Nasce il front office del Cirs: un punto di riferimento per i soggetti deboli

Nasce il front office del Cirs: un punto di riferimento per i soggetti deboli

Nasce il front office del Cirs: un punto di riferimento per i soggetti deboli

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domenica 13 Novembre 2016 - 08:17

Il punto informativo, che sarà inaugurato martedì, si rivolge a bambini, giovani, anziani, immigrati e soggetti vittime di violenze. Il centro si avvarrà del supporto di assistenti sociali, legali, psicologi e personale qualificato

Un locale confiscato alla mafia e acquisito al patrimonio del Comune di Messina è pronto ad ospitare un front office di primo ascolto e segretariato sociale. A gestirlo sarà il Cirs (Centro italiano reinserimento sociale) di Messina onlus, presieduto da Maria Celeste Celi, in collaborazione con altre associazioni. L’inaugurazione si terrà martedì alle 10 in via Placida n.101.

Il punto informativo si rivolge inoltre a bambini, giovani, anziani, immigrati e soggetti vittime di violenze. Il centro si avvarrà del supporto di assistenti sociali, legali, psicologi e personale qualificato: uno sportello d’ascolto per rispondere in modo preventivo a problematiche emergenti come la violenza sulle donne, aperto anche al supporto per gli uomini.

In questo modo – afferma Maria Celesti Celi – il cittadino si potrà rivolgere gratuitamente allo sportello e potrà usufruire della consulenza di professionisti, secondo la cultura della legalità che la nostra associazione persegue da anni per superare logiche clientelari e favoritismi”.

Il front office è dedicato a servizi di accoglienza; ascolto telefonico; supporto psicologico; supporto legale; segretariato sociale; orientamento; attivazione immediata di reti sociali in caso di violenza; gruppi di mutuo aiuto; mediazione culturale e familiari; consulenza medica e di coppia; informazioni e consulenza su genitorialità, affido e adozione; consulenza Ersu per il servizio agli studenti universitari; consulenza per enti pubblici e provati per la gestione di servizi di accoglienza e Caf.

Il progetto nasce in collaborazione anche con Ersu, Ente regionale per il diritto allo studio universitario di Messina, la sezione locale della Fidapa, Federazione italiana donne arti professione affari e l’Aiaf Sicilia, Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori.

2 commenti

  1. Hombre de barro 13 Novembre 2016 08:38

    Lodevole iniziativa che però come tante altre, darâ lavoro solo alla “gente sana”, visto che per le categorie svantaggiate Regione e Comune non erogano fondi ne occupazione.

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  2. Hombre de barro 13 Novembre 2016 08:38

    Lodevole iniziativa che però come tante altre, darâ lavoro solo alla “gente sana”, visto che per le categorie svantaggiate Regione e Comune non erogano fondi ne occupazione.

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