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In Consiglio regionale mozione a favore del Ponte

mario meliado

In Consiglio regionale mozione a favore del Ponte

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mercoledì 19 Maggio 2021 - 18:29

Dopo alcune scaramucce tra maggioranza e opposizione sui contenuti della seduta, l'appello di Giannetta: l'Assemblea s'impegni formalmente con una delibera

Il Consiglio regionale si dibatte fra mozioni e proposte di legge, ma si accende già nelle fasi iniziali sul fronte infrastrutturale.

Disaccordo sul da farsi

Il capogruppo dèm
Domenico Bevacqua

In apertura di Consiglio, inserita una serie di mozioni e alcune proposte di legge, dal pdl sull’acquacoltura firmato da Tilde Minasi (Lega) al pdl sulle strutture socio-educative per la prima infanzia sollecitato dal cidiellino Baldo Esposito. Il capogruppo piddino Mimmo Bevacqua però ha avuto a contrastare il ritenuto «mancato rispetto dell’opposizione», proponendo che l’Assemblea si occupi solamente di proposte condivise per poi lasciare che sia la sola maggioranza a occuparsi di questioni divisive o comunque su cui non c’è convergenza.

L’assessore Gianluca Gallo

L’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo ha replicato: «C’è un dovere d’assicurare l’amministrazione e l’approvazione di norme necessarie per la gestione ordinaria», riprendendo in qualche misura quanto chiesto in Commissione consiliare di Vigilanza, la restituzione dei pieni poteri all’Assemblea. «Nella consiliatura precedente, Bevacqua, tante volte noi per senso di responsabilità abbiamo contribuito a garantire il numero legale in Aula – ha poi osservato Gallo –. Non si può dire “stiamo nell’immobilismo per un anno”, oppure “se approvate quella norma ce ne andiamo”».
Sùbito dopo, l’udiccino Pino Graziano ha dato manforte, rivolto sempre a Bevacqua: «Non si può lasciare l’Aula ogni volta, non è per questo che vi hanno votato i calabresi. Per questi pochi mesi che restano cerchiamo tutti di essere non dico costruttivi, ma almeno di svolgere nel migliore dei modi il nostro mandato».

La mozione di Giannetta

I lavori d’Aula s’accendono sul versante infrastrutturale, con un batti-e-ribatti fra Peppe Aieta (Democratici progressisti) e l’assessore al settore Mimma Catalfamo.

Il forzista Mimmo Giannetta

Poco dopo, a presentare la mozione sul Ponte sullo Stretto è Mimmo Giannetta, il forzista presidente della Commissione consiliare di Vigilanza che già in precedenza aveva invocato l’inserimento della mega-infrastruttura nel Recovery Plan. Cosa non possibile, al di là del merito, perché l’eventuale realizzazione del Ponte non terminerebbe entro il 2026. Cioè, la data prevista dall’Ue per il completamento di tutti gli interventi programmati.
Da Giannetta la richiesta all’Assemblea di «far sentire la propria voce e incidere sulle politiche strategiche di sviluppo della Calabria, specie quando interconnesse con quelle euro-mediterranee». L’idea insomma è di scardinare un limite cronologico che, asserisce il consigliere di Fi, «può essere superato con la previsione di differenti coperture finanziarie sulla medesima opera».
E se la costruzione dell’opera in sé varrebbe 4,5 miliardi di euro (7,1 con le opere accessorie e compensative), stando a Giannetta «già solo con le entrate erariali legate al periodo di costruzione dell’opera, nelle casse dello Stato arriverebbero 8 miliardi di euro, di cui 7,1 miliardi da contributi e imposte e, nei primi 30 anni di gestione, le maggiori entrate per lo Stato raggiungerebbero i 107 miliardi di euro». Ma c’è anche una ragione “comparativa” rispetto ai costi: nello stesso periodo, le opere in programma al Nord del Paese costeranno oltre 40 miliardi. Mentre non costruire il Ponte costerebbe un miliardo circa (250 milioni per i costi già sostenuti, 800 milioni per le penali dovute). Previsti poi riqualificazione e utilizzo di circa 120mila lavoratori. E insomma il Ponte sullo Stretto, nell’analisi di Giannetta, «colmerebbe, in parte, il mai pagato debito storico, che le regioni del Nord hanno nei nostri confronti» e consentirebbe d’«invertire il trend dell’esodo occupazionale e trattenere qui il nostro patrimonio più grande, il capitale umano, che abbiamo disperso in anni e anni di migrazioni.
Di qui, la mozione avanzata dal presidente della Vigilanza, volta a impegnare la Giunta e l’intera Regione «ad adottare ogni iniziativa utile ad affrontare la questione “Ponte sullo Stretto”» e a far sì che il Consiglio «si determini ufficialmente nel merito, con apposita deliberazione da portare a conoscenza ed interloquire con il Governo centrale».

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