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Un coro dal Palacultura, scuola e istituzioni: mai più fiori sull’asfalto

Un coro dal Palacultura, scuola e istituzioni: mai più fiori sull’asfalto

sabato 16 Dicembre 2017 - 05:16
Un coro dal Palacultura, scuola e istituzioni: mai più fiori sull’asfalto

Sicurezza stradale: insieme per la prevenzione è il tema del dibattito che ha visto gli studenti dei licei al Palacultura per l'incontro promosso dal Comune con il Centro studi Valeria Mastrojeni

La generazione app, allattata con gli smartphone, quella dei 50enni che hanno l’istinto compulsivo a rispondere ai whatsapp mentre sono alla guida, gli ultra65enni che devono saper fronteggiare un caos che non è più quello di un tempo, le istituzioni, ognuna per il proprio ruolo. Tutti insieme di fronte ad una responsabilità comune che è anche una missione comune: far sì che la prevenzione in tema di sicurezza stradale tracci una nuova via, quella in cui non ci siano più i “fiori sull’asfalto”.

Nel 2016 i morti per incidenti stradali a Messina e provincia sono stati 22, un numero ancora troppo alto. Nel 2017, solo in città i morti sono stati 3, a dimostrazione che controlli e prevenzione insieme funzionano.

“Sicurezza e prevenzione, insieme per la prevenzione” è stato il tema dell’incontro promosso dal Comune di Messina e dal Centro studi Valeria Mastrojeni e che ha visto il Palacultura gremito degli studenti degli istituti e licei La Farina, Seguenza, Nautico Caio Duilio, Maiorana, Minutoli, Antonello, Archimede, Ainis. Presenti anche i rappresentanti del Lions Club che segue da tempo queste problematiche.

Valeria Mastrojeni, uccisa da un’auto in corsa il 20 giugno del ’97, mentre stava rientrando a casa, il 17 dicembre avrebbe compiuto 37 anni. Quando ha perso la vita, a causa di chi non ha rispettato le regole, aveva soltanto 17 anni.

Dal suo ricordo e dalle battaglie che la madre, Pina Cassoniti Mastrojeni, ha portato avanti attraverso l’AIFVS deve nascere la consapevolezza che sono i comportamenti individuali a generare cambiamenti collettivi.

Seguendo questo filo sottile di ragionamento è stata di grande interesse ed ha appassionato gli studenti presenti, la lezione del rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Pierluigi Mazzeo. Attraverso test, video di ricostruzione di incidenti realmente accaduti, spot, grafici, Mazzeo ha “catturato” l’attenzione dei giovani invitandoli a riflettere come molto spesso dietro il mancato rispetto delle regole ci siano meccanismi mentali legati alla fretta, alla velocità di un vivere attuale che ci spinge a non pensare, a non soffermarci. Il dirigente del Ministero ha inchiodato i presenti alle immagini degli spot-choc nei quali sono le stesse vittime della strada a parlare ed a raccontare come sarebbe stata la loro vita se non avessero mandato il messaggio della buona notte al fidanzato mentre guidavano, o se la mamma avesse messo il seggiolino per il bimbo. I telefonini-dipendenti sono in maggioranza di una fascia d’età più adulta, mentre i giovani tendono a correre o a guidare in stato di ebbrezza. Il Ministero, che già sta puntando sui social mandando in rete gli spot per arrivare a più fasce d’età possibili, sta anche promuovendo iniziative per gli over 65.

Il commissario Angelo Zullo e l’ispettore Antonio Muscarà, del corpo di Polizia Municipale di Messina hanno illustrato tutti i dati relativi al nostro territorio nonché le attività di controllo e prevenzione. L’Unione Europea, che già è riuscita a raggiungere il traguardo del dimezzamento dal 2000 al 2010 degli incidenti mortali (anche l’Italia è riuscita ad essere in linea), grazie alle politiche di sicurezza e prevenzione, adesso guarda al 2020 per azzerare le cifre delle tragedie. I grafici ci dicono, in Italia come a Messina che dapprima si è registrata una riduzione, per poi avere un nuovo picco nel 2013-2014 in coincidenza con l’aumento delle vendite degli smartphone. La fase calante ha coinciso con l’ingresso della patente a punti e l’auspicio è che ad esempio l’introduzione dell’omicidio stradale (con pene più incisive) aiuti ad un’ulteriore riduzione degli incidenti (che stando ai dati riguardano soprattutto i più giovani perché hanno meno esperienza alla guida)

L’assessore alla mobilità Gaetano Cacciola ha spiegato tutte le iniziative che in modo concreto stanno realmente cambiando i comportamenti a Messina, con l’introduzione di una serie di modalità che “frenano” i peggiori vizi degli automobilisti. Mentre in Spagna o in Francia ci sono 49 e 47 auto ogni 100 abitanti in Italia sono 61 (una media di 2 a famiglia). Al di là quindi dei dissuasori, dell’ampliamento dei marciapiedi, di interventi lungo le strade, del potenziamento dei mezzi pubblici, delle app varate per renderne più agevole la fruizione, quel che è importante è convincere i messinesi a lasciare l’auto a casa. I mezzi pubblici funzionano ma se siamo abituati a prendere l’auto anche per gettare la spazzatura nel cassonetto all’angolo nessun intervento di mitigazione del traffico potrà essere efficace. E’ appunto un fatto di comportamenti. E a proposito di questo l’assessore Cacciola ha ricordato come ognuno di noi anche attraverso “la forza del rimprovero” può diventare testimone attivo di comportamenti corretti. Ha ricordato come Lorena Mangano, uccisa da chi ha fatto una gara tra auto in pieno centro, ha rispettato le regole, ma chi l’ha travolta no. E se qualcuno al suo fianco avesse avuto la “forza del rimprovero” e avesse portato fino in fondo la responsabilità dei propri comportamenti e scelte, adesso Lorena sarebbe viva. Il cambiamento inizia da noi.

Ed è quanto ha spiegato il professor Francesco Pira, docente di Comunicazione e giornalismo all’Università di Messina: “Ogni giorno nei social ci sono 7 milioni e mezzo di persone che lasciano post di odio. Soltanto voi potete cambiare questa tendenza, solo da voi possono venire messaggi di vita, voi che siete la generazione app, quella che nel cellulare ha circa 50 applicazioni. Solo voi potrete aiutarci a portare avanti un progetto di prevenzione che utilizzi i social come mezzo di maggiore diffusione”.

Anche il sindaco Renato Accorinti ha portato un saluto ai ragazzi evidenziando l’importanza dei comportamenti: “se sei una persona aggressiva lo si vede da come guidi. Posteggiare in doppia fila è un comportamento mafioso”.

Le immagini della vita di Valeria, da bimba, da adolescente, nei momenti più belli, abbracciata al papà, con le amiche, sorridente, fino al terribile schianto che ha spento per sempre la sua luce, hanno concluso la mattinata. La morte di Valeria e le parole di Pina Mastrojeni, non sono uno spot creato da un regista, da un autore, interpretato da un attore. E’ la storia ancora sanguinante di una vita distrutta, di una famiglia distrutta per colpa di chi non ha rispettato le regole.

C’è ancora tanto da fare- ha detto la Mastrojeni- soprattutto da parte delle istituzioni. Il cambiamento inizia dai comportamenti individuali e le scuole devono fare tanto. Spero di poter portare avanti, grazie al sostegno del professor Pira un progetto in tal senso con l’Università e che coinvolga gli studenti. Messina ha aperto la strada a questo cambiamento, perché dal dolore di una famiglia, dalla morte di Valeria è nata una battaglia che ha portato tanti risultati, la patente a punti, le nuove norme per i risarcimenti assicurativi, l’omicidio stradale. E’ giusto che questo segno venga riconosciuto anche simbolicamente”.

Nel 2018 infatti, probabilmente in occasione del 20 giugno, anniversario dell’uccisione di Valeria, sarà realizzata una struttura artistica che raffiguri, lì dove Valeria è morta, quel diritto di vivere che le è stato tolto. Il Comune di Messina darà il doveroso e giusto riconoscimento ad una battaglia nazionale che affonda le radici nel dolore di una famiglia, nella tragedia di una vita stroncata a 17 anni per la spavalderia, l’arroganza e la mancanza di rispetto di chi ha violato ogni tipo di regola.

Rosaria Brancato

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