoriali che piovono a migliaia sulle povere famiglie. E quando la politica diventa solo spettacolo, spesso i contenuti spariscono. Resta il personaggio. Resta il tormentone. Resta il meme. Ma una città non si governa con le visualizzazioni. Si governa con competenza, equilibrio e credibilità. La Sicilia oggi avrebbe bisogno di una politica capace di unire serietà e popolo. Non di una gara continua a chi diventa più virale sui social o in radio, come ha insegnato il vero candidato di SCN